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Gli Assonema e la “Bussola elettrica”

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Assonema - Bussola eclettica

Nel segno del diniego dell’usuale, il giovane Quartetto propone un Funky come tributo spontaneo agli indicatori meno usuali e meno tecnologici, nell’idea di un recupero istintivo del suono puro, delle vibrazioni naturali dello strumento musicale. Ironia e senso del divertimento sono i segni distintivi di una piacevole leggerezza narrata in colori e forme smooth, intelligentemente rovesciata dal significato di testi antipoetici ed assolutamente istintivi e ironici.

La Bussola, gradevolmente Eclettica, è scandita dal brevissimo “Preunz” iniziale, da leggersi come onomatopea del Tempo in Levare, del Sincopato delle sonorità Acid Jazz, dell’impeto passionale di album come “A Funk Odissey” di Jamiroquai, ragionato ed elaborato in modo originale e opportunamente irriverente. Lo stesso divertimento con cui l’album inizia, termina nella Ghost Track dopo quattro  minuti da “Il sogno”, ripresa di “Non mi avrai”, tra festoso Country Western, Blues del Delta e sorrisi goliardici per Noi sempre graditi in un mondo talvolta anche capace di aprire dialoghi con Band giovani e “dinamitiche”. Piace questo modo di “non sentirsi al sicuro”, piace questo Gioco che alle sicurezze preferisce il Sorriso.

Ne parliamo con Diego Mascalzi Rimassa, Voce e Chitarra della Band.

Un’iniziativa nata dal vostro incontro quasi casuale. Raccontateci com’ è avvenuta.

La creazione degli Assonema è stata una creazione “a più riprese”. Io e Davide suoniamo insieme da sempre, e con Alessandro ci siamo conosciuti militando in un gruppo Rock ‘n’ Roll. Nel 2007 decidiamo di formare un gruppo cover degli Incubus, in quel momento la nostra band preferita. Da lì è nata la voglia di mettere insieme i vecchi appunti e le idee, creare pezzi nostri e proporli ad un pubblico. Dopo varie serate live nei locali di Roma abbiamo deciso di dare una forma al tutto – complice anche l’arrivo di Riccardo al posto del precedente batterista – registrando l’EP “Bussola eclettica” presso l’Hegel Studio di Stefano Agostinelli e cambiando il nostro nome in Assonema, segnando così un nuovo inizio.

Perché il Funky?

Il funky è stato per noi un vero e proprio punto d’incontro tra tendenze diverse. Venivamo singolarmente dai generi più disparati (rock, metal, ska, pop, folk, country), eppure suonando insieme ci siamo resi conto di avere una naturale propensione verso il funky, e improvvisando sui temi delle nostre canzoni finivamo sempre nel cercare quel tipo di groove.

I testi raccontano storie intime e forse autobiografiche. Narrare in musica è sempre possibile? Quanto incide la vostra esperienza personale nella stesura dei testi?

L’esperienza personale è la base, è la spinta a scrivere, una sorta di inquietudine di fondo che cerca il modo di uscire. E a volte una canzone sembra essere il modo più diretto per dire qualcosa a qualcuno. Per quanto mi riguarda in questo disco è presente la mia vita e le persone che ne fanno o ne hanno fatto parte. A qualcuno ho esplicitato la mia rabbia (Dirti no, Male ancora) a qualcuno l’amore (Al punto di partenza), a qualcuno il mio rimorso (Non mi avrai). A volte invece il testo è stato un momento riflessivo e di confronto con me stesso, come nel caso di Bussola eclettica e Bilancio. Nella parte musicale ognuno dei componenti - specialmente Davide - ha fatto sentire il proprio gusto, ha espresso se stesso attraverso un certo tipo di arrangiamento.

Quali sono i vostri punti di riferimento in ambito musicale?

Di punti di riferimento ce ne sono tantissimi, per ognuno di noi. Restringendo il campo possiamo sicuramente dire che il “suono” degli Assonema è direttamente derivato dalla conoscenza approfondita di una band come gli Incubus, e si è arricchito ispirandosi principalmente a gruppi come Jamiroquay, Maroon 5, Phoenix, Subsonica, Negrita, ma anche a musicisti come John Mayer, Stevie Wonder, Marcus Miller.

In un momento di grande crisi per il mercato musicale, mi risulta abbiate venduto tutto quel che avete inciso. Com’ è stato possibile?

Semplicemente stiamo sponsorizzando un prodotto in cui crediamo particolarmente, e spesso l’entusiasmo che proviamo ha fatto sì che chi ci ha sentito tramite internet, radio o ci ha conosciuto nei live, ha deciso non solo di ascoltare tutto il nostro lavoro, ma di darci il proprio appoggio economico. E noi ovviamente ne siamo grati.

La vostra storia continua. Avete dato vita ai due brani nuovi, dove si possono ascoltare?

Per ora si possono ascoltare nei nostri live di presentazione dell’Ep. Come per gli altri pezzi, crediamo che prima di inciderli hanno bisogno di essere “vissuti”. Nonostante siano ormai brani completi, vogliamo arricchirli di tutte quelle piccole intuizioni che arrivano solo quando non solo la testa, ma anche le mani, conoscono alla perfezione il sound del pezzo e sanno come variare, come abbellirlo e dettagliarlo.

Parliamo del vostro futuro…

Il futuro è, speriamo, in continua evoluzione. Nel momento in cui abbiamo “scelto” di credere nel nostro progetto spendendo tempo nel prenderci cura della realizzazione dell’EP, varie persone si sono accostate a noi con entusiasmo e ci stanno sostenendo sotto vari punti di vista. Da poco abbiamo inoltre inglobato nella famiglia un altro elemento, il tastierista Alberto Mazzini, che ha aggiunto ulteriori colori alla nostra tavolozza, già decisamente variegata. Quello che chiediamo al futuro è di poter avere sempre più occasioni di esibirci live ma soprattutto di trovare dei canali reali di distribuzione per poter proporre il nostro prodotto ad un pubblico decisamente più ampio.

Assonema

Bussola eclettica

Prod. Alessandro Benincasa 2013

Diego Mascalzi Rimassa - chitarra, voce e tastiere
Davide De Chiara - chitarra e tastiere
Alessandro Benincasa - basso e percussioni
Riccardo Finili - batteria e percussioni

1. Preunz
2. Non mi avrai
3. Bussola eclettica
4. Bilancio
5. Male ancora
6. Al punto di partenza
7. Dirti no
8. Il sogno

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Pubblicato da nel 4 settembre 2013 alle ore: 11:12. Archiviato sotto Interviste,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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