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Molto rumore per nulla: verve e successo al Globe

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Molto rumore per nulla - Globe Theatre

Molto rumore per nulla - Globe Theatre

Chi ha la fortuna di non aver ancora assistito alla rappresentazione di "Molto rumore per nulla" di Shakespeare, allestita al Silvano Toti Globe Theatre dal 22 agosto al 7 settembre, per la regia di Loredana Scaramella, potrà godersela nelle prossime repliche, dal 25 al 28 settembre, e dal 2 al 5 ottobre, decise a grande richiesta dopo il successo delle date precedenti.
Lo spettacolo scorre fluido per le circa tre ore di durata, senza alcun calo di ritmo, grazie ad un'impeccabile regia, ad un cast, tutto ottimo, capace di adattarsi senza forzature alla vivacità del testo shakespeariano, alle accattivanti musiche, e a una suggestiva messinscena che utilizza al meglio le risorse offerte dal Globe: non manca proprio nulla, e infatti applausi e risate sono continui.
La guerra è finita, i militari tornano a casa, e nasce un tenero amore tra il puro Claudio e la candida Ero, giovani, interpretati con grande abilità dagli altrettanto giovani Fausto Cabra e Mimosa Campironi, già Mercuzio e Giulietta nel "Romeo e Giulietta" diretto da Proietti che ha aperto le rappresentazioni al Globe quest'anno e l'anno scorso.
C'è qualcuno che trama nell'ombra, ma non ha fatto i conti con lo spassosissimo Corniolo ("Dogberry" nel testo originale, spesso tradotto con Carruba), uno strepitoso Carlo Ragone (l'Oberon di "Sogno di una notte di mezza estate" al Globe negli ultimi anni), notevole interprete anche di Baldassarre, maestro di canto e direttore dei bravi musicanti che durante lo spettacolo, e nell'intervallo, allietano il pubblico, eseguendo dal vivo canti e danze della tradizione salentina.
Ma ciò che sorregge tutta la commedia è il continuo duello verbale, arguto e brillante, tra Beatrice e Benedetto: lei, splendidamente resa da Barbara Moselli, è intelligente e mordace, e ha giurato inimicizia al genere maschile, probabilmente per essersi sentita in precedenza velatamente respinta proprio da Benedetto, mutandosi in una sorta di anti-Giulietta, capace di arrampicarsi su e giù da un balcone, anzichè starsene affacciata, sempre pronta a pungere causticamente ogni uomo che le capiti a tiro.
E Benedetto, uno straordinario Mauro Santopietro (responsabile, assieme alla regista, anche di traduzione e adattamento del testo), è suo pari: del tutto disinteressato a domare una tale bisbetica, anzi, bisbetico quanto lei, risponde colpo su colpo, con scanzonata e garrula misoginia, senza perdersi mai in smancerie.
Chi vincera?

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Pubblicato da nel 16 settembre 2014 alle ore: 16:23. Archiviato sotto Politiche Culturali,Recensioni,Teatro. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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