Socialize

“I FUStigati” gli artisti dopo i tagli al FUS; Tonino Pavan

Print Friendly, PDF & Email

Tonino Pavan

è uomo di spettacolo di collaudata esperienza. Il teatro è stato per molti anni la sua casa e nel teatro si è forgiato. Nato a Trieste nel ’37, frequenta la scuola di recitazione nella sua città dal ‘54 al ’56. I suoi illustri maestri, tra cui Orazio Costa, Sandro Bolchi, Giulio Bosetti, preferisce considerarli dei “consegnanti di conoscenza”. Ha collaborazioni importanti con la Rai e con Radio Capodistria e per diversi anni viene scritturato nella compagnia di Tino Buazzelli. Partecipa a molti comitati di Compagnia, avvicinandosi al mondo sindacale. Da lì muove i primi passi in questa realtà che non abbandonerà più. Dirige la Sai (Società Attori Italiani) nel Friuli Venezia Giulia dal ’76 al ’79. Attualmente dirige e coordina il FORUM ARTISTI INTERPRETI FISTEL CISL. Con Pavan abbiamo chiacchierato della situazione attuale degli attori italiani, delle difficoltà che incontrano e degli stimoli che bisognerebbe dare al settore.

Tonino Pavan

Dottor Pavan, partiamo dalle condizioni di salute dei teatri italiani. Anche le sale stanno risentendo dell’effetto crisi?

Il pubblico nel teatro aumenta e stranamente anche nella prosa. Il dato che più impressiona, in termini positivi, è che ad avvicinarsi a questa realtà sia il pubblico dei giovani. Quello che diminuisce sono invece, le produzioni. Il che potrebbe essere positivo se la discriminazione avvenisse sulla qualità. Ma così non è.

Secondo lei da cosa dipende, e soprattutto quale scelta dovrebbe operare un produttore?

Si sente montare un fenomeno televisivo. Andare a teatro significa uscire dal contesto casalingo. Il produttore “intelligente” è colui che si rivolge alle variegate fasce d’età, soprattutto ai bambini e agli anziani, vale a dire, a quelle fasce fagocitate dal sistema mediatico. Facciamo un esempio. Un anziano che desidera frequentare il teatro deve poter fruire di spettacoli accessibili alle sue abitudini, al suo stile di vita, soprattutto in grandi città come Roma. C’è bisogno di una diversificazione di orari. È impossibile pensare che un anziano possa andare in serata a vedere uno spettacolo! Si deve andare a teatro per abitudine, non per imposizione.

Cosa pensa del FUS, dei tagli e della legge quadro proposta dall’onorevole Carlucci?

Sostenevo già dall’85 che il FUS senza un’ossatura rischiava di essere usato in modo distorto. Purtroppo non si è fatto un discorso di qualità, investendo in una reale formazione. La legge quadro fotografa l’esistente. Nella legge non c’è alcun cenno a finanziamenti specifici, che dovrebbero essere spesi per le professionalità del lavoro. Purtroppo in Italia manca la giusta considerazione di questo lavoro.

E allora secondo lei da cosa bisognerebbe partire?

Per quanto riguarda gli attori dalla preparazione che scarseggia, serve una formazione. Esiste una profonda differenza tra la mia generazione quella attuale. Nei giovani che si affacciano alla professione manca lo spessore storico. I ragazzi devono leggere molto e soprattutto di teatro. Lo dovrebbero fare ad alta voce, con un vocabolario accanto, così da avere maggiore consapevolezza. E se vogliono fare davvero questo mestiere, devono frequentare una scuola con buoni docenti. Il tutto accompagnato da fegato e spalle larghe. In questo mestiere serve parecchio.

E per quanto riguarda gli interventi legislativi, cosa si dovrebbe fare?

La legge attuale ha un buon impianto. Potrebbe essere la migliore delle leggi, ma senza un impegno concreto nei confronti di questo lavoro e delle sue professionalità, non serve a nulla. Servono numeri, cifre esatte. Solo con queste premesse, si possono scovare i talenti.

Articoli che potrebbero interessarti

  • 72
    CAP. III Due donne infelici Gregorinne è sveglia dall’alba. Quante volte ha provato a girarsi per cambiare posizione, ma solo dopo vari tentativi andati a vuoto ci è poi riuscita. Fa leva solo sulle sue braccia pur sapendo che neanche queste le danno tanta garanzia di forza, ma rappresentano le…
    Tags: per, si, non, è, in, i, nel
  • 70
    A Kiev li considerano al pari dei terroristi. Loro, invece, ritengono di fare una battaglia giusta dalla parte giusta. Parliamo dei combattenti volontari che da ogni parte del mondo affluiscono ancora oggi nel Donbass.  Sono inquadrati nei reparti che difendono, o occupano, a seconda del punto di vista, i fragili confini delle autoproclamate…
    Tags: in, non, è, si, per, i, dei
  • 70
    CAP. VII  Il pranzo di Aurore Anche se le sue camere mansardate sono vuote, Aurore si è alzata prima del solito. L’ansia di rivedere il suo Vincent e di impossessarsi di quel documento, l’ha tenuta sveglia quasi tutta la notte. Era da tanto che aspettava questo momento ma ora è…
    Tags: si, è, per, in, i, non
Pubblicato da nel 24 novembre 2009 alle ore: 9:47. Archiviato sotto Inchieste. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>