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Assolutamente deliziose: l’ironia di Claire Dowie al Teatro Due

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Assolutamente deliziose(di Emanuele Cellini) Uno spettacolo definito “comico, commovente, spaventoso” (The Stage UK) che approda in Italia, facendoci accomodare di fronte ad una scenografia semplice ma efficace che già rende l’idea di una rappresentazione particolare e radicale.
Vi sono due lettere A e B; due sgabelli diretti verso il centro del proscenio; un microfono centrale. Ebbene si intende subito il “teatro nel teatro” contemporaneo e singolare che tra soliloqui, momenti di sfogo delle protagoniste che sfiorano l’assurdo, gesti pseudopornografici spiazzanti, dialoghi con il pubblico provocatori e canzoni dai testi piccanti come “Going wild” di Madonna, lascia finalmente capire il significato di tutto ciò, o meglio i significati.
Non si tratta del visto e rivisto lesbismo portato in scena per simboleggiare l’uguaglianza e pari diritti, qui il discorso è nettamente più ampio:
partiamo dal “nascere e crescere femmina”. Cosa vuol dire? Le donne possono fare scelte al giorno d’oggi? La società patriarcale le limita? Etichettarsi è segno di dignità o segno di status? A e B corrispondono a due stereotipi di donna differenti, verso la maturità, che cercano di costruire la propria identità e conquistare il proprio spazio nel mondo attraverso l’altra e, spesso, a discapito dell’altra.
Da una parte la trasandata anarchica afferma che "essere una ragazza era deprimente" e che le proprie scelte furono tutte "scelte obbligate" e domanda al pubblico "qual è la vera differenza nella vita, tra avere un bell’aspetto ed uno disastroso?!".
D’altro canto la graziosa femminista convinta che mostra una deviante autoidentificazione con la figura della madre (si intuisce un complesso di Elettra), si diverte ad ammettere che nella vita "l’estetica vale più del cervello" e che "l’ondata di femminismo ha fatto sì che tutte le donne potessero fare delle vere scelte, non obbligate".
Il loro dibattito è volutamente continuo ed alle volte ripetitivo tanto da culminare in veri e propri battibecchi già ascoltati e riproposti a memoria, spaventosi appunto.
Questo stand-up theatre geniale di Claire Dowie – soprannominata dal “The Stage Uk” come "l’avvocato supremo della ribellione" - è in fin dei conti una confessione catartica da parte delle protagoniste, in un contesto sociale contemporaneo; lesbiche che soffrono della stessa confusione, si amano dall’età di sette anni ma non riescono a sentirsi unite perché se una di loro spiega agli spettatori di avere sempre voluto trovare un senso in tutto ciò che faceva, l’altra trova che il mondo sia un “nonsense”. L’anarchia, il femminismo, le false identità che avevano avuto il sopravvento su entrambe le soffocavano a vicenda… In realtà si tratta di questioni personali irrisolte, non politiche, le quali sono sfociate in vere e proprie prese di posizione sul mondo, con o contro la società: a favore della proprietà privata o a sfavore, pro aborto o meno, e tante altre controversie talvolta insensate, originate da un semplice amore mai sbocciato, mai andato oltre il fisico poiché A si sentiva subordinata a B e viceversa, divenendo puramente gelose l’una della vita dell’altra.
Però adesso dimentichiamo tutto, è il momento di andare ad un funerale che apre la strada ad un ricongiungimento, forse… Oppure sarà per A e B occasione di urlare forte al pubblico per l’ennesima volta: "Mio Dio, che fallimento!"

CLAIRE DOWIE
ALL OVER LOVELY – ASSOLUTAMENTE DELIZIOSE
PER LA RASSEGNA “CANTIERI CONTEMPORANEI”
AL TEATRO DUE – ROMA
CON IL PATROCINIO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA SILVIO D’AMICO
15-20 GENNAIO
H 21.00
REGIA : EMILIANO RUSSO
CON : FLAMINIA CUZZOLI - OTTAVIA ORTICELLO

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Pubblicato da nel 22 gennaio 2015 alle ore: 15:13. Archiviato sotto Teatro. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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