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Sebastopoli, la sua storia tra Mosca e il mare dell’Ovest

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Sebastopoli, la sua storia tra Mosca e il mare dell'Ovest

Sebastopoli, la sua storia tra Mosca e il mare dell'Ovest

L'imperatrice Caterina II volle fondare Sebastopoli - la città ucraina balzata agli onori della cronaca internazionale nelle ultime settimane - sulla costa sud-occidentale della penisola della Crimea nell'anno 1783. In questo luogo sorgeva la cittadina greca di Khersones, ancora oggi sito di grande interesse per gli archeologi di tutto il mondo. Il nome stesso della città evoca un dna glorioso, "sacro", "magnifico" o, come piace ai russi, "città della gloria". Una città dal clima piuttosto mite, salvo periodi particolarmente rigidi, che gli ucraini chiamano "piccola Italia". E' formata da una trentina di baie e insenature alcune profonde fino a otto chilometri, dunque, luogo ideale di riparo delle marinerie di ogni tempo e provenienza. Non a caso la flotta russa la scelse come base avanzata per il controllo del mar Mediterraneo. La distanza tra il porto di Sebastopoli e le nostre coste meridionali della Puglia è di circa 780 miglia marine che, con mare clemente ed una velocità di 15 nodi, si percorrono in pochi giorni. Nella memoria di Sebastopoli sono impressi i 250 giorni che tra il 1941 e il 1942 videro impegnati i soldati dell'Armata Rossa e i marinai della flotta del Mar Nero in una strenua difesa della città dalle truppe tedesche. Anche gli italiani, alleati dei tedeschi, stabilirono a Sebastopoli una base operativa della Xa Flottiglia MAS. Dopo la guerra, nel 1948, Sebastopoli divenne una città a statuto speciale della Russia, che a quel tempo era una delle repubbliche dell'Unione Sovietica. Nel 1954, però, per iniziativa del primo segretario del Comitato Centrale del PCUS Nikita Khrusciov, che secondo alcuni prese la decisione completamente ubriaco, Sebastopoli con tutta la Crimea passò all'Ucraina: all'epoca ciò non comportò alcun cambiamento radicale nel suo destino. Per il ruolo che aveva, e per la forte presenza di militari russi sul proprio territorio, Sebastopoli non ha mai subito alcuna influenza dalla capitale Kiev essendo di vitale interesse per il potere militare sovietico visto lo sbocco sul mediterraneo. La situazione ebbe un brusco mutamento all'inizio degli anni '90, quando l'Ucraina divenne uno stato indipendente, e la città di Sebastopoli divenne parte dello stato ucraino insieme alla Crimea. In base al Grande accordo di amicizia, cooperazione e partenariato firmato da Mosca e Kiev nel 1997, la Russia riconobbe l'appartenenza di Sebastopoli all'Ucraina e l'inviolabilità dei confini dello stato ucraino, e l'Ucraina riconobbe alla Russia il diritto di mantenere la base militare marittima di Sebastopoli e quello di insediare la Flotta russa del Mar Nero in Crimea fino al 2017. Un accordo che tuttavia era menomato all'origine da una visione ancora per blocchi contrapposti da parte della Russia, così come sottovalutava i cambiamenti epocali che sarebbero maturati nel corso dei decenni successivi in tutto l'ex blocco sovietico. Un apparente equilibrio che sarebbe potuto saltare in ogni momento. La compagine strategica e operativa della Flotta russa del Mar Nero è composta da un comando di flotta, un quartier generale, la 68a brigata di sorveglianza dell'area marittima, il diciassettesimo arsenale della Marina Militare, il reggimento speciale 810 della Fanteria di Marina, la 247a divisione sottomarini, il reggimento missilistico costiero 854, un battaglione del genio militare della Marina, un centro comunicazioni, la 30a divisione navale, di cui fa parte anche l'incrociatore lanciamissili "Moskva", gli hovercraft lanciamissili "Bora" e "Samum", una brigata di navi di servizio, una brigata di navi da sbarco, una brigata di motoscafi lanciamissili, un reggimento aereo d'assalto, un reggimento aereo misto, una brigata di radiotecnici, oltre ad arsenali, magazzini di mezzi militari e munizioni, centri di riparazione e scuole di formazione per gli ufficiali: un totale di venticinquemila militari impegnati, senza contare gli operai e gli impiegati che lavorano nelle aziende e negli enti della Flotta militare. In totale, contando le famiglie dei dipendenti, si arriva a oltre centomila persone. Tale presenza è palpabile anche nella retorica celebrativa di quadri, suppellettili, bandiere, stendardi, medaglieri e foto ricordo con bandiere rosse presenti più o meno in ogni casa di cittadini di Sebastopoli. Perfino i piccoli doni natalizi, che ho ricevuto da un'amica archivista dell'Archivio di Stato di Sebastopoli, hanno le fattezze di quegli oggetti tanto diffusi nei paesi del'est che, per chi li ha vissuti e visitati prima della caduta del muro, costituivano la prima occasione di comprensione di quel mondo così lontano fondato anche su un'iconografia semplice, sommaria ma efficace al tempo stesso. In base all'accordo tra l'Ucraina e la Federazione Russa sullo status e le condizioni di permanenza della Flotta del Mar Nero della Federazione Russa sul territorio dell'Ucraina, firmato in data 31 maggio 1997, nelle acque territoriali ucraine e sulla terraferma del paese può stazionare un insieme di navi e imbarcazioni russe comprendente fino a 388 unità (di cui 14 sottomarini a motore diesel). Negli aeroporti di Gvardejskij e Sebastopoli, presi in affitto dalla Russia, possono essere tenuti 161 velivoli. È una realtà paragonabile a quella della flotta della Marina militare della Turchia, salvo il fatto che la Russia in Crimea ha una minore quantità di navi e mezzi aerei. L'accordo ha una validità di vent'anni. Dopo la prima scadenza, è previsto il suo rinnovo automatico ogni quinquennio, a meno che una delle due parti non ne dia disdetta scritta con un preavviso minimo di un anno. Un secondo accordo, stipulato a Kharkov nell'aprile del 2010, ha prorogato la permanenza della Flotta russa del Mar Nero fino al 2042. Per l'affitto della base militare marittima in Crimea la Russia paga all'Ucraina 98 milioni di dollari ogni anno; inoltre, in base all'accordo di Kharkov, la Russia concede al suo partner uno sconto sul prezzo del gas di cento dollari a tonnellata. La Russia è costretta ad affrontare questa spesa, poiché per ora non ha costruito una base alternativa per la Flotta del Mar Nero sul proprio territorio; il porto di Novorossiysk non è sufficientemente profondo e non è dotato delle infrastrutture necessarie a ospitarla. La flotta riveste però una funzione strategica importante: difende il Sud della Russia, impedendo l'accesso al Mar Nero alle navi portaerei di potenziali nemici. Salvo poi che già dalla metà degli anni '50, cosa assai poco nota, i militari dell'ufficio "I" della Marina Militare Italiana, penetravano indisturbati nel Mar Nero (Odessa, Sebastopoli e fino a Kiev) imbarcandosi su mercantili italiani - equipaggiati a dovere - diretti in quelle acque a caricare grano o metalli.

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Pubblicato da nel 6 marzo 2014 alle ore: 7:15. Archiviato sotto Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

3 Risposte a Sebastopoli, la sua storia tra Mosca e il mare dell’Ovest

  1. flavia Rispondi

    6 marzo 2014 a 1:58 pm

    Ha ragione la Merkel quando dice che Putin ha perso il senso della realtà. È già fuori dalla storia e dai movimenti di emancipazione dei popoli ma vuole restarci usando i carri armati. Saranno anni sanguinosi e duri

  2. arnaldo Rispondi

    6 marzo 2014 a 3:39 pm

    ho lavorato spesso in Crimea, Sevastopol, Simferopol Yalta ecc. e vi posso assicurare che sono molti a non essere d’accordo con Mosca. Ci sono molte etnie diverse compresi i tartari. Hanno paura e vivono nel silenzio

  3. igor Rispondi

    8 marzo 2014 a 10:01 am

    putin non ha altra strada che continuare quella che ha preso. Purtroppo. Il mondo Europa e US non possono fare molto se non rendersi autonomi su energia e strozzare nell’unico modo temuto da Putin.

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