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L’inchiesta sulla corazzata Novorossiysk è ora un libro

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L'inchiesta sulla corazzata Novorossiysk è ora un libro

L'inchiesta sulla corazzata Novorossiysk è ora un libro

Nella notte tra il 28 ed il 29 ottobre del 1955 avvenne il più grave disastro subito dalla flotta militare dell’URSS: affondò la corazzata, ammiraglia della flotta del Mar Nero, Novorossiysk; la grande nave si rovesciò condannando ad una fine atroce quasi tutto il suo equipaggio, centinaia di uomini morirono lentamente nelle camere d’aria inaccessibili nascoste nella pancia del relitto, ed invano altri coraggiosi palombari persero la vita nel tentativo disperato di salvarli. Il governo sovietico non ammise mai di aver subito tale disastro e minacciò i superstiti, affinché mantenessero il segreto. Tuttavia poco tempo dopo morì in circostanze misteriose il capo degli incursori subacquei della Gran Bretagna, Lionel Crabb, ed otto anni dopo, in un incidente stradale “sospetto”, la moglie del comandante della Xª Mas, Junio Valerio Borghese. La nuova Russia, nata dalle ceneri dell’URSS, ammette di aver subito quell’immane disastro, ma lo attribuisce a pura casualità: la corazzata sarebbe affondata a causa di una mina magnetica lasciata dai tedeschi nel 1944 nel porto di Sebastopoli. Luca Ribustini non si accanisce a dimostrare l’assoluta infondatezza della versione “ufficiale”, circa il disastro del Novorossiysk: a volte una sfrontata bugia può essere più utile della verità; nessuna persona saggia può avere interesse a rinfocolare tensioni tra russi ed USA, fra Russia ed Italia. Luca Ribustini parte invece da due struggenti interviste a due protagonisti, a due testimoni della tragedia, all’artigliere di marina, Viktor Saltykov, uno dei pochi marinai sovietici superstiti del naufragio, che non ha mai creduto nella versione ufficiale, e al Nocchiere Scelto Ugo D’Esposito della Xª Flottiglia Mas; quest’ultimo, poco prima di morire, ha ammesso che quella fu un'azione di sabotaggio condotta da ex incursori della Xª MAS. Luca Ribustini, ben consapevole del fatto che una verità inconfutabile non può fidare solo sulle testimonianze di due novantenni, ha svolto un ammirevole lavoro d’inchiesta in merito a documenti desecretati solo di recente. Grazie ad essi è riuscito a far luce sui rapporti complessi ed ambigui tra la CIA, i Servizi Segreti Italiani e reduci della Xª. Fra i tanti documenti che, con lavoro certosino, l’autore è riuscito a scovare, ve ne è uno che getta una luce nuova sul ruolo della CIA in Italia in quegli anni. In esso si riferisce di un dialogo fra il capo della CIA nel nostro paese, sicuramente James Jesus Angleton, di cui però non si fa il nome, ed un non meglio identificato “elemento italiano”, un collaboratore, forse volontario, dei Servizi: siamo a Bologna nel maggio del 1947, le Sinistre sono già state cacciate dal governo, si teme un’insurrezione degli ex partigiani o una vittoria elettorale dei “rossi”. L’italiano propone un intervento “come in Grecia”, cioè l’uso delle truppe angloamericane in funzione di ordine pubblico, Angleton sembra voler impartire una lezione di democrazia al suo interlocutore: il governo USA rispetta l’opinione pubblica americana, e questa non è pronta per un intervento quale quello dall’altro richiesto; allora l’italiano, visto che si possono ottenere “solo” finanziamenti ed appoggio logistico, propone al capo della CIA: “ Consentireste ad un contatto diretto, sia pure a carattere ufficioso, con un funzionario del Governo italiano?” La risposta sconcertante fu: “… desidero tenere contatti, assolutamente ufficiosi, unicamente con voi“. Quindi la CIA scelse allora di operare all’insaputa dei governi italiani, anche quelli di chiara marca anticomunista, e, in una situazione del genere, tutto diveniva possibile, anche l’organizzazione di un attentato antisovietico “appaltata” ad una organizzazione di ex combattenti della RSI.

Luca Ribustini, “Il mistero della corazzata russa. Fuoco, fango e sangue”, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2014, pp.144

 

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Pubblicato da nel 5 ottobre 2014 alle ore: 16:36. Archiviato sotto Libri. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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