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La democrazia secondo il M5S

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Roma 15 marzo 2013, cronaca di una riunione in un circolo del M5S.

In via Pàtulo hanno aperto una sede del M5S per le prossime elezioni comunali, imminenti. Sono andato a curiosare: la via stretta e tortuosa collega un angolo di piazza Mugello con viale Tirreno, nell’ultimo tratto è ripida come una rampa di garage, solo due portoni, un rappresentante di moto, due falegnamerie, un’autofficina e vari box per auto; in uno di questi è la sede. L’appuntamento per l’inaugurazione era per le 18,30, mi sono presentato intorno alle 19.

La democrazia secondo il M5S

Dopo aver zigzagato fra vari capannelli che stazionavano all’aperto, ho provato ad entrare: sono stato bloccato da un muro di persone all’in piedi, ma una voce gentile mi ha chiesto: "Vuole entrare?" E, senza attendere una mia risposta, la giovane che aveva parlato ed altri due coetanei sono usciti per farmi spazio. Il centro del piccolo ambiente, circa 30 mq, era predisposto con sedie, tutte occupate da signori e signore di mezza età, come me, tutti i giovani in piedi, come gli oratori, che per occupare meno spazio possibile poggiavano le spalle al muro di fondo intonacato di fresco. Stava parlando un ragazzo alto con la barba, simile a me, quando ero universitario, mostrava un foglio e stava dicendo: “segnate qui i vostri dati e poi firmate la liberatoria, perché io possa trattarli… e adesso passo la parola al candidato di Monte Sacro, per le primarie che designeranno il candidato del Movimento a sindaco”. Prende la parola un uomo alto e stempiato, simile approssimativamente a Papa Francesco al tempo della dittatura di Videla: ”amici le primarie via internet si terranno lunedì e martedì, secondo la stampa io sono quello che ha maggiori possibilità, ma va forte anche quello dell’XI municipio, per non sbagliare votate, quelli che possono, me e lui, avete tre preferenze a disposizione. Io comunque non voglio chiedervi il voto, perché tutti noi 11 candidati siamo onestissime e bravissime persone. Non ho altro da dirvi, volevo dare solo un saluto”. Qualcuno dei mezza età chiede: “ma il programma?” Risponde il ragazzo alto: “no, del programma non si può ancora parlare. No, non si possono avere neppure le bozze… occorre collegarsi coi vari forum tematici”. Un giovanotto in piedi: “ma io non riesco mai a collegarmi”, “Sì, lo so: ci sono un po’ di problemi col server, però, ti garantisco, che tra le due e le tre di notte in genere riesco a collegarmi”. “Chi ha diritto a votare alle primarie?” Solo chi era iscritto in sede nazionale, grillo.it, entro il 12 dicembre”. “Ma io sono tre mesi che cerco invano di iscrivermi”. “Sì, lo so, ci sono un po’ di problemi col server…Tu hai scannerizzato i tuoi documenti d’identità?” “ho fatto tutto, ma l’iscrizione non me la dà”, “abbiamo dei problemi, ma li risolveremo, però, per adesso, non puoi votare”, “ma quanti possono votare allora alle primarie via internet?”, “non lo so: duecento o trecento”. Allora mi faccio qualche conto: in una metropoli abitata da tre milioni di persone i candidati per il consiglio comunale e i consigli municipali (più di trecento persone) vengono “selezionati” da duecento persone, che, tutt’al più, possono candidare altri che se stessi. Ho sentito abbastanza. Esco, è buio nello stretto vicolo fiancheggiato da laboratori chiusi e box auto, ovunque saracinesche abbassate, e penso che è buio anche sulla democrazia e sull’Italia.

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Pubblicato da nel 20 marzo 2013 alle ore: 8:21. Archiviato sotto Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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