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“I FUStigati” tagli al FUS, il contributo di Compagnia San Paolo

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La Compagnia San Paolo e il suo contributo all'arte

“Il 2009, che sta volgendo al termine, è trascorso sotto il segno di una crisi che forse ha raggiunto il suo picco. Del resto crisi e crinale hanno la medesima etimologia: separare. Ma la separazione tra crisi e ripresa non sarà tanto netta da consentirci semplicemente il ritorno ad un modello di sviluppo impetuoso”. Lo ha detto il presidente della Compagnia di Sanpaolo, Angelo Benessia, in apertura della presentazione alla stampa delle Linee Programmatiche 2010 e del Documento Programmatico Pluriennale 2009-12 dell’ente torinese, avvenuta ieri. Nulla insomma sarà più come prima. Discorso che vale un pò per tutti i settori, inclusi quelli dei beni e attività culturali e dello spettacolo, su cui la Fondazione bancaria, tra le maggiori in Europa, investe ogni anno in maniera consistente.

 

Compagnia San Paolo il presidente Angelo Benessia

Sebbene sia radicata a Torino, la Compagnia San Paolo s’impegna anche su progetti nazionali, europei e internazionali, spesso in collaborazione con altre grandi fondazioni. Principale azionista della banca Intesa San Paolo, la fondazione per il 2010 prevede un impegno di oltre 130 milioni di euro, in ricerca scientifica, istruzione, arte, beni e attività culturali, sanità e politiche sociali. Forte dell’accantonamento di risorse negli esercizi precedenti, la Compagnia di San Paolo, anche in periodi di vacche magre, può quindi permettersi di “sostenere un elevato livello di spesa per le attività istituzionali”. Per il 2010 l’arte beneficerà di 19 milioni di euro, mentre ai beni e alle attività culturali andranno 15 milioni di euro. E se per la cultura i fondi a disposizione sono stati limati, va dato atto alla Compagnia che la scelta è stata fatta per dare priorità alle politiche sociali sul territorio (sono stati stanziati 6 milioni di euro per il sostegno al reddito e al lavoro). Inoltre, sul fronte del recupero dei beni culturali, c’è stata una riduzione di risorse, anche perché “già molto è stato fatto negli anni scorsi”. A beneficiare degli investimenti della Compagnia saranno i musei torinesi, di rilevanza internazionale. Per il Museo Egizio, che dal 2005 ha avuto un incremento del 70 per cento dei visitatori e che oggi vive molto sui proventi della biglietteria, erano già stati preventivati 25 milioni di Euro. Inoltre, con il ministro Bondi, la Compagnia ha concordato diverse linee d’intervento: per la Reggia di Venaria, per il Castello di Moncalieri e per la Galleria Sabauda. Galleria a cui toccherà in sorte un trasloco in più tranche, per dare maggior spazio alle collezioni dell’Egizio. Le collezioni della Galleria saranno esposte in parte a Venaria e in parte a Palazzo Madama temporaneamente, in vista di una collocazione definitiva a Palazzo Reale.

 

Altro nodo delicato è il Centro di restauro della Venarla Reale, che al momento sta attraversando un periodo di difficoltà. “La fondazione metterà 500 mila euro all’anno nel centro, ma auspico che la Regione Piemonte prosegua la sua opera meritoria, assegnando al centro il ruolo di primo piano che merita” afferma Piero Gastaldo, segretario generale della Compagnia. A questi fondi va poi a sommarsi un milione di euro all’anno, per il restauro dei dipinti della Sabauda. Più freddo l’approccio invece verso MITO e Settembre Musica. “Siamo più proclivi a interventi strutturali – sottolinea Benessia – che a interventi spot su eventi. Non metto in dubbio la qualità della manifestazione, ma riteniamo che sia più utile investire in istituzioni più solide e di caratura internazionale, più che in singoli eventi. Ad ogni modo daremo il nostro sostegno, ma sarà più contenuto”.

 

E allargando lo sguardo al quadriennio 2009-12, la Compagnia non intende lasciar cadere “esperienze di creatività artistica, ad opera di giovani” come si legge nel documento programmatico. Anche se le risorse a disposizione “non potranno essere molto sostanziose”. Poi teatro, musica, danza e cinema, nonostante la crisi delle risorse, beneficeranno di fondi. In particolare la Compagnia conferma per il 2010 il suo impegno per Fondazione Museo del Cinema, per quella del Teatro Regio e per lo Stabile. E infine particolare riguardo sarà dedicato a progetti di promozione del Libro e della lettura, con in testa la Fiera Internazionale del Libro. "Per il 2010 - ha detto poi Benessia - ci attendiamo un ritorno del dividendo, che nelle nostre previsioni abbiamo tuttavia stimato prudenzialmente modesto". Insomma dopo la crisi, il crinale. Con l’augurio che per cultura, arte e spettacolo, dal crinale s’intraveda un futuro più roseo del presente.

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Pubblicato da nel 26 novembre 2009 alle ore: 9:54. Archiviato sotto Inchieste. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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