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Assassinio a Mont St. Michel – L’amante vive nella campagna del Pays d’Auge

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CAP. IV

L’amante vive nella campagna del Pays d’Auge

Assassinio a Mont St. Michel

Assassinio a Mont St. Michel

La parte più nordica della Francia è il Pays d’Auge, cuore della regione del Calvados. Poco al di là ci sono le località atlantiche più alla moda,  rendez vous dell’alta società francese che ama ritrovarsi a Deauville per esempio, per  passeggiare lungo le celebri planchès e guardare quella fetta di larga spiaggia deserta resa celebre da Claude Lelouche nel suo famoso film. Insomma la costa è tutta mondanità, anche se non sfarzosa e pacchiana, tutt’altro. Alle spalle invece c’è l’esatto opposto e cioè una campagna verdissima, rustica e genuina, popolata da borghi e villaggi alla c’era una volta, con il vecchio lavatoio al centro della piazza e intorno un pugno di case basse dalle cui finestre con i vetri colorati a carrè si possono intravedere gli interni, semplici ma affascinanti, con l’immancabile sedia a dondolo vicina a una vecchia cucina in ghisa. Nell’intimità di questa campagna si incontra spesso la vera protagonista della vita del Pays d’Auge: la mucca. La vedi in comitiva pascolare ovunque ci sia erba, e qui ce ne è tanta, e trattata come una diva perché è da lei che si ottiene il Camembert, quel famoso formaggio avvolto in una crosta bianca e molle e venduto nella altrettanto famosa scatoletta di legno rotonda.

Se si decide di attraversarlo in primavera, il Pays d’Auge offre come compagni di viaggio i fiori bianchi degli innumerevoli meli che schiariscono le foreste di querce dell’entroterra, ma se si opta per l’autunno, quando i meli perdono i loro fiori e si riempiono di frutti gialli  o rossi e le facciate delle case si coprono di glicini violetti e di edera rossastra che sale fino ai tetti, allora è tutto uniforme al colore autunnale delle foglie, una campagna tutta sfumata d’arancio. E’ in questa regione che Matisse immortalò le mille sfumature di colore degli alberi, Bodin quelle delle spiagge deserte spazzate dal vento dell’atlantico, e Monet che qui visse e dipinse le sue ninfee. Sparse qua e là, come puntini bianchi tra il verde,  le colombages, piccole case dal tetto di paglia e dalla facciata bianca con grosse travi di legno scuro inchiodate  all’intonaco. E’ in questa terra che vive Aurore Dauphin, giovane vedova senza figli, costretta a mandare avanti  da sola la sua fattoria che in parte ha trasformato in auberge con il nome di Le Petit  Coque, e la sua piccola  produzione di Calvados nella tenuta attigua detta Le Coeur des Pommiers. E’ una autentica normanna dal carattere forte e deciso, tenace conservatrice delle tradizioni locali, la tipica donna di campagna, sana e robusta, con le guance arrossate dalla vita all’aria aperta e una bocca color ciliegia che sorride a un corpo prorompente di generose forme femminili.

Giorno dopo giorno instancabilmente utilizza le sue energie nell’avere cura della sua casa dove non mancano mai il fuoco acceso nel camino, le marmellate fatte con le sue mele, del buon latte fresco di mungitura e piacevoli serate trascorse a sorseggiare un po’ di Calvados, la famosa acquavite dall’aroma di mele equilibrato a 70° che solo da queste parti si produce. Ma questo purtroppo non basta, per arrotondare le entrate deve anche affittare alcune delle sue camere, quelle nella mansarda che in realtà a lei non servono. Ai turisti piacciono molto, hanno ancora grosse chiavi nella serratura, pavimenti in cotto massiccio e comodini dalla vernice un po’ scrostata sui quali Aurore fa trovare un pò di fiori freschi e una copia di Madame Bovary. Quando ha ospiti, Aurore si alza prima del solito per preparare crostate e focacce da servire a colazione tra i meli e i peri della sua tenuta. E dopo colazione, si intrattiene un po’ con i suoi ospiti per fornire loro notizie riguardo la chiesa del paese o il brocante più serio dove possono acquistare oggetti di fine ottocento.

 Loro vanno via e lei passa alle faccende di casa sua. Quando ha finito, si toglie il grembiule, si da una sistemata e se ne va nella sua azienda per controllare un po’ tutto, se il torchio è stato lubrificato, se il laboratorio per la distilleria è pulito a dovere e se le cantine per l’invecchiamento mantengono sempre la giusta temperatura. Verificate fatture e conti vari, se ne va nel frutteto per dare uno sguardo alle sue quattro varietà di mele : le dolci rouge duret, le meno dolci liberon, le mattais belle ma amare e le locart verdi e acidule. Mentre ne osserva le dimensioni e il grado di maturazione, non può fare a meno di pensare a quanta fatica ci vuole per scrollarle dagli alberi, stenderle nei granai e girarle di continuo una ad una affinché raggiungano la consistenza ottimale per essere utilizzate per la preparazione del liquore. Solo alla fine se ne va nel magazzino per controllare le vendite della giornata, la lista delle prenotazioni e programmare così quanto sidro e Calvados c’è da imbottigliare, sapendo bene che il sidro è più richiesto da una clientela femminile perché, essendo un succo di mela imbottigliato durante la fermentazione, è una bevanda dal sapore deciso ma poco alcolica, mentre il Calvados è prevalentemente il liquore degli uomini del luogo e di qualche altro di passaggio che ne compra un po’ dopo averlo sorseggiato da queste parti al termine di una cena e gli è piaciuto.

“ Madame Aurore, questa è la lista delle cose da fare in campagna durante la settimana prossima, siamo in estate e c’è bisogno di più mano d’opera “

“ Lo so Philippe, te ne puoi occupare tu ? “

“ Certamente, se a lei sta bene io chiamerei le stesse persone dell’anno scorso “

“ Si che mi sta bene, procedi pure, ma mi raccomando che sia tutto in regola, non voglio grane con gli ispettori “

“ Stia tranquilla, finora non è mai successo “

“ E’ per questo che mi affido a te, non a caso sei il mio fattore “

“ Grazie madame, lei è persona perbene “

“ Lo sono Philippe , lo sono davvero, anche se …”

“ … anche se …? “

“ Anche se le maldicenze non mancano mai “

“ Ma io … non ho mai … cosa intende dire ? “

“ Lo chieda a sua moglie, pare abbia la lingua più lunga di tutte le altre comari del paese “ e se ne va con la lista sotto il braccio.

Philippe non comprende e rivolge alla ragazza addetta alle etichette uno sguardo interrogativo.

Per saperne di più la blocca sulla porta mentre lei sta per uscire.

“ Ehi tu, per caso sai cosa intendeva dire madame Aurore ? “

La ragazza prima di rispondere si guarda intorno per vedere se in giro c’è ancora qualcuno e, appena si rende conto che sono andati tutti via, gli si avvicina con aria compiaciuta per spifferare all’unico abitante di Lyon la Foret che ancora non sa nulla, il pettegolezzo dell’anno.

“ Beh pare, e bada bene che ho detto pare, che l’uomo che viene spesso a trovare madame da qualche anno a questa parte, non sia affatto un suo cugino ragioniere che l’aiuta a portare i conti dell’azienda ”

“ E chi sarebbe allora ? “

“ Beh, si dice che sia il suo amante “

“ Amante ? “

“ Così dicono ”

“ Ma no, non ci credo, madame è una donna seria e lavoratrice … e poi scusa perché avere una relazione clandestina dal momento che è vedova e può risposarsi quando vuole ? “

“ Lei si, ma lui no ”

“ Non capisco “

 “ Ah ma allora sei proprio tonto, che ci vuole a capirlo, lui è sposato e sua moglie è viva e vegeta ! “

“ … questa poi …”

“ Tutti ormai lo sanno e ci credono perché un signore che lo conosce bene, durante una partita a carte a casa di Jerome il carrozziere, ha raccontato di questo tizio vita, morte e miracoli, aggiungendo anche che la nostra vedovella ha posato gli occhi su un bel gruzzolo di soldi “

“ Cosa vuoi dire con questo ? “

“ Voglio dire che ora si capisce chi è in realtà che porta avanti l’azienda. Ma come credi abbia fatto madame due anni fa, quando la vendita del Calvados non andava bene e il maltempo aveva rovinato gran parte del raccolto, a rimanere in sesto e a trovare anche i soldi per restaurare la casa, dal tetto alle aiuole ? Con quel poco che guadagna fittando le camere o vendendo i prodotti della campagna che non bastano neanche a pagare la manodopera ? No di certo. E come potrebbe, tra mille incertezze economiche, essere così serena se non avesse alle spalle qualcuno che la protegge ? Io al suo posto, vedova e con tanti conti da pagare a fine mese e nessuna rendita fissa, sarei già impazzita e avrei venduto tutto. Lei invece cosa fa ? Canticchia mentre spolvera la credenza, cucina agnello in crosta di riso che una donna sola non si sognerebbe mai di fare soltanto per se stessa e ricama cuscini a punto croce per tenersi impegnata nei pomeriggi d’inverno ”

“… beh messa così la cosa …”

“ Ma certo che è così, i conti tornano caro mio “

“ Eppure lei non sembra il tipo di donna che può diventare un’amante, cioè voglio dire non ce la vedo madame a fare la parte della donna  provocante ”

“ Hai detto bene, a fare la parte. Lei recita e lo fa solo per il suo pollo allo scopo di garantirsi un futuro tale e quale come è adesso il suo presente “

“ Ora non ti seguo più “

“ Vedi, lei non ambisce a macchine di lusso, pellicce o vita mondana, lei vuole continuare a stare a Lyon con la tranquillità di poterselo permettere per sempre, riesca o no ad affittare le sue camere, che sia bello o cattivo tempo, che si venda o no il suo sidro”

“ Ma tu pensa, madame si è fatta l’amante per continuare a cucinare torte, ospitare stranieri e controllare bottiglie “

“ Esattamente “

“ Certe donne  sono proprio strane  ! “

“ Puoi ben dirlo “

“ Quindi quando la sera si ritirava nella sua camera e noi tutti la immaginavamo sola in quel grande letto, in realtà lei si avvinghiava a un uomo sposato ? “

“ Eh si ”

“ Che mi venga un colpo, la vedo tutti i giorni e non l’avevo mai notato, quando lo dirò a mia moglie ! “

“ Non ce ne è bisogno, sa già tutto, dimentichi la frecciatina che ti ha mandato madame poco fa ? “

“ Ma così non vale, ah … ah … ah …” e ridendo chiudono con il grosso catenaccio la porta del magazzino e vanno via.

La ragazza monta sulla sua bicicletta, si infila un pullover e comincia a pedalare in gran fretta per arrivare in tempo all’appuntamento con il suo fidanzato, mentre Philippe si incammina verso casa che è a pochi passi da lì, scrollando la testa perché ancora non crede a quanto le sue orecchie hanno da poco ascoltato.

 “ Pronto, qui è Lyon 4265 “

“ Ciao amore “

“ Ehi Vincent, tesoro mio “

“ E’ bello sentire la tua voce Aurore “

“ Anche per me è bello sentirti, ero qui accanto al telefono ad aspettare. Senti, hai fatto tutto ? “

“ Ouì mon amì “

“  Davvero ? “

“ Certo, sono rimasto quì apposta, credi che avrei sprecato tre giorni per starmene a Mont St. Michel con la mia triste figlioletta e la mia storpia mogliettina ? Solo parlarne mi viene il disgusto ! “ Dai, in fondo è la tua famiglia …”

“ Ehmm, non immagini quanto è allegra ”

“… e poi lei è sempre tua moglie, mentre io …”

“ Purtroppo si, e pensare che c’è stato un tempo che l’ho anche amata ”

“ Non pensarci più, ora ami me, io sono giovane, seducente …”

“ Si, parlami ancora di te …”

“ Mi manchi Vincent, mi mancano le tue mani, mi manca la tua bocca … ti desidero tanto stasera e invece me ne andrò a dormire sola soletta in quel grande letto vuoto, mentre tu te ne starai affianco a quella …”

“ Non ci penso proprio, adesso sono al bar, berrò qualche bicchierino e me ne tornerò a casa, mi stenderò sul divano e domani sarò da te … per sempre …”

“ Si ma prima … devi …”

“ Già fatto, spero mi saprai ricompensare per quanto sto facendo per te … Da domani sarà per sempre ”

“ Tu vieni qui e te ne renderai conto di persona “

“ Contaci, buonanotte amore mio “

“ A domani mio Vincent “

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Pubblicato da nel 1 ottobre 2014 alle ore: 0:02. Archiviato sotto Libri,Reportage. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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