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“Sotto accusa”, legal drama di Fiammetta Veneziano

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Sotto Accusa

Dal 14 al 18 novembre la “Compagnia del Delfino” sarà ancora sulla scena teatrale romana con una nuova performance, “Sotto accusa”, un “legal drama” scritto da Fiammetta Veneziano. Fiammetta è un’attrice di grande temperamento, versatile, passionale e concreta allo stesso tempo, dotata di una singolare sensibilità che le permette di passare con naturalezza dal repertorio in dialetto romanesco a intrecci più complessi quali quelli presentati dalle opere di Ray Cooney, Noel Coward, Jean Genet o Eugène Ionesco. Abbiamo avuto occasione di assistere alle sue ultime performances: francamente siamo rimasti sorpresi dall’agilità recitativa, dal ritmo emozionato impresso alla dizione, dalla spontanea verve ironica non disgiunta da un’istintiva e sottile “vis dramatica” (per brevità, sull’argomento rimandiamo almeno a it.wikipedia.org/wiki/Dramatica). La Compagnia è formata da un talentuoso gruppo di attori: ci chiediamo come mai non abbia avuto la ribalta che considereremmo naturale. Misteri del palcoscenico e, soprattutto, del proscenio romano…
Di Adriano Piva abbiamo avuto modo di parlare a suo tempo, sia su 4arts che su Romainjazz: un musicista colto e immediato, intelligente compositore anche al di là dei confini delle “blue notes”.
Consigliamo al pubblico capitolino di lasciarsi coinvolgere dal nostro invito a non mancare.
Abbiamo occasione di dialogare con Fiammetta.
Quando e come nasce la tua passione per il teatro?
Da bambina ho frequentato una scuola di dizione e recitazione diretta da una contessa non vedente, Metta Latini Macioti, autrice di una raccolta di fiabe e racconti per ragazzi da mettere in scena. Lì è iniziata la mia passione per il teatro. All’età di diciotto anni ho provato, senza successo, ad entrare nell’Accademia di Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Diversamente da oggi, all’epoca non esistevano scuole di drammatizzazione o stage in alternativa all’Accademia. In seguito con gli studi, una laurea in legge, il lavoro e la famiglia, ho accantonato l’idea  del teatro (ma non la vocazione), finché Adriano non mi ha presentato Giuliano Baragli che era allora il cantante del suo gruppo di R.&B. Giuliano cercava un’attrice per la commedia “Camerino n.1”, e mio marito ha fatto il mio nome…..
Parliamo della ”Compagnia Del Delfino”? Qual è il suo presente?
Nasce dall’entusiasmo del regista, Giuliano Baragli, che, in gioventù, aveva intrapreso la strada del cabarettista sotto la direzione di Mario Castellacci: un sogno mai abbandonato.  Nel  1997 , insieme ad un gruppo di amici e colleghi, prova ad inventarsi una compagnia teatrale. A distanza di 15 anni il gruppo si è ampliato e rafforzato.  E’ stato il trampolino di lancio di tante giovani leve che in seguito hanno intrapreso la professione  di Attore, quello con la A maiuscola. Lo zoccolo duro però è rimasto: i pochi che hanno fondato la compagnia e che l’hanno vista crescere, che si assumono l’onere di  cercare i testi, costruire la scenografia,  anticipare le spese.  La vera forza del “Delfino” è questa: incarnare una compagnia amatoriale.  L’entusiasmo, l’energia  e la voglia di continuare uniti non è mai venuta a mancare, nonostante le difficoltà. E, da quello che ci dicono , tutto ciò traspare sul palco. Lottiamo insieme per  l’amore  del teatro e per lo scopo benefico che ci siamo prefissati. Una volta pagate tutte le spese,  devolviamo in beneficenza i nostri piccoli guadagni: infatti siamo sempre senza un soldo. In molti ci hanno attribuito il titolo di “professionisti” e noi ne siamo orgogliosi. L’unica cosa che manca per sentirci tali è. forse,  l’approvazione di una platea più vasta, di un pubblico che non sia solo quello di parenti, amici e  amici di amici. Qualche volta abbiamo la fortuna di stimolare la curiosità di uno spettatore estemporaneo, che capita lì per caso. Allora ci gloriamo di  recitare  davanti a quell’unico sconosciuto, più che alle decine di fedelissimi.
Qual è il repertorio scelto per le vostre piéces teatrali?
I testi messi in scena in genere sono brillanti, ma non sono mancati spettacoli seri o drammatici, come “Le Serve”, di Jean Genet e “Pezzi d’uomo a Maspalomas” di Paolo Valentini, che hanno riscosso un discreto successo di pubblico. Indubbiamente la gente che frequenta le sale teatrali cerca lo spettacolo leggero. Le compagnie amatoriali scelgono, di conseguenza, i soggetti dei più famosi autori di commedie brillanti (Georges Feydeau, Ray Cooney, Francis Veber, Neil Simon, Noel Coward, Peter Shaffer, Aldo Cirri, Aldo Nicolaj, Luigi Lunari, Giovanni Clementi…). Questa tendenza ha contagiato anche le compagnie più titolate: il pubblico vuole ridere! E così la “Compagnia del Delfino”, che in questi anni è cresciuta in gusto e sensibilità, è alla continua ricerca di testi accattivanti, ma di spessore e, con grande fatica, riesce a scovare la “piéce de théatre” maggiormente soddisfacente.
La nuova commedia che mettete in scena è “Sotto Accusa”, che presenterete al teatro ”Le Salette”, in Vicolo del Campanile 14, dal 14 al 18  novembre 2012. Puoi darci un’anticipazione?
La nuova commedia è ambientata in un aula del Palazzo di Giustizia di Washington dove vengono a scontrarsi il procuratore distrettuale e l’avvocato della difesa. I due abili avvocati non si risparmieranno colpi per ottenere il loro scopo: la condanna o l’assoluzione dall’accusa di omicidio dell’affascinante dott.ssa Peterson. Chi di loro due riuscirà nell’intento? E’ un vero giallo di stile americano alla Perry Mason. Per quanto la compagnia non sia nuova alla scelta del giallo (“La tela del ragno” e “L’erede” sono stati messi in scena negli anni passati), questo è il primo “legal drama”, un tipo di rappresentazione in cui il dibattimento ha maggiore rilevanza del delitto stesso. Considerando che il genere è molto apprezzato (decine di serie televisive…), e che io stessa ne sono affascinata (ricordi vecchi films come “Il caso Paradine o “Testimone d’accusa”?) ho deciso di scrivermi da sola il testo.
Come sempre le musiche originali sono di tuo marito Adriano Piva, jazzista che apprezziamo da tempo.
Un discorso a parte merita la musica che accompagna tutti i nostri lavori: Giuliano è un convinto assertore della necessità di un commento musicale che non solo accompagni, ma addirittura interagisca con l’azione scenica. Detto ciò posso affermare che il sodalizio tra Giuliano e mio marito Adriano è particolarmente stretto: loro si capiscono al volo e riescono sempre a concertare una colonna sonora che sia appropriata: importante ma non invadente, puntuale ed evocativa. La loro collaborazione  iniziò nel 2000 con “La Dama di Chez Maxim”, e da allora conta quasi una trentina di colonne sonore, tra cui due musical. In un paio di occasioni siamo riusciti addirittura ad avere l’orchestra live sul palco! (ti lascio immaginare la difficoltà di realizzare una cosa del genere…). E comunque non è finita qui…
Quali progetti per il futuro?
In primavera, marzo 2013, la compagnia metterà in scena  al teatro Anfitrione una nuova commedia di Giovanni Clementi: “La spallata”. Clementi, autore romano di testi di grande successo come “Ben Hur”, “Alcazar”, “La vecchia singer”, “Sugo finto”, viene considerato il creatore di un novello realismo che con garbo e ironia mette in evidenza i drammi della società moderna utilizzando il romanesco come veicolo di humor e spontaneità.

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Pubblicato da nel 2 novembre 2012 alle ore: 11:19. Archiviato sotto Interviste,Teatro. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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