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Maria Laura Ronzoni presenta la “sua” Calliope

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Maria Laura Ronzoni, Calliope

Calliope “dalla bella voce”, musa della poesia epica, coronata d’oro e ispiratrice della poesia di Omero. Madre di Orfeo citaredo, la più saggia fra le Muse, simbolo, fra l’altro, della tavoletta su cui scrivere, dello stilo con cui allietare la vita degli uomini con l’arte del dire, invocata da Dante nel secondo canto dell’Inferno.
Giorni felici, giorni inquieti, giorni dublinesi e joyciani quelli di Maria Laura Ronzoni, che in Irlanda ha vissuto e che in Irlanda sembra aver trovato il proprio “meraviglioso”, le parole e la musica per dar “bella voce” alle storie vibratili d’un folk spinto al movimento emozionale d’un Occidente che declina e che danza sul chiaroscuro più privato, come su di una lunga strada di militanze assorte al cui crocevia siano perdute armonie flebili e silenziosi fraseggi intimisti.
“Strano vivere senza amore, senza monti da arrampicare, senza respirare…c’è una spina in fondo al cuore mio, è il sospetto che ci manchi un dio. Non c’è tempo di giocare e nemmeno di sognare…”. Piccoli cammei sonori, note dilatate che s’intrecciano e si sovrappongono con una felicità lirica in un sottofondo folk spezzato e minimalista. Immediata e crepuscolare la Calliope tenue e rabbiosa di Maria Laura, tessuto intimo d’una voce pacata e raffinata.
Musica celtica e finezze “bluegrass” in cui c’è sempre “una storia da cantare”, arie d’amore e sorrisi complici, storie di “Un uomo che parla alla luna”, strade “che fuggono i segni invisibili e veri di strane esistenze scolpite nei venti” (I’m Free), mentre “noi ad aspettar la sera, a metter su sorrisi, a metà fra il pianto e il riso” (Per le strade di Dublino).
Theodor Wiesengrund Adorno ne “Il fido maestro sostituto” asseriva: “la sospensione  del tempo, intesa come fine di ogni coercizione, è l'ideale della musica”. Forse questa l’illuminazione.

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Pubblicato da nel 14 novembre 2012 alle ore: 17:32. Archiviato sotto Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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