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Tra le braccia dell’India – 3parte

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India, Varanasi, bagnanti sul fiume Gange, ph.M.Apice

(India - Terza Parte) - L'arrivo a Varanasi è stato scandito, oltre che dal solito caldo asfissiante, da una moltitudine di gente, se possibile, ancora maggiore di quella incontrata fino a quel momento nel viaggio in India. Del resto Varanasi non conosce crisi di popolazione: considerata Città Santa per gli induisti, è meta di pellegrinaggi continui. Qui infatti ogni induista deve recarsi almeno una volta nella vita e immergersi nel fiume sacro che la attraversa, il Gange (detto Ganga dai locali). Senza contare che molti fedeli vengono qui a morire, per farsi cremare e spargere le proprie ceneri nel fiume, proprio perchè il Gange ha il potere di purificare l'anima da ogni peccato.
Il volto di Varanasi è un ibrido. Qui davvero l'occidente si sta insinuando con forza: accanto ai venditori ambulanti e ai negozi più tradizionali, ci sono loghi di famose multinazionali che affollano le strade, veri e propri centri commerciali (concepiti alla nostra maniera, con Mc Donald's, cinema, piccole giostre per bambini, etc.), macchine strombazzanti ovunque, motociclette aggressive e non poco smog. Insomma, una città in delirio. Poi però, se ci si addentra nelle strette viuzze che conducono ai ghats - sono delle rampe di scale fatte in pietra che digradano verso il fiume e permettono ai fedeli di fare le abluzioni mattutine e serali -, ci si accorge di un mondo nascosto, antichissimo, in cui il mistero religioso è preponderante. Nella città Sacra ci sono innumerevoli templi, non solo quelli che si affacciano su Gange, ma anche quelli che si trovano praticamente in ogni angolo di strada. Di sera l'illuminazione è fioca, e bisogna fare attenzione sia a non urtare le mucche, sia a dove si mettono i piedi, perché escrementi e sporcizia sono ovunque. Il profumo di incenso e spezie si mescola ai vari odori provenienti dall'immondizia e dalle case. Un fascino davvero che si tocca con mano, e che, in alcuni momenti, può sconvolgere.
Lo spettacolo della vita e della morte va in scena senza sosta a Varanasi, privo di alcun sensazionalismo, come se tutto potesse essere ricondotto a un ordine supremo, più grande di noi, che regola e dispone ogni cosa. Nel Crematorium, per esempio, si può assistere a qualcosa per noi di assolutamente inedito: qui ininterrottamente, 24 ore su 24, vengono bruciati i cadaveri. Abbiamo visto corpi vestiti con colori sgargianti, completamente coperti, sfilarci davanti in direzione delle pire brucianti. Tutto si svolgeva davanti a noi con serenità, tra canti e litanie. Ci hanno spiegato che nessun fedele può rinunciare alla cremazione: se la famiglia non ha i soldi per acquistare legna sufficiente a completare il rito, e a ridurre dunque tutto il corpo in cenere, potrà comprarne solo una parte. Il resto del corpo, ancora non bruciato, verrà comunque affidato alle acque sacre del Gange, e portato via dalla corrente. Assistere a queste cerimonie è realmente scioccante: lo è perché hai di fronte decine di corpi che stanno bruciando; lo è anche perché tutto si svolge nella massima serenità, e in quella stessa serenità si è accolti: nessuno avrà da ridire se i turisti osservano e partecipano a queste cerimonie, purché non facciano foto. Perché la morte è del tutto normale, naturale, e come tale loro la trattano: ma certo non è uno spettacolo, un'esibizione.
All'alba, a Varanasi, la città dà chiaramente l'idea di essere sveglia da tempo. Abbiamo raggiunto le rive del Gange attorno alle 5,30 del mattino: in silenzio, e con grande naturalezza, i fedeli erano tutti impegnati a lavarsi e qualcuno anche a dissetarsi con le acque del grande fiume. Un'atmosfera quasi surreale davanti ai nostri occhi: in una luce fantastica e di grande impatto, con il sole che piano piano si affacciava sulla città, Varanasi mostrava il suo volto più intimo, quello più rituale. A quell'ora infatti, non c'erano ancora per strada i tanti venditori - di oggetti e stoffe, ma anche di visite guidate, e di consulenze di santoni...- che la sera precedente ci avevano fermato di continuo durante la nostra prima "scoperta" della città.
Dopo una veloce tappa a Sarnath, dove si narra che Buddha fece il suo primo sermone, di nuovo in treno, stavolta per tornare a Delhi e concludere il nostro lungo tour. In 18 giorni di viaggio, vissuti quasi interamente on the road, l'India ci ha riservato soprese, ma anche tante cose che speravamo di trovare. All'assoluta rigidità nelle regole religiose - una delle tante è il considerare sacri praticamente tutti gli animali: per fare un esempio i giainisti, quando vanno in moto, si mettono un fazzoletto su naso e bocca per evitare di inalare, e dunque uccidere, insetti e moscerini...- non corrisponde quella delle regole governative, che, in qualunque momento, possono essere "sovvertite" con una buona mancia. La gente poi, ospitale e rispettosa, pur di non deludere le aspettative dello "straniero", spesso è capace di rispondere alle domande magari con risposte inventate o vere solo in parte. Altra contraddizione è la natura pacifica del popolo indiano: un atteggiamento che emerge chiaramente, e che spesso può essere scambiato forse per rassegnazione. Poi però, a ben guardare, l'India nella sua storia è stata teatro di numerosissime violenze a sfondo religioso (e politico). Durante il nostro soggiorno, abbiamo avuto un piccolo assaggio della "perseveranza" delle persone: quelli di agosto erano giorni alquanto caldi, in cui le persone manifestavano in strada come protesta per la cercerazione dell'attivista Anna Hazare, impegnato in una battaglia contro la corruzione governativa. Quando Anna è stato liberato, abbiamo assistito all'esplosione della gioia della gente comune, desiderosa di un reale cambiamento nel paese.
Un discorso a parte poi merita la cucina, variegata e ricca di verdure: il sapiente utilizzo delle spezie ha reso una delizia ogni pasto. Il cibo è chiaramente in India uno degli emblemi più forti della tradizione, espressione viva e reale di una cultura millenaria, e si differenzia da regione a regione, dato il territorio sterminato del paese. Una curiosità: anche la tv indiana è invasa da programmi di cucina: sarà l'ennesima influenza dell'occidente?
Ho pensato a un bilancio di questo viaggio di quasi 20 giorni già mentre l'aereo da Delhi volava verso casa. Le emozioni contrastanti sono state tante, così come il rendersi conto di quanto sia importante per ogni essere umano riconoscere i propri limiti (culturali, emotivi, etc.) e provare a superarli. L'India ti prende e ti avvolge, ma non è detto che il suo sia sempre un abbraccio piacevole. A volte può sferrarti un pugno quando meno te lo aspetti: il punto è che, se si decide di andarci, allora bisogna predisporsi all'accoglienza. E rischiare anche di tornare delusi. O magari inebriati, nel bene e nel male, come è successo a me.

CUCINA: piatti da assaggiare
Pollo Tandoori: pollo cucinato nel tipico forno tandoori, e marinato in yogurt e una miscela di spezie.
Biryani: piatto a base di riso, preparato con una particolare miscela di spezie, e cucinato con verdure, carne, pesce o uova.
Palak paneer: uno dei principali piatti di quella foltissima parte di indiani che sono vegetariani. Si tratta di un piatto a base di spinaci in purea e di paneer, il formaggio fresco  indiano, preparato con le spezie.
Naan: pane cotto nel forno tandoori, in diverse varianti: con patate, formaggio, cipolla, etc.
Chapati: pane non lievitato, molto diffuso, mangiato da solo o in accompagnamento a vedure e spezie.
Dal (o dahl) di lenticchie: specie di zuppa molto profumata (si può fare anche con fagioli e ceci)
Lassi: bevanda molto diffusa a base di yogurt

INDIRIZZI UTILI:
Tour operator indiano: http://www.indiakarni.it/
Alberghi:
Delhi: Hotel The Park
Mandawa: Hotel Castle Mandawa
Bikaner: Hotel Laxmi Niwas Palace
Jaisalmer: Hotel Fort Rajwada
Jodhpur: Hotel Ajit Bhawan
Udaipur: Hotel Shiv Niwas Palace
Pushkar: Hotel Jagat Palace
Jaipur: Hotel Ramada
Agra: Hotel Clarks Shiraz
Varanasi: Hotel Ramada

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Pubblicato da nel 15 novembre 2012 alle ore: 10:44. Archiviato sotto Reportage. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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