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Mompeo in Corto: Maria Luisa Lafiandra, al servizio dei giovani registi

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Maria Luisa Lafiandra

Determinata e di talento: Maria Luisa Lafiandra, direttore artistico del Mompeo in Corto, il festival di cortometraggi dedicato alle nuove leve del cinema italiano e internazionale, dopo la felice esperienza del 2011, anche quest'anno porta a casa un'edizione che punta tutto sulla qualità e sull'entusiasmo. Anche in un clima difficile per la cultura come quello che si respira negli ultimi tempi, la giovane "timoniera" ha le idee chiare su come valorizzare la creatività degli artisti che a lei e alla sua squadra affidano i propri lavori.
Sei al timone del festival del Corto di Mompeo da due anni: quali sono le linee guida della manifestazione?
"E' per me un onore essere al timone del Mompeo in Corto, lo scorso anno abbiamo seminato qualcosa che sta già dando i primi frutti. Il più grande risultato è aver coinvolto Medusa e avere cosi l'opportunità di poter vedere il nostro corto vincitore distribuito prima di una pellicola di Medusa nella prossima stagione autunnale.
Le linee guida della manifestazione seguono in primis la legge della qualità: dei corti, dei giurati, dello staff scelto che lavora al progetto, della tempistica di lavoro. In questo festival lavoriamo tutti con largo anticipo, amiamo il nostro lavoro perchè sappiamo che ha uno scopo che va al di là di organizzare semplicemente un evento, noi parliamo con videomaker giovani che hanno talenti e potenzialità sorprendenti e siamo fieri ed onorati di poterne scoprire le doti... per primi."
Come giovane direttrice di un Festival di Cinema, hai a che fare con tanti talenti esordienti: quali sono le difficoltà maggiori che incontrano, le paure, i sogni?
"Le difficoltà maggiori sono nel non avere adeguati spazi, soprattutto spazi puliti, lontani da schemi visti e rivisti, con giurie pulite, che scelgano i prodotti migliori. In Italia mancano spesso spazi che esaltino e diano modo ai migliori talenti di inserirsi nella giuste situazioni e crescere. Mancano veri punti d'incontro, veri scambi e spesso l'arte finisce in eventi che vedono una competizione che nel Mompeo in Corto è un puro confronto. La nostra ricchezza è la consapevolezza che abbiamo a che fare con Arte e Cultura, non sport e come tale, abbiamo rispetto e comprensione per chi realizza con cura e attenzione dei buoni lavori."
Sono anni che si parla di crisi della cultura. Quali sono seconde te i principali problemi da risolvere: ossia cosa c'è dietro alla mancanza ormai strutturale di fondi da investire, la solita "assenza" delle istituzioni o anche un atteggiamento poco determinato delle giovani leve?
"I giovani a mio avviso sanno esattamente dove andare, hanno idee chiare e le realizzano spesso con mezzi limitati. Resto sempre molto colpita quando sento i nostri registi che hanno anche scritto bellissime sceneggiature, realizzato fotografia e altro... quando si hanno lei idee chiare siamo già a metà dell'opera, se poi si ha la perseveranza di portarli avanti, i risultati pian piano arrivano, nel caso del Mompeo in Corto, è stato cosi, da 14 anni si semina con serietà e perseveranza e oggi a Mompeo c'è un archivio di corti provenienti da tutto il mondo che sono di tutto rispetto."
Una giovane donna alla direzione di un festival: accade troppo di rado nel nostro paese?
"Io credo che non dovrebbe importare se si è uomo o donna, contano i numeri, la determinazione, il rispetto verso le altre persone che lavorano con noi, oltre alla consapevolezza dei risultati che si desiderano ottenere. Io mi sento donna, ma quando sono a lavoro mi interessa l'obiettivo e godermi il percorso per ottenerlo, insieme a persone con valori simili ai miei, cui interessa realizzare 'cose' di altissima qualità."

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Pubblicato da nel 20 luglio 2012 alle ore: 11:42. Archiviato sotto Cinema,Interviste. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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