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Strage di Brescia, l’aggressione ad un sogno di libertà

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Strage di Brescia, l’aggressione ad un sogno di emancipazione e di libertà

Strage di Brescia, l’aggressione ad un sogno di emancipazione e di libertà

Sono abbastanza vecchio da ricordare l’attimo in cui ebbe inizio la “Notte della Repubblica”. Ricordo una grande aula universitaria piena di studenti che fumavano, ridevano e si credevano al centro del mondo. Il lideretto che stava parlando si interruppe per annunciare: - E’ esplosa un bomba all’Altare della Patria. – Scoppiò un applauso: l’orrendo monumentone bianco sgraziato e ridicolo per noi rappresentava quell’Italia vacua e retorica che avremmo voluto che scomparisse. Ma poco dopo saltò su di una cattedra Franco Russo o Franco Piperno per annunciarci della strage alla Banca dell’Agricoltura. E noi capimmo tutti, in un attimo, che non potevano essere stati gli Anarchici e che era iniziato un’era tremenda ed oscura. Oggi, che sono quasi un vecchio, continuo a chiedermi: la “Notte della Repubblica” è terminata con la nascita di un nuovo giorno o con la vittoria degli “uomini delle tenebre”? Certo è che non si è fatta luce sugli esecutori, i mandanti e i “beneficiari” delle stragi. Gli storici ci hanno raccontato che dopo la prima strage misteriosa e a “sangue freddo” della nostra storia repubblicana il Presidente Saragat avrebbe voluto farsi conferire i pieni poteri dichiarando lo “stato di emergenza”, ma il Primo Ministro Rumor si oppose. A trarre beneficio elettorale dal periodo della “Strategia della Tensione” fu il PCI. Nel “75 e nel “76 anche se tale partito aveva sbagliato tutte le mosse politiche: aveva dato credito alle panzane su Valpreda e Pinelli non aveva capito niente delle ragioni profonde della rivolta studentesca, del femminismo, del risveglio della società civile. Il PCI negli anni “70 ha beneficiato passivamente della capacità di reazione autonoma delle masse, cioè dei giovani, degli studenti, degli artisti, delle donne, degli operai. Nelle elezioni politiche del 1972, a causa dei gravissimi errori del PCI., la sinistra nel complesso arretrò. Allora qualcuno pensò di preparare una grande svolta a Destra: nel “74 gli “uomini delle tenebre” contavano su di una vittoria della DC e del MSI nel referendum per abrogare la legge sul divorzio per ricondurre il paese nella gabbia di un cupo conservatorismo. Messo alla prova del voto il popolo seppe fare buon uso dell’istituto referendario, sventando tale minaccia reazionaria. Le stragi del 1974 vennero compiute molto probabilmente da uomini indispettiti dallo smacco subito nel primo Referendum della storia d’Italia. La strage di Brescia, meno sanguinosa dell’altra del treno Italicus, è però più emblematica: non oscuri moventi, finalità ambigue, vittime scelte a caso, ma uno scontro diretto: gli stragisti vigliacchi, oscuri, anonimi, dall’altro il popolo che portava in piazza pacificamente la propria ansia di libertà, di emancipazione sociale, di progresso civile.

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Pubblicato da nel 4 febbraio 2015 alle ore: 11:17. Archiviato sotto Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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