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Che scuola ha in mente il ministro Profumo?

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Egregio signor Ministro Profumo, che scuola ha in mente? Lei propone di aumentare le ore di lezione settimanali di ogni singolo docente, da 18 a 24, senza alcun aumento retributivo, anzi Ella propone di eliminare anche il modestissimo e parziale adeguamento annuo delle nostre retribuzioni al costo della vita. Lei è un docente come noi, quando era all’Università era tenuto a prestare tre ore di lezione a settimana, quindi dovrebbe rendersi ben conto che la docenza vada valutata secondo criteri qualitativi e non quantitativi. La società ci ha affidato una funzione cardine, importantissima: nonostante tutto, siamo i principali artefici della diffusione dell'educazione, della cultura, della formazione e dell'informazione presso le nuove generazioni. E’ mai possibile che un "tecnico", un "esperto", come dicono che Lei sia, non si accorga del male che deriverebbe all'intera società se i professori fossero costretti a lavorare in condizioni abbrutenti, se non fosse loro più consentito di svolgere il loro ruolo con quegli orari settimanali di lezione che sono propri della illustre tradizione della nostra Scuola? Lei però ci chiede di essere "generosi"….Faccia ad altri questa richiesta, ai banchieri, oggi rifinanziati coi soldi dei governi, e quindi dei cittadini, ai politici che l’hanno eletta. Noi docenti della Scuola Italiana la nostra generosità l'abbiamo giù dimostrata, negli anni, continuando a svolgere al meglio il nostro lavoro: se per le strade di Roma non si incontrano le bande di adolescenti sbandati che imperversano in altre capitali un po’ di merito sarà anche nostro, cioè dell'educazione e dell’esempio che diamo quotidianamente. Negli ultimi trent'anni non vi sono stati sperperi di pubblico denaro per la Scuola, e forse proprio per questo i politici si sono poco interessati a noi. Pensi, Ministro, alcuni anni fa la municipalità di una metropoli spagnola ha chiesto scusa ai cittadini per aver garantito un PC “solo” al 95% degli studenti delle elementari! Invece da noi da trent'anni i governi risparmiano sulla Scuola: lavoriamo spesso in edifici vecchi e malandati, un PC per alunno è un sogno, mancano a volte anche i gessetti e le cimose, le lavagne sono le stesse dell’epoca del Manzoni. Però, nonostante la trentennale politica della lesina sulle spese per l’Istruzione, la Scuola è una delle non molte cose che ancora “funzionano bene” in Italia, abbiamo ancora dei primati in Europa, come quello dell'integrazione dei diversamente abili. Signor Ministro, come vede, noi docenti la generosità l'abbiamo offerta e l'offriamo, ogni giorno, però, proprio per questo, ci consenta, dobbiamo chiederLe più rispetto, per le nostre persone e per la nostra "vitale" opera.

 

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Pubblicato da nel 12 novembre 2012 alle ore: 19:34. Archiviato sotto Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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