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La grande avventura del National Geographic

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La grande avventura del National Geographic

La grande avventura del National Geographic

Splendide le foto esposte per i 125 anni del National Geographic al Palazzo delle Esposizioni, fino al 13 luglio, nella mostra National Geographic 125 anni - La grande avventura.
Una lunghissima serie di immagini provenienti da tutti gli angoli del pianeta racconta l'essenza della popolarissima rivista, pubblicata anche in Italia dal 1998, e che in 125 anni di storia ha documentato in maniera diretta luoghi, creature viventi, eventi, popolazioni esotiche e avventurieri di ogni sorta.
Pur in un'epoca come la nostra, in cui foto spettacolari di ogni tipo vengono realizzate, eventualmente ritoccate, e diffuse in rete ogni giorno in quantità e varietà enormi, queste in mostra trasmettono comunque un senso di meraviglia, lasciando immaginare quanto dovesse essere straordinario poter assistere di persona a quegli stessi momenti immortalati.
Ad esempio c'è l'incredibile foto di Frans Lantig, scattata nel 2011 nel Namib-Naukluft Park: un paesaggio di scheletrici alberi scuri, in ombra, con l'assolato deserto della Namibia come sfondo: come recita la didascalia, sembra un quadro di Matisse, e si stenta a credere che sia davvero "soltanto" una foto.
Al centro della mostra, poi, c'è la notissima foto di Steve McCurry che ritrae Sharbat Gula, la ragazza afghana con scialle rosso e occhi grigio-verdi, la cui espressione la rese protagonista di una delle foto di copertina più celebri di ogni tempo. La storia è nota: fotografata nel 1984, a 12 anni, in un campo profughi pakistano, la ragazza, orfana, tornò poi in Afghanistan, mentre la sua foto, uscita sulla copertina di National Geographic di giugno 1985, divenne presto famosissima come la foto della "ragazza afghana". Nel 2002, quando lei avrebbe dovuto avere 30 anni, McCurry decise di tornare a cercarla e, dopo qualche difficoltà, la trovò: scampata per ventura alle tante tragedie di quella terra, era sposata e madre di tre figli. Ancora ignara della fama mondiale della sua foto, fu intervistata, e dalla vicenda fu tratto un documentario, andato in onda nel 2003. E ovviamente un'altra copertina per National Geographic.

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Pubblicato da nel 28 luglio 2014 alle ore: 10:45. Archiviato sotto Arte & Cultura. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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