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“I FUStigati” gli artisti dopo i tagli al FUS – gli Accettella

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La compagnia delle marionette degli Accettella

è una delle più note e blasonate della capitale. Teatro d'innovazione - vera e non solo sulla carta - al servizio dell'infanzia. Un'infanzia che però, grazie alla riforma Gelmini, rimane in classe e non va a teatro perchè non ci sono insegnanti che accompagnano. Questo, insieme ai tagli al FUS, sta mettendo a dura prova una realtà di spicco nel panorama culturale italiano, ne abbiamo parlato con Giulio Accettella...

 

marionette Accettella

Marionette Accettella

Quanto prendevate lo scorso anno e quanto prendete ora dal FUS?

Lo scorso anno prendevamo 135 mila euro, quest’anno ancora non lo sappiamo. Le commissioni non si sono ancora riunite, quindi non riusciamo a capire l’entità della nuova sovvenzione.

Che taglio prevedete?

Abbiamo parlato con una funzionaria che ci ha detto che per i teatri stabili d’innovazione (la compagnia degli Accettella ha il teatro Mongiovino, a Roma - ndr) sono riusciti a ridurre i tagli in misura del 10 %.

Quali problemi comporterà questo taglio?

Il taglio andrà a riversarsi su promozione, materiali, costi di gestione degli spazi. Non possiamo assolutamente tagliare sul personale – già a ranghi ridotti – perché l’organizzazione di uno stabile si basa sulle risorse umane: abbiamo lo stretto indispensabile per andare avanti e non bloccare l’attività.

In termini di programmazione ci saranno delle variazioni?

Prevedendo il taglio abbiamo già ridotto la programmazione. Siamo partiti un po’ dopo rispetto alla stagione e abbiamo ridotto il numero delle recite. Il problema è che molte recite sono a prenotazione e ci stiamo scontrando con un forte calo nelle richieste: noi facendo teatro per ragazzi lavoriamo con le scuole, la riforma Gelmini ha ridotto il numero degli insegnanti; l’insegnante singolo non può uscire con più di 15 bambini questo significa che i bambini rimangono in classe. L’offerta culturale diminuisce perché nessuno è in grado di accompagnarli, noi subiamo per questo un contrazione significativa di lavoro. Diciamo che il taglio al FUS è solo una parte di un problema più grande che riguarda sia la cultura che la formazione; un disegno complessivo che tende a ridurre gli spazi culturali e di formazione, nei fatti.

Insomma il danno arriva da più fronti...

Esattamente. Bisogna anche considerare che il FUS è legato a certi parametri che non variano in relazione alla quantità della sovvenzione: chi prende 100 deve rispettare gli stessi parametri di chi prende 500; i parametri sono di rispettare un certo numero di giornate lavorative e un certo numero di recite; per mantenere attiva la sovvenzione sei costretto a fare quel determinato numero di giornate di lavoro o di recite anche se non c’è pubblico (e nel nostro caso il pubblico non c’è perché la riforma della scuola ha di fatto tolto questa possibilità ai bambini) sei costretto a proseguire la tua attività, anche a costo di rimetterci.

Voi dunque soffrite di più rispetto ad un grande ente lirico?

Penso proprio di sì. Siamo sicuramente penalizzati rispetto a una grande struttura.

Cosa prevedete per il futuro?

Cambiare strategia: non più soltanto attività di spettacolo ma anche intrattenimento e servizi per il pubblico noi lavoriamo per l’infanzia dove c’è molto da fare e molta richiesta.

Qual è il rapporto tra la sovvenzione FUS e quanto percepite dagli incassi?

La sovvenzione che prendiamo dal FUS costituisce il 30% del nostro volume d’affari.

Cosa pensa delle ultime esternazioni del ministro Brunetta che dice “basta fondi per lo spettacolo, tutti sul mercato a lavorare seriamente”?

Pura demagogia, frasi volte a stuzzicare una parte di elettorato. Tra l’altro non credo nemmeno che il ministro sappia bene a chi si sta rivolgendo. Magari ci fosse il mercato! Nel nostro caso, la sua collega Gelmini ha tolto pure quello e per l’anno venturo si prevedono ulteriori tagli e per noi sarà ancora peggio...

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Pubblicato da nel 3 novembre 2009 alle ore: 9:11. Archiviato sotto Inchieste. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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