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Il jazz raffinato del Gianluca Figliola Quintet

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Gianluca Figliola Quintet

A volte certi pregiudizi vanno sfatati, soprattutto quelli che immaginano il mainstream come impersonale e spietato nella ricerca filologica del mood o del groove.
Un esito brillante è quello del Gianluca Figliola Quintet, che indaga fortunate morfologie bop, ma che non risente di variazioni troppo caustiche in profondità stilistica. E’ una prospettiva sulla quale s’interrogano i musicisti, studiosi della tradizione, ricercatori delle imprevedibilità che le blue notes possono ancora offrire. Ed in effetti molto offrono, sia in raffinatezza che in interplay ed emozione assolutamente jazzistica.

Il pensiero blue del Gianluca Figliola Quintet crea. Quel pensiero crea, e non è per magia, ma per le stesse libertà che determinano l’evolversi e l’accadere di un atteggiamento interno aperto, incontrollato, vibrante negli assoli ed agente attivo nella propria trasformazione estetica.
L’incipit è “Bye Bye Wes”, un sinuoso omaggio al chitarrista di Indianapolis, forse il più grande dopo Charlie Christian e Django Reinhardt: Gianluca Figliola ne esalta i contrassegni stilistici, i passaggi ad ottave parallele, ne evoca il lirismo risonante e scuro, l’insolito impetuoso, il timbro morbido e cangiante. Wes Montgomery aveva una capacità inesauribile di mutare le cadenze più ovvie in maniera brillante, tradendo ogni previsione con improvvisi accordi obliqui. Il blues era il suo mondo naturale, lo stesso del Nostro, che ne condivide la strategia e, soprattutto, l’energia ed il pathos .

Aperture ariose seguono alla spontaneità del Quintetto: luminosa “Dear Tide”, notturna e toccante “In your Veins”, fluida e mordente “Tetrix”, swingante e stellare “Who are you”, introspettiva e rarefatta l’evergreen “My one and only love”, magica e world “It’s strictly forbidden” (un’inevitabile libertà di essere se stessi, come Coltrane insegnò). Seguono l’ armoniosa e bellissima ricerca armonica tra Metheny e Lyle Mays di “Whisper of the air”e la consonanza azzurra nella tenue cantabilità di “The same room”, pensieri mobili dai colori morbidi sussurrati dalla magnifica linearità del sax di Fabrizio Cassarà.
Riteniamo che il jazz sia la rappresentazione sonora, simultanea, del sentimento del movimento e del movimento del sentimento. Un movimento delicato e felice, come quello di questo imperdibile album.

Gianluca Figliola Quintet
It's strictly forbidden
(Saint Louis Jazz Collection - 2012)
Gianluca Figliola - Chitarra
Paolo Scozzi - Contrabbasso
Raphael Heudron – Pianoforte
Paolo Mignosi (batteria)
Fabrizio Cassarà - Sax Tenore
Special Guest : Tony Formichella - Sax Tenore

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Pubblicato da nel 21 novembre 2012 alle ore: 11:42. Archiviato sotto Musica,Recensioni. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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