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Napoli Teatro Festival: i successi della VI edizione

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Mentre sta per calare il sipario su questa sesta edizione del Napoli Teatro Festival - con il suo programma ricco di spettacoli anche nella sezione del Fringe, il Festival parallelo che si è distinto per la scelta di molte interessanti messe in scena, da Yerma di Garcìa Lorca a Edipo a Terzigno. Quanno ‘a furmicula mette ‘e scelle è segno ca vo murì, per la regia di Fortunato Cerlino, a la Iatta Mammona di Terry Paternoster, alle Tre sorelle-Stratigrafia di un vuoto di Cechov, per la regia Senzafissadimora Teatro, solo per citarne alcuni di essi – c’è curiosità per gli ultimi attesi spettacoli: Circo Equestre Sgueglia con la regia dell’argentino Alfredo Arias e Vertigo 20, lo spettacolo del gruppo di danza israeliana della compagnia di Adi Sha’al e Noa Wertheim.

Napoli Teatro Festival

Esaltante dunque la rassegna dell’E45 Napoli Fringe Festival che ha segnato positivi riscontri di pubblico e di critica. Nel programma ufficiale del Festival non si può non citare La Classe del regista Nanni Garella, protagonisti i pazienti psichiatrici con i quali lavora da tempo. Bravura e interpretazione attenta di questi 12 attori che hanno molto emozionato il pubblico. Tratto da La Classe morta di Tadeusz Kantor che riflette sul rapporto dell’uomo con la morte di cui si tenta di demonizzare per rincorrere una vita di benessere più materiale. Dodici persone adulte nei banchi di una vecchia aula scolastica: figure ormai trapassate in una sorta di limbo, nel luogo dove essi hanno trascorso i giorni dell’infanzia, quelli che più ritornano nei ricordi. “Ho pensato – dichiara il regista – di affidare la testimonianza di questa gigantesca tragedia moderna agli attori di Arte e salute, nella convinzione che essi siano tra i pochi interpreti possibili de La classe morta. L’infanzia ha per loro un significato molto particolare: forse più che per altri”.

Ma il clou del festival è indiscutibilmente segnato da Desdemona riletta da Peter Sellars, al teatro Mercadante, un eccellente e commovente spettacolo teatral-musicale, nato dalla collaborazione tra la scrittrice afro-americana Toni Morrison, premio Nobel per la Letteratura nel 1993, e la cantante maliana Rokia Traoré, dalla voce ammaliante e incantevole, in scena con la brava attrice Tina Benko e un gruppo di coriste e musicisti africani.
Un testo bellissimo che descrive un viaggio attraverso i continenti e le culture: al centro della scena la parola recitata di Desdemona, interpretata dalla Benko che si intreccia con la voce della Traoré e così insieme danno vita ad uno spettacolo corale, elegante ed armonico dalle sonorità penetranti con le voci delle donne africane. Peter Sellars, oltre cento produzioni all’attivo, tra teatro, opera, cinema e televisione, è conosciuto per i suoi allestimenti di classici (da Mozart a Shakespeare) in chiave sempre anticonformista, per la sperimentazione di nuovi linguaggi e per le tecniche teatrali orientali.Partendo dalla fine dell’atto IV dell’Otello, il regista mette in scena un dialogo immaginario tra Desdemona e la sua balia, quella “Barbary” che, in inglese elisabettiano significava l’Africa che Shakespeare non ha mai conosciuto. «Quattrocento anni più tardi, Toni Morrison e Rokia Traoré fanno eco all’Otello di Shakespeare, offrendo una visione più ampia. “Le donne hanno ormai la libertà di dire ciò che pensano aprendo il loro cuore, mentre l’Africa è reale – dichiara il regista - non più solo immaginata. Desdemona confronta i propri demoni, riconciliandosi con il passato e, ormai libera dalla solitudine, prepara il proprio avvenire». Lo spettacolo è stato molto acclamato dal pubblico.

Al Museo Ferroviario Pietrarsa ha debuttato il giovane drammaturgo Claudio Buono con Polvere Ritorneremo, con Antonella Morea, Massimo Andrei, Viviana Cangiano e Raffaele Imparato. La regia di Roberto Nicorelli, nato da una coproduzione tra NTFI e il Positano Teatro Festival. E poi a seguire Nata sotto una pianta di datteri, sul tema dell’emigrazione con la grande signora del teatro Pamela Villoresi e Gigi Di Luca, in scena anche la brava Dalal Suleiman. Dopo il successo di Memorie di una schiava, la Villoresi ripropone lo spettacolo liberamente tratto dal romanzo Yusdra e la città della sapienza di Daniela Morelli, il testo racconta di Leyla, matriarca cieca di una tribù nomade, che ha guidato la sua gente in cammino e ne ha condotto il viaggio interiore, e Yusdra, la sua nipote prediletta, consegnata ancora bambina all’occidente da Leyla stessa. Le belle musiche dal vivo sono di Marzouk Mejri. E il Festival si conclude con l’atteso Circo Equestre Sgueglia con la regia dell’argentino Alfredo Arias che rilegge Raffaele Viviani, fino al 23 giugno al Teatro San Ferdinando.

Lo spettacolo nasce da un cantiere teatrale di Arias che unisce l’interesse per la spettacolarità del musical alla passione per il teatro en travesti, il grottesco e la maschera: tutti elementi che si prestano brillantemente all’allestimento di Circo Equestre Sgueglia. Protagonista dello spettacolo è Massimiliano Gallo nel ruolo di Samuele. Le scene sono firmate dal premio Abbiati 2013, Sergio Tramonti, i costumi sono di Maurizio Millenotti e le luci di Pasquale Mari. E per finire veramente in bellezza nel suggestivo scenario del Museo Ferroviario di Pietrarsa, la danza del gruppo israeliano che festeggia i 20 anni di attività con lo spettacolo Vertigo 20. Dopo il grande successo di Null e Birth of the Phoenix del 2012, la Vertigo Dance Company ci regala un omaggio all’attività della compagnia fondata nel 1992 da Adi Sha’al e Noa Wertheim. Una standing ovation per questo gruppo di undici danzatori e danzatrici che, nonostante l’impressionante forza fisica, si levano in performance incantevoli, fluttuando nello spazio con grande sensualità e rigore quasi prendendosi gioco della forza di gravità. Le musiche originali sono di Ran Bagno, storico compositore della compagnia, oscillano tra la melodia e la disarmonia.

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Pubblicato da nel 24 giugno 2013 alle ore: 0:30. Archiviato sotto Spettacolo,Teatro. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

3 Risposte a Napoli Teatro Festival: i successi della VI edizione

  1. maria antonietta Rispondi

    24 giugno 2013 a 12:33 pm

    nuovissimo il genere. bravissimo il regista che ha saputo sublimare il tutto

  2. maria antonietta Rispondi

    24 giugno 2013 a 12:37 pm

    inon mi risulta di avere già scritto il mio pensiero. in ogni caso ribadisco l’originalità del testo ela bravura incomparabile del regista anche se giovanissimo

  3. maria antonietta Rispondi

    24 giugno 2013 a 12:42 pm

    mi scuso per non avere specificato che il testo acui mi riferivo era polvere ritorneremo di claudio buono per la regia di roberto nicorelli

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