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Lettera al ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza

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Come ha ammesso il capogruppo alla Camera del suo partito, il PD, i docenti italiani sono “i meno pagati in Europa”. Gentile ministro Carrozza, poiché è evidente che un effettivo rispetto economico del nostro importante ruolo sociale non potrà esserci riconosciuto a breve, causa l’attuale congiuntura economica, almeno ci venga riconosciuto un ruolo di protagonisti nel processo di “modernizzazione” della Scuola italiana. E’ una riforma a costo zero, quindi praticabile. Vogliamo che si torni allo spirito originario dei “Decreti Delegati”, al disegno di democratizzare gli istituti scolastici, per sburocratizzarli ed aprirli alla diverse componenti sociali coinvolte dall’istituzione. Negli ultimi anni, per merito dei governi di Centro-Destra, si è percorsa una strada inversa rispetto a quella immaginata al tempo dei governi di “solidarietà nazionale” e di Centro-Sinistra.

Lettera al ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza

I “dirigenti scolastici” sono divenuti dei piccoli “autocrati”, non di rado privi di competenza didattica, poiché è loro consentito dirigere istituti ove non sono abilitati ad insegnare (mi domando in quanti altri paesi vi sia una regola del genere!). Le figure intermedie (vicepresidi e consimili) fra dirigenza e docenti, un tempo scelte dagli insegnanti, oggi vengono nominate dal D.S. La novità poi più sconvolgente ed “aberrante” è l’istituzione recente, da parte del governo Monti, di un Sistema Nazionale di Valutazione, già concepito da Gelmini e Brunetta, fondato essenzialmente sulla somministrazione di test standardizzati a risposta chiusa, quiz INVALSI. Un sistema del genere esiste negli USA ed è assai criticato, molti ritengono che abbia portato a risultati disastrosi, come ammesso anche da Diane Ravicht, consulente all’istruzione del Presidente Bush, così, anche lì, il ruolo dei test standardizzati viene oggi messo in discussione. Ma nella Scuola anglosassone, fondata ben più della nostra, sull’apprendere operando e ricercando, molto più pratica e meno teorica i quiz a risposta chiusa possono ancora avere un senso. Noi invece abbiamo ancora i programmi concepiti da Gentile, i nostri docenti hanno un ruolo assolutamente centrale e propulsivo nell’insegnamento, da noi l’apprendimento arriva alla prassi solo passando dalla teoria e dalla teorizzazione. L’INVALSI è nemico di tutto ciò, l’INVALSI è nemico della nostra Scuola, è nemico della fantasia, della creatività, del senso critico, è nemico di quanto di meglio abbia espresso il nostro paese, terra di artisti, di scienziati, di inventori, non certo di buoni ragionieri e buoni amministratori! I test standardizzati misurano solo alcune capacità dell’Uomo, quelle dell’intelligenza “convergente”: la memoria, la prontezza nell’applicare procedure standardizzate, la rapidità di calcolo, ma non ci dicono nulla sulle qualità davvero sublimi della nostra mente, l’intelligenza “divergente”, cioè la capacità di trovare risposte originali, per risolvere i problemi più complessi, per dare un superiore valore estetico ai propri elaborati, per cogliere i limiti e i difetti dell’esistente. Lei studia robotica pensando a quale futuro? Un mondo di uomini liberati dai lavori più ripetitivi e meno gratificanti, grazie a macchine “intelligenti”, o a un modo di uomini costretti ad imitare le macchine, laboriosi e stupidi, privi di “intelligenza divergente”, privi di creatività e di senso critico? Gentile ministro Maria Chiara Carrozza, non si scomodi a risponderci saranno le sue scelte a parlare per lei.

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Pubblicato da nel 20 maggio 2013 alle ore: 8:02. Archiviato sotto Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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