Socialize

Gianni Belleno: da ieri al domani. Parole per la Musica

Print Friendly, PDF & Email

Gianni Belleno, batterista e voce dei New Trolls, de “La leggenda dei New Trolls” e del progetto “UT”, è uno dei protagonisti della storia musicale italiana. A margine delle nostre recensioni sulle sue ultime prove (“Concerto Grosso n.3” e “Do Ut Des”), abbiamo il piacere di scambiare qualche opinione con un artista di grande sensibilità, cultura e affabilità.

Gianni Belleno

Nuovi capitoli nella vita artistica di Gianni Belleno… Quali novità hai voluto esprimere nei tuoi ultimi album, a partire dal bellissimo “Do Ut Des”con gli Ut New Trolls?
“Do ut des” è un segno di continuità e, allo stesso tempo, di evoluzione: personalmente ritengo che il periodo musicale più vivace e ricco non solo a livello produttivo, ma anche di idee e novità a largo respiro sia stato quello compreso tra gli anni 1970 e 1974. Credo di aver avuto, in quegli anni, tutto lo spazio possibile perché la creatività prendesse forma nella nostra musica, senza alcun vincolo di mercato o tempi tecnici di esecuzione: album quali “Concerto Grosso 1 e 2”, “Ut”, “Searching for a land” sono la prova evidente di una musica libera e nuova. Lo spirito di quegli anni (e, inevitabilmente, anche i suoni, filtrati dal tempo) è quello che volevamo comparisse nel nostro album. Allo stesso tempo volevamo che il nostro lavoro fosse un traguardo raggiunto, dopo anni di lavoro. Un traguardo, comunque, sempre da superare.

Quale esigenza ti spinge a dar nuova vita a quelle performances che suscitarono tanto plauso a partire dagli anni Settanta?
La passione per la musica è l’input determinante. Se viene a mancare, allora il tuo lavoro può essere magari tecnicamente ben fatto, ma è un contenitore di note senz’anima. Poi aggiungerei l’amore per il mio strumento, che mi sembra di riscoprire ogni giorno attraverso nuovi dettagli, sfumature di suoni…Non si tratta solo di figure ritmiche: quando sono alla batteria mi piace esplorare, trovare nuovi percorsi. In fondo il ritmo è un po’ come il cuore della musica: batte il suo tempo, le dà vita. Ho la consapevolezza di fare il lavoro più bello del mondo: lasciarmi attraversare ogni volta da nuove emozioni, dar loro forma di musica, trasmetterle a chi vuol fermarsi ad ascoltare.

Quale ricordo ci puoi dare del tuo esordio musicale? Quali immagini tieni dentro te dei quattro decenni in cui hai suonato, sperimentato, riflettuto, interagito?
Il mio esordio musicale è legato ad uno splendido ricordo: mia madre mi prese per un orecchio, come per rimproverarmi di qualcosa; mi portò a casa…dove trovai la mia prima batteria! Uno splendido regalo, un giorno che non potrò mai dimenticare perché è stato l’inizio del mio percorso di musica. Il mio amore per la musica lo devo a lei, che me lo ha trasmesso come solo una madre può fare. Da allora ad oggi chiunque può leggerne la storia su dischi e pentagrammi.

A quale punto della tua maturazione artistica senti di essere giunto?
Credo che la maturità non sia altro che un sinonimo di umiltà: nel momento in cui riconosci e accetti il tuo essere per quello che sei, con successi e cadute, con la consapevolezza di non essere mai arrivato al traguardo, ma di aver sempre qualcosa da imparare, allora hai raggiunto la maturità. Anche il cercare la perfezione nel tuo lavoro fa parte del gioco; in fondo, la perfezione credo non esista, però ti spinge continuamente a cercarla e, alla fine, il tuo sforzo viene sempre premiato, fosse solo perché ogni volta ti costringe a migliorare.

Cosa vorresti togliere al Prog passato e cosa proporre per un Prog dell’avvenire? E’ancora possibile cogliere affinità emotive e tecniche fra un solo di Hendrix, un neoclassico elettronico di Gentle Giant e Jethro Tull, testi cantautoriali e l’andamento tipico del concerto barocco e tardo-romantico?
Del passato eliminerei l’ignoranza musicale: quella che non ti rendeva in grado di leggere un pentagramma o scrivere il tuo progetto in note. Oggi è completamente diverso. Ma del prog degli anni passati conserverei la genuinità, la capacità di cogliere i momenti magici ed emotivi non solo di allora, ma di ogni epoca. Credo che l’anima del prog coincida sempre col trasmettere emozioni ogni volta nuove, senza vincoli o schemi dettati dalla discografia di turno o da un prodotto globalizzato. Anche la tecnologia può essere una nuova chiave per questo genere di musica, ma dobbiamo essere noi a controllarla, a non abusarne: in fondo è solo uno strumento, non il fine.

La musica è una ed i suoi linguaggi sono tanti. Cosa occorre per poterli intersecare in una visione d’assieme coerente?
Credo che il primo passo sia quello di guardarsi attorno, scrivere quello che i tuoi occhi vedono, dare voce e musica alle sensazioni ed alle emozioni che ogni volta si provano, nel bene e nel male. La musica ha tanti linguaggi, ma parla sempre della vita: ha, inoltre, il grande pregio di saperla guardare ogni volta con occhi nuovi.

Molte band giovani proseguono il discorso UT. Come mai, secondo te?
Credo sia perché molti, come negli anni passati, credano nella musica, nel loro mestiere e, perché no? In sé stessi e in quello che fanno. Non salgono su un palco solo per strappare l’applauso o farsi notare dalla ragazzina di turno. Fortunatamente la passione per la musica resta la stessa sia negli anni settanta che oggi.

Quale giudizio esprimere sull’attuale musica italiana?
Non mi sento di esprimere alcun giudizio. La musica cambia vestito come cambiano i tempi o il modo di viverli. In questo momento credo che indossi il vestito che meritano i nostri giovani…

I testi UT, indubbiamente, riflettono esigenze contemporanee sentite come profonde. Dovremmo tutti avere il coraggio di dire No, osservando l’Oggi e pensando al Futuro. Dovremmo tutti denunciare i sottovalori…
Non si tratta semplicemente di dire NO ai sottovalori: esprimere un dissenso è solo un punto di partenza, ma poi deve seguire un impegno concreto perché si possa realizzare un cambiamento della situazione che permetta di dare non a noi, ma ai nostri figli un futuro migliore. Da parte mia, spero di lasciare (spero il più tardi possibile!) un mondo migliore di quello che ho trovato.

Aspettiamo altro dopo “Do Ut Des”. Quali progetti per Gianni Belleno?
Spero anch’io in progetti sempre nuovi: la musica ti arricchisce sempre ed io sento di non poterne fare a meno. Naturalmente la salute ed il lavoro, la possibilità di proporla in tanti concerti sono altri desideri che ho nel cuore. In questi momenti di crisi, che finiscono col toccare anche la musica, non perdo la speranza che le nostre canzoni possano aiutare a venirne fuori, dando speranza e restituendo valori che sembravano essere dimenticati.

 

Articoli che potrebbero interessarti

  • 76
    Vita e musica, per Peppe Consolmagno, sono la stessa cosa: entrambe affrontate con coerenza e senso dell’avventura. Questo incredibile percussionista non è un semplice musicista, ma anche artigiano, etnomusicologo, antropologo, giornalista e scrittore. Unico europeo invitato a Salvador-Bahia, per il "III° e IV° PercPan" che corrisponde ad una vetrina Mondiale…
    Tags: è, in, per, musica, sempre, come, mi, non, i, l
  • 73
    Se vogliamo conoscere meglio la densità creativa nella composizione per chitarra acustica, abbiamo molti punti di riferimento. Roberto Gemo ne è consapevole eppure dà vita a partiture molto originali, ad una complessità di linee armoniche in chiaroscuri e passaggi cromatici dal sapore quasi classico, nelle quali la vibrazione delle corde…
    Tags: in, è, non, per, i, come, musica, sempre, nel, mi
  • 72
    A margine della recensione di Roberto Coghi su questo giornale (http://www.4arts.it/2015/02/23/lucrezio-de-seta-quartet/) abbiamo l’occasione di scambiare qualche idea col musicista romano. Cominciamo dalla fine, a volte serve… Lucrezio De Seta: sei un docente, sei un musicista, sei una persona attenta a quanto accade e che “gira intorno”: cosa sta accadendo alle…
    Tags: per, è, musica, non, in, i, mi, sempre, l
Pubblicato da nel 9 luglio 2013 alle ore: 0:58. Archiviato sotto Interviste. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>