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Aldo Capitini, un pacifista sorvegliato speciale

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Aldo Capitini, un pacifista sorvegliato speciale

Aldo Capitini, un pacifista sorvegliato speciale

Il Capitini, di temperamento calmo, d’ingegno vivo e di volontà ferma, è giovane studiosissimo e qui era molto apprezzato e stimato dai suoi professori per l’eccezionale cultura di cui è dotato tanto che, appena conseguita la laurea, fu nominato segretario della Scuola Normale Superiore. Egli risulta però di sentimenti contrari al Regime e dai suoi insegnamenti viene definito un gandista. Verso la fine del decorso mese di marzo, piuttosto che inscriversi al P.N.F., ha preferito di abbandonare il posto che copriva e di ritornare presso la famiglia costà. Qui non ha esercitato propaganda delle sue teorie, né era ritenuto elemento comunque pericoloso. Di quanto procede informo l’E.V. per la opportuna vigilanza che ritenesse di dover disporre sul dottor Capitini …
Inizia così, con questa lettera informativa della prefettura di Pisa al Ministero dell’Interno, il controllo politico-poliziesco sulla vita, l’attività, l’opera, la corrispondenza di Aldo Capitini, pedagogista e filosofo della persuasione, antifascista della prim’ora, profeta della non violenza, promotore della marcia della pace di Assisi. L’informativa risale all’aprile del 1933, nel pieno del ventennio fascista, ma il controllo si protrarrà fino al 1968, anno della morte del pensatore perugino. Anche se non è ritenuto pericoloso, Capitini verrà comunque arrestato e rilasciato un paio di volte, la prima a Firenze e la seconda a Perugia.
Il lettore, a questo punto, si chiederà se c’era una qualche logica nel sorvegliare Capitini anche dopo la fine della dittatura e il passaggio alla Repubblica. Se era normale che Capitini apparisse al fascismo come un infedele da tenere sotto controllo per le sue idee eretiche, del tutto ingiustificata risultava questa precauzione agli occhi della neonata democrazia. Eppure, secondo i due curatori, una risposta c’è, anzi due. La prima è che esiste una continuità profonda di apparati dello Stato, di personale, di funzionari tra il regime fascista e quello repubblicano. La seconda è che Capitini viene fatto oggetto di quel particolare tipo di attività spionistica che, sotto l’influenza americana, terrà d’occhio nel dopoguerra tutti coloro che sono sospettati di fiancheggiare la sinistra e il comunismo. Ma Capitini, al di là delle semplificazioni del linguaggio burocratico, non è un comunista, semmai è un indipendente di sinistra che combatte per ideali liberalsocialisti e si colloca in modo anomalo rispetto agli schieramenti consolidati. Certo è un personaggio scomodo, un’intelligenza viva e critica, un pensatore che crede nella democrazia, nella partecipazione dal basso, nel potere dell’educazione, nel valore della scuola pubblica, nella prassi non violenta e nella metamorfosi morale e spirituale delle coscienze come base di un cambiamento politico più generale.
Sulla figura di Capitini, sulla specificità della sua presenza nella cultura italiana del Novecento e sulla sua eredità, Maori e Moscati, che sono anche due esperti del pensiero non violento, si sono occupati in altri lavori. Qui hanno compiuto un prezioso e certosino lavoro documentario, analizzando fonti riservate e portando alla luce una storia personale ma anche paradigmatica: quella delle voci non allineate e schedate, e del dossieraggio come pratica comune alle dittature e alle democrazie per colpire ogni forma di alterità, anche solo culturale. Di conseguenza, sostiene Moscati, seguendo Capitini “venivano seguiti più o meno indirettamente tanti e tanti altri protagonisti di primo e primissimo piano dell’antifascismo” tra cui Danilo Dolci, Tristano Codignola, Guido Calogero e Benedetto Croce.
Fu un’intera generazione di intellettuali, di letterati, di politici e di uomini liberi, contraria a tutte le forme di autoritarismo morale e politico, ad essere sottoposta alla sorveglianza speciale dalla polizia.

(a cura di) Andrea Maori e Giuseppe Moscati, Dossier Aldo Capitini. Sorvegliato speciale dalla polizia. Prefazione di Goffredo Fofi, Stampa Alternativa, 2014, pp. 507, euro 22.00.

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Pubblicato da nel 6 gennaio 2015 alle ore: 18:54. Archiviato sotto Libri. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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