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Caro Beppe Grillo: ora passi dalla protesta alla proposta!

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Caro Beppe Grillo, lei è un geniaccio italiano, il più grande in questo inizio di millennio,

perché ha compiuto un’impresa meno sanguinosa di quella dei Mille, ma assai più grande. Oggi sappiamo che i Garibaldini furono aiutati dalle navi inglesi e dall’oro inglese, dalla corruttela degli ammiragli e dei generali borbonici, dai camorristi agli ordini di don Liborio Romano ed infine dai bersaglieri piemontesi. Lei e Casalegno avete fatto tutto da soli e contro tutti, Obama, la Merkel, la Commissione Europea, i banchieri, la Mafia, “i Poteri Forti”, lei ha convinto milioni d’Italiani a votare per il suo movimento senza insozzare le nostre città, ove tanti negozi stanno chiudendo e tanti altri si apprestano a farlo, ha vinto spendendo poche decine di migliaia di euro e battendo le gloriose “macchine da guerra” del PD e del PdL, costate milioni di euro,

Caro Grillo: ora passi dalla protesta alla proposta!

che saranno rifusi dai cittadini, e spinte da migliaia di portaborse, di galoppini, di mercenari vari. Però lei forse non si è accorto che ha già vinto: il simbolo del suo movimento alla Camera è stato il più votato dagli Italiani, ha rianimato un popolo che un romanziere romantico definì “di morti”, lei ha ridato voce e diritti ad una generazione di giovani, che sembravano condannati ad essere ininfluenti, frustrati ed impotenti. Ma la vittoria e il popolo sovrano le impongono di passare subito dalla protesta alla proposta: l’Italia non può permettersi sei mesi di caos, non si può lasciare il compito fondamentale di riformare la legge elettorale a due coalizioni che sono terrorizzate dal suo successo e che, da sole, potrebbero scrivere una legge concepita solo per impedirle di vincere alle prossime elezioni. Lei ha fatto i “miracoli” ha avuto il suo trionfo, la sua “Domenica delle palme”, eviti il “Venerdì di Passione” ed il Calvario a sé e a noi, il suo popolo. Non faccia melina: ha avuto il coraggio di sfidare il sistema, abbia lucidità sufficiente per proporre la riforma elettorale “giusta”, uninominale a doppio turno, e leggi che portino ad un taglio di 8 o 9 miliardi annui di spesa pubblica improduttiva, ponendo un tetto alle retribuzioni dei politici e degli ex-politici, dei manager pubblici e degli ex-manager pubblici, sciogliendo i consigli provinciali, i piccoli Comuni non di montagna, le circoscrizioni nelle città con meno di 500 mila abitanti, combattendo la pubblica corruzione con commissioni parlamentari d’inchiesta, che non possano secretare gli atti. Le prossime elezioni potranno tenersi entro un anno, un anno e mezzo, al più tardi, ma correre a nuove elezioni è una strada pericolosissima che le sconsiglio vivamente d’intraprendere. Lo dico per il suo bene: hanno creduto di sconfiggerla ignorandola, ma da adesso in poi lei sarà attenzionato, in Italia vi sono i calunniatori di professione e le anime nere che, in un passato non recente, ma neppure lontanissimo, hanno ordinato stragi ed omicidi eccellenti. Lo dico per il bene di noi tutti: sei o più mesi di anarchia politica possono far precipitare il paese nell’inferno della crisi più nera. Riconosca al PD il merito di aver ammesso la propria sconfitta: è chiaro che Bersani non può pretendere di guidare un governo monocolore e di dettare l’agenda legislativa, l’Italia ha bisogno di un governo guidato da una persona di grande esperienza ed al di sopra delle parti, ad esempio Napolitano, dopo che si fosse dimesso da Presidente, o l’attuale ministro degli Interni o altra figura di eguale spessore, un governo che realizzi una buona riforma elettorale e prenda le misure più urgenti per combattere gli sprechi, le ruberie e i privilegi della “casta”, e fra un anno, in un clima rasserenato, e non da Repubblica di Weimar, si torni pure alle urne. Onorevole Beppe Grillo, lei, sebbene ancora non se ne renda conto, è già nella leggenda, più in alto non può andare, e invece può cadere come Icaro… Non pratichi la politica del “tanto peggio, tanto meglio”, che è stata rovinosa per tanti rivoluzionari, come lei, e tanti popoli, come il nostro, indichi un’agenda di priorità e conceda la fiducia ad un governo super partes che si sobbarchi l’onere di attuarla.

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Pubblicato da nel 5 marzo 2013 alle ore: 12:09. Archiviato sotto Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

Una Risposta a Caro Beppe Grillo: ora passi dalla protesta alla proposta!

  1. fabrizio ciccarelli Rispondi

    6 marzo 2013 a 7:57 pm

    condivisibili e attente le osservazioni di Filippo Russo: basta con lo “sfascismo” e più cura per tutti coloro che aspettano, da anni, una soluzione al berlusconismo e alla politica economica che colpisce il 90% del popolo italiano…meno enfasi declamatoria ed incendiaria e più impegno,Vero.
    Ego

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