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Biella Festival: musica tra l’Italia e il mondo

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Nagaila, la vincitrice del Biella Festival 2012

Torna come ogni anno l'appuntamento con il Biella Festival, manifestazione dedicata alla canzone d’autore emergente di area indipendente, in programma al Teatro Villani il 18 e 19 ottobre prossimi. Giunto alla quindicesima edizione, il Biella Festival presenterà al pubblico i quindici finalisti che sono stati selezionati dalla giuria a fronte di 107 partecipanti provenienti da tutta Italia. I premi in palio per il primo classificato sono un assegno da mille euro da destinarsi alla stampa del cd che l’artista potrà realizzare nel corso del 2014, l’Ufficio Stampa di Biella Festival per la promozione delle iniziative che vedranno l’artista premiato protagonista nel corso del 2014, il supporto gratuito dello Studio Grafico Roby&Roby per la realizzazione della copertina del cd e la consulenza gratuita di un esperto per la distribuzione online del cd stesso.
Abbiamo chiesto al direttore artistico Giorgio Pezzana di raccontarci questa edizione 2013.
Quali sono i punti salienti della nuova edizione del festival?
Innanzitutto la diminuzione del numero dei finalisti, passati quest'anno da 20 a 14, anche se a salire sul palcoscenico saranno 15 a causa di un ex aequo. Ciò permetterà a tutti i finalisti di prendere parte ad entrambe le serate, evitando quindi l'eliminazione degli ultimi cinque dopo la prima serata, come è avvenuto sino allo scorso anno. Naturalmente, l'avere ristretto il numero dei finalisti ha reso il nostro lavoro più selettivo. L'altra grossa novità è rappresentata dal fatto che i voti della Commissione d'ascolto della prima serata (formata dagli stessi che hanno selezionato i finalisti) andrà a sommarsi con quelli della Giuria della seconda serata, decretando il vincitore. Sino allo scorso anno, i voti della Commissione d'ascolto servivano per individuare i cinque artisti da eliminare ed il voto decisivo per la vittoria finale veniva solo nel corso della seconda serata ad opera della Giuria formata da elementi esterni.

A quanto pare le donne quest'anno si sono fatte valere rispetto ai colleghi uomini... In cosa si sono rivelate migliori?
Non vorrei, da maschio, farmi odiare dai maschi, ma la sensazione che ho tratto dall'ascolto dei brani nel corso delle selezioni attraverso le quali siamo approdati ai 15 finalisti, mi ha fatto pensare ad una maggiore determinazione da parte delle ragazze. Abbiamo ascoltato cose belle e meno belle, ma nulla di inaccostabile, come invece è accaduto in più di un'occasione ascoltando i brani dei ragazzi. La sensazione è che le ragazze abbiano una maggiore percezione di quanto ci si può attendere da loro. Ed anche un maggiore rispetto di loro stesse. Tra i ragazzi sono emerse talvolta approssimazioni, eccessi di sicurezza ed inadeguatezze che hanno rivelato anche taluni limiti di creatività e di originalità.

Con la sezione Una finestra sul mondo vi aprite alle contaminazioni con l'estero. Quanto è importante nella formazione di un musicista non fermarsi ai confini nazionali?
Direi che è fondamentale, nella giusta misura. Negli anni Sessanta, quando la dimensione cantautorale era ancora molto circoscritta, più della metà delle canzoni italiane che approdavano nelle hit nazionali erano cover di brani portati al successo in altri Paesi da altri artisti, ovviamente in altre lingue, quasi sempre l'inglese. Ciò consentì in quegli anni di fare approdare anche in Italia modi diversi di pensare alla musica. Oggi direi che lo scambio culturale sottinteso dal progetto "Una finestra sul mondo" coniuga un po' di quanto avveniva negli anni Sessanta con le aperture al mondo che le nuove tecnologie hanno reso sempre più frequenti. Ai nostri ospiti stranieri chiediamo di venire ad interpretare in lingua italiana uno dei brani vincenti del festival dell'anno prima (mutuando quindi una moda molto "sanremese" che negli anni Sessanta vedeva approdare in Italia per cantare nella nostra lingua personaggi come Paul Anka, Gene Pitney, lo stesso Louis Armstrong, Stewie Wonder, Wilson Pickett e tanti altri) ed un brano tratto dal loro repertorio ed eseguito preferibilmente nella loro lingua madre. Ogni anno gli artisti emergenti stranieri sono tre sono già approdati al Biella Festival personaggi provenienti da svariate parti del mondo, anche molto remote come l'Australia o, come accadrà quest'anno, dal Madagascar. Ciò credo sia molto importante per la formazione reciproca degli artisti.

Si parla spesso di assenza delle istituzioni per quanto riguarda il sostegno economico a manifestazioni culturali. Ma è anche vero che in Italia ce ne sono tantissime. Nel vostro caso, qual è stata la ricetta che avete adottato contro la crisi?
Ciò che io ho sempre rimproverato alle Istituzioni è la non volontà di essere selettive. Il politico non vuole esserlo, perché la selettività è impopolare e fa perdere consensi. Ma in questo modo, vengono impegnate risorse (pur se in questi ultimi anni in misura sempre minore) anche laddove non vi sarebbero i presupposti per un sostegno economico che priva altre realtà di maggiore respiro. Noi contro la crisi non ci siamo inventati nulla di nuovo, se non una sana sobrietà che purtroppo in svariati altri ambiti ancora non vedo come vorrei. In questi periodi così difficili, un ruolo fondamentale lo stanno giocando le Fondazioni bancarie. Facessero un passo indietro anche loro, per moltissime realtà come la nostra significherebbe dover rinunciare ad eventi che, come nel nostro caso, pongono ormai da 15 anni la nostra realtà tra quelle di maggior prestigio nell'ambito della canzone d'autore emergente di area indipendente.

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Pubblicato da nel 10 ottobre 2013 alle ore: 14:16. Archiviato sotto Interviste,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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