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Third Reel: il trio Masson, Pianca e Maniscalco

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Third Reel: il trio Masson, Pianca e Maniscalco

L’improvvisazione nell’ambito del jazz contemporaneo è un fattore climatico di pura crescita; una ricerca, spesso ma non sempre estemporanea, necessaria all’evoluzione non darwiniana dei mutamenti prospettici del Sentire e del Mutare. Gli spartiti, come ognuno sa, vengono messi in secondo piano quali tele di accordi principali, convertiti in traccia comune per un’espressione, singola o collettiva, di emozioni al Grado Zero, fatto che richiede un’assoluta padronanza dello strumento, dell’armonia e dell’Istinto Creativo. In tal modo ogni brano è del tutto originale rispetto a qualunque altro ne presenti aspetti compositivi tecnicamente simili.
Tali parametri sembrano esser perfettamente rispettati dal Trio attraverso un interplay che testimonia la positiva evanescenza di un clima “live”, in cui le forme tematiche, le variazioni e le parafrasi del tema non cadono mai nell’iterazione o nella monotonia. Il ricorso ai cromatismi è ampio e libero, svincolato da un’estetica monocorde, progressivo e non di rado “esoterico” e radicato nell’ambiente disinvolto, originale e fertile dell’ECM. Oltrepassando la teorizzazione che ne fece George Russell in “The Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization” o le letture avanguardistiche degli anni Sessanta (Coltrane, Davis e Hancock), la determinazione di “Third Reel” converge in una via profetica in cui l’arbitrio dei solisti rimanda piuttosto al linguaggio di Peter Brotzmann ed Evan Parker, descrivendo il piacere della conoscenza in una musica “non idiomatica”.
Ritualità notturne e flessuose (“After All”), sinuosità acide ai confini di un metarock aereo e nebuloso (“”Furious Seasons”, “Improvisation#2”, “Freeze”) si fondono con ballads autunnali (“Orbits”,”Ginkgo”) e venti tortuosi e sentimentali (“Neuer Mond Prologue”). La narrazione è multiforme, estrosa ed ispirata ad una personale utopia, poetica e irreale. S’insinuano, dunque, in modo del tutto naturale, tribalismi oscuri (“Improvisation#5”) e bronzee lunari meditazioni (“Miserere”,”Sparrow”) che, nel vivo del meccanismo della Progressione, fondono brunori estatici (“Spectrum”, “Eleventh Winter Tale”) per chiudere la visione dell’energico e minimale onirismo con la sospensione astratta, claustrale e silente di “Neuer Mond”, iscrizione coerente al “Terzo Vortice” affettivo, turbato e misurato, col quale intendiamo il senso della performance.
Inciso nello spazio perfetto dell’Auditorio della Radiotelevisione Svizzera e mixato dal patròn ECM Manfred Eicher, l’album appare come incontro orizzontale fra blue notes contemporanee e temperate vibrazioni moderniste. Un movimento intenso e quanto mai incline al dialogo con chi ascolta, proprio secondo quanto osservò, ancora nel Settecento Illuminato, David Hume, il filosofo della “critica del concetto di causalità”:
«Non cambia nulla nell'oggetto che si ripete, ma cambia qualche cosa nello spirito di chi la contempla.»

Third Reel
Nicolas Masson, Roberto Pianca, Emanuele Maniscalco
ECM 2013
01. After All; 02. Furious Seasons; 03. Orbits; 04. Improvisation 2; 05. Bley; 06. Neuer Mond Prologue; 07. Improvisation 5; 08. Miserere; 09. Freeze; 10. Fasten; 11. Ginkgo; 12. Sparrow; 13. Spectrum; 14. Eleventh Winter Tale; 15. Improvisation 4; 16. Neuer Mond.
Nicolas Masson (sax tenore, clarinetto); Roberto Pianca (chitarra); Emanuele Maniscalco (batteria).

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Pubblicato da nel 2 maggio 2013 alle ore: 0:32. Archiviato sotto Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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