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Stone fog: l’avanguardia di Waclaw Zimpel

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Stone fog

É strano che in italiano, ad eccezione di qualche sporadico commento di qualche altrettanto sporadico affezionato, non sia stato scritto nulla o quasi su questo interessante e sperimentale gruppo polacco-tedesco che mescola folklore, classica e free-jazz (ma le etichette qui contano veramente poco).
La ragione più probabile di questa rimozione è che il quartetto del clarinettista Waclaw Zimpel propone una musica d’avanguardia, di non facile ascolto, scomoda, non convenzionale, che costringe continuamente a interrogarsi sulle strutture della composizione, sulle variabili dell’improvvisazione, sul rapporto novecentesco tra musica e silenzio.
O forse  la ragione è ancora più profonda e ha a che vedere con il fatto che il nostro orecchio pretende orami dal mercato (e quasi sempre ottiene) suoni corposi, rotondi, levigati, dolci, riconoscibili. Suoni mainstream. E mal sopporta, di conseguenza, quelli più spigolosi, rarefatti, algidi, evocativi, incantatori, malinconici ma di una malinconia sofferente e dura, tale da alludere all’umana condizione.
Questa è, invece, la pasta sonora di “Stone Fog”. É da una nebbia fitta come la pietra, da un silenzio profondo e lontano, da un Nord innevato e immoto che giunge a noi un esigenza di raccoglimento, di introspezione, di senso, quasi di sacro, al di là del rumore e dei codici usurati della modernità.

Waclaw Zimpel Quartet
Stone fog
ForTune 2013
W.Zimpel, clarinetto; K.Dys, piano; C.Raimond, basso; K.Kugel, batteria.
1.Cold Blue Sky; 2. Old Feet Feel Out the Path; 3. A Sudden Shift Missed; 4. As the Moon Dips in Nettles; 5. Hundred of Wings Steel the Sun; 6. River Willows Sway; 7. One Side of my Face is Colder than the Other; 8. Stone Fog.

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Pubblicato da nel 16 dicembre 2013 alle ore: 0:11. Archiviato sotto Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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