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Verdi vola in America con l’Ensemble Nuove Musiche

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Marco Lombardi - Ensemble Nuove Musiche

Dopo i successi italiani, il progetto "Verdi nostro contemporaneo", nato dall'impegno e dalla passione dell'Ensemble Nuove Musiche, approda negli Stati Uniti: in programma un tour che toccherà Philadelphia, Washington, Chicago, Boston e che, per l'alto valore artistico, è stato fortemente voluto anche da Philip Gosset, uno dei massimi studiosi dell’opera verdiana nonchè General Editor di The Works of Giuseppe Verdi (The University of Chicago Press e Casa Ricordi). Il progetto "Verdi nostro contemporaneo", che ha preso forma in occasione del Bicentenario Verdiano, coniuga le liriche da camera di Giuseppe Verdi con le nuove suggestioni della musica contemporanea, in un connubio innovativo e al tempo stesso in grado di esprimere il fascino eterno della tradizione musicale italiana. Prima di partire per gli USA, l’Ensemble presenterà il concerto l’8 ottobre presso l’Auditorium di Milano.
Ne abbiamo parlato con il compositore Marco Lombardi, fondatore nel 2010 dell'Ensemble Nuove Musiche e direttore artistico del progetto.

Come nasce il progetto "Verdi nostro contemporaneo"?
L'idea è nata dalla volontà di Ensemble Nuove Musiche di ricordare in maniera non scontata il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Abbiamo pensato di farlo rivolgendoci ad un settore della produzione verdiana laterale rispetto al filone operistico ma non per questo meno ricco di tesori musicali. Le liriche da camera per voce e pianoforte accompagnarono un ampio arco della carriera compositiva di Verdi e la  nostra idea è stata quella di offrire a sette compositori italiani la possibilità di confrontarsi con tale repertorio filtrandolo attraverso la propria sensibilità.

Punto  di forza del progetto è l'unione di tradizione e contemporaneo: quali sono i caratteri di Verdi che maggiormente lo rendono attuale?
La ricerca di un legame quanto più possibile creativo fra presente e passato è fra gli obiettivi principali che intendiamo perseguire. Credo che nessuna avventura creativa possa nascere su un terreno dal quale siano state asportate le radici che ci legano al passato. Il problema e vorrei anche dire la sfida che con Ensemble Nuove Musiche vogliamo lanciare, è proprio quella di trovare un punto di equilibrio che eviti da un lato atteggiamenti nostalgici a mio avviso fuorvianti e dall'altro operazioni di chiusura che intendono la contemporaneità come fattore storico privo di spessore.

Come ha accolto il pubblico italiano il progetto?
Siamo particolarmente lieti di aver sempre constatato l'ottimo riscontro da parte del pubblico. Sono convinto che il merito di ciò vada ascritto anche e soprattutto, oltre a quello che ritengo essere il valore comunicativo del progetto, all'indubbio valore degli strumentisti di Ensemble Nuove Musiche che con la preziosa collaborazione della soprano Renata Campanella hanno offerto al direttore Guido Maria Guida un insieme duttile e prontamente rispondente alle sue felici idee interpretative.

Molti ritengono che nel nostro Paese, nonostante la tradizione italiana, la musica classica sia spesso sottovalutata o sentita come troppo "colta", o comunque troppo complessa a differenza di quanto accade all'estero. Quali potrebbero essere gli strumenti più adatti per avvicinare il pubblico, in particolare quello dei giovani, al repertorio della tradizione classica italiana?
Credo che la formula vincente possa essere proprio quella di evitare forme di ghettizzazione della creatività contemporanea e di mettere concretamente in dialogo la produzione di oggi con quella di ieri. Che la contemporaneità, di qualunque settore artistico si sia parlando, porti con sè un elemento di complessità e talora di destabilizzazione è certamente vero. Sappiamo bene che talora il pubblico rimane interdetto. E' viceversa più disposto ad aprirsi all'ascolto nel momento in cui capisce il filo rosso che lega fra di loro i brani di un concerto. Inoltre la mia personale esperienza è che una opportuna opera di contestualizzazione del programma presentato spesso sortisce ottimi risultati.

Dopo l'avventura americana dove vi porterà il progetto?
Abbiamo già una replica programmata per il 27 gennaio 2014 all'interno della stagione dell'Accademia Stefano Tempia di Torino, occasione della quale siamo particolarmente lieti in virtù del grande prestigio di questa istituzione. Ma ciò che è ancora più confortante che il format, se così posso esprimermi, elaborato per il bicentenario verdiano è in procinto di essere declinato rispetto ad altri grandi compositori del passato. Stiamo infatti varando proprio in queste settimane operazioni simili per il 2014 e il 2015 nelle quali ancora una volta il passato sarà messo in dialogo o - perchè no? - anche in vero e proprio cortocircuito con il presente.

Un'ultima battuta: "Tornate all'antico e sarà un progresso" diceva Giuseppe Verdi in una lettera a Francesco Florimo datata 5 gennaio 1871. Potrebbe essere vero, magari almeno per quanto riguarda la cultura, autentica risorsa del nostro Paese, purtroppo non valorizzata. Lei cosa pensa al riguardo?
Si dice spesso che la cultura è il nostro petrolio. Ma per chiudere con una battuta a me sembra che i petrolieri sappiamo far fruttare molto bene il loro prodotto, mentre non sembra potersi dire lo stesso per il sistema cultura in Italia! La questione come sempre è quella di contemperare professionalità e passione, competenza e amore per ciò che si fa. Senza un sintesi di questi elementi non credo che saremo in grado di stare al passo con i tempi. Nel nostro piccolo con Ensemble Nuove Musiche cerchiamo di perseguire questi ideali. Non siamo certo soli perchè l'Italia è ricca di tante realtà, ben più grandi e articolate di noi, che ogni giorno dedicano il meglio delle proprie energie a questo lavoro. Speriamo che gli sforzi comuni ci permettano di non dover alzare definitivamente bandiera bianca!

VERDI NOSTRO CONTEMPORANEO

Milano, 8 ottobre 2013 h 21,00 Auditorium Fondazione Cariplo
Philadephia, 12 ottobre 2013 h 20,00 Caplan Centre for the Performing Arts
Washington, 15 ottobre 2013 h 19,00 Auditorium Istituto Italiano di Cultura presso Ambasciata d’Italia
Chicago, 16 ottobre 2013 h 20,00 Logan Centre for the Performing Arts (Chicago University)
Boston, 18 ottobre 2013 h 18,00 Sanders Theatre (Harvard University)

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Pubblicato da nel 1 ottobre 2013 alle ore: 9:18. Archiviato sotto Interviste,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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