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Strage di Brescia, In memoriam

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Strage di Brescia, In memoriam

Strage di Brescia, In memoriam

Erano uomini e donne in carne e ossa, con la loro vita, i loro affetti, i loro ideali e le loro speranze, ma da quel giorno divennero simboli civili dell’antifascismo.
In memoriamè un lungo, sommesso, malinconico e straziante ricordo degli otto morti della strage di Brescia in Piazza della Loggia il 28 maggio del 1974. Tanto più straziante, quanto più si pensa che quella strage ancora oggi non ha responsabili. Ma le vittime sono lì, a reclamare quella giustizia e quella dignità che le istituzioni, a cinquant’anni di distanza, non sono in grado di dare. Per fortuna c’è l’arte che più della politica sa raccogliere le urgenze etiche della storia e dare voce ai dimenticati e agli innocenti. Ecco perché quelle vittime, nome per nome, storia per storia, meritavano di essere ricordate, ciascuna con un Requiem: ricordandole si ricordano le vittime di tutte le stragi, italiane e non, passate e presenti. Per farlo si potevano scegliere due strade: quella dell’enfasi oratoria e roboante (anche la musica, come la parola, può essere, se vuole, insopportabilmente retorica e plateale), e quella dell’essenzialità, della rarefazione mistica, dell’asciuttezza evocativa. Il trio ha scelto opportunamente questa seconda strada, un po’ perché è nelle sue corde, nella sua sensibilità e nella sua musica, un po’ perché il contenuto da rappresentare lo richiedeva. L’oratoria, imponendosi al livello del significante, avrebbe tolto spazio al significato; l’essenzialità consente invece di riflettere, di concentrarsi, di condividere, di entrare in empatia con quelle vite e con quella tragedia. E di trattarla con discrezione, con delicatezza, avvicinandosi talvolta al grado zero del suono, cioè al silenzio, ma un silenzio - dicevamo - potentemente evocativo. A volte non ci sono segni (parole, suoni, immagini) per dire l’indicibile. Che pure va detto. “Di ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere”, affermava Ludwig Wittgenstein. Oppure parlarne a bassa voce come quando si rivolge a qualcuno una preghiera.

Musica di Stefano Battaglia
Stefano Battaglia, pianoforte; Michela Rabbia, percussioni e elettronica; Eivind Aarset, chitarra elettrica e elettronica.

CD1: Laudomia; requiem 1 (Giulietta Bazoli, 34 anni, insegnante); requiem 2 (Livia Bottardi Milani, 32 anni, insegnante); requiem 3 (Luigi Pinto, 25 anni, insegnante); requiem 4 (Euplo Natali, 69 anni, pensionato).
CD2: Requiem 5 (Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio); requiem 6 (Bartolomeo Talenti, 56 anni, operaio); requiem 7 (Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante); requiem 8 (Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante); himn,; li Albis; traccia video.

Produzione Matilde Brescianini per Medulla
Su commissione di libreria Rinascita di Brescia.
Registrato presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia il 14 ottobre 2013
Medulla Edizioni 2014

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Pubblicato da nel 26 gennaio 2015 alle ore: 22:36. Archiviato sotto Memorie,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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