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Obama e Silicon Valley si incontrano

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Obama e Silicon Valley si incontrano

Obama e Silicon Valley si incontrano

Obama e le grande compagnie Hi-tech della Silicon Valley si incontrano per aprire un dialogo e combattere insieme cybercrimine, cyberterrorismo e tutte le altre forme che la criminalità ha assunto sul web (vd. nota 1), un incontro apparentemente storico dopo le tensioni seguite alle rivelazioni di Edward Snowden (vd. nota 2) sulle violazioni della privacy ai danni di milioni di americani nonché di governi sovrani stranieri effettuate dalla NSA, l'organismo che negli Usa si occupa in particolare della sicurezza in Internet.  Eppure la vera notizia non è né quella dell'incontro, avvenuto venerdì scorso, né il fatto che si è concluso con un nulla di fatto, visto che le compagnie hanno per ora rifiutato l'invito di Obama a ridefinire il concetto di privacy (vd. nota 4), condividendo maggiori informazioni sulla propria clientela (vd. nota 3). “Viviamo ancora in un mondo non tutte le persone sono trattate in modo egualitario”, ha affermato nel suo intervento Tim Cook, chief executive di Apple, “Troppe persone non si sentono ancora libere di praticare la loro religione o di esprimere la propria opinione o le proprie preferenze in amore. Un mondo nel quale queste informazioni possono fare la differenza fra vivere e morire. Se chi di noi ha posizioni di responsabilità manca di fare tutto quello che è in suo potere per proteggere il diritto alla privacy, noi rischiamo qualcosa di molto più valore dei soldi. Rischiamo il nostro stile di vita”. Nonostante le belle parole di Tim Cook, la posta in gioco in questo momento non è per niente la definizione o ridefinizione dell'attuale concetto di privacy, o perlomeno non solo questo, ma molto di più di questo. Analizzando con attenzione l'incontro di venerdì due anomalie saltano subito agli occhi. La prima è che l'incontro non è avvenuto a Whashington, e nemmeno a metà strada fra la capitale federale e la Silicon Valley. Obama, il presidente degli Stati Uniti, è andato lui in Silicon Valley. Forse non è proprio una resa, ma ci va vicino. La seconda è che questo gesto non è bastato, visto che i vertici di Google, Facebook e Microsoft non si sono presentati all'incontro inviando solo dei rappresentanti. Un vero e proprio gesto di scortesia che non può essere giustificato dalle tensioni avvenute dopo lo scandalo NSA, nemmeno dando per scontata la tanto sbandierata buonafede di Silicon Valley. Figurarsi poi se si seguono le tante piste che invece suggeriscono quanto meno un silenzio assenso dei colossi dell'High Tech americano (vd. nota 5), cominciato addirittura all'epoca dello scandalo Echelon, e proseguita sottotraccia, sempre secondo altre fonti, anche con le violazioni della privacy operate da NSA (vd. nota 6). Infine il fatto che i giganti della Silicon Valley si ergano oggi a paladini della privacy lascia definitivamente perplessi se si pensa alla facilità con cui hanno abdicato a questo ruolo, per esempio, in Cina (vd. nota 7). Allora forse più che a una battaglia per la difesa della privacy, venerdì abbiamo assistito a una guerra di potere interna agli Stati Uniti d'America. L'ennesima guerra per la supremazia fra potere economico e potere politico. Una guerra nella quale i cittadini, come sempre, saranno solo vittime o ostaggi nelle mani ora dell'uno ora dell'altro contendente. D'altra parte, la guerra al cybercrimine e al cyberterrorismo è una cosa seria e si combatte con armi molto diverse da quelle oggetto dell'incontro di venerdì, come dimostra l'intensa intervista con Nimrod Kozlovski avvocato e venture capitalist israeliano, membro di importanti fondi di intervento e di strutture di sicurezza del suo paese.

nota 1. http://abc7news.com/business/obama-addresses-silicon-valley-at-cybersecurity-summit/516105/

nota 2. http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Snowden

nota 3. http://www.bbc.com/news/technology-31440978

nota 4. http://it.wikipedia.org/wiki/Privacy

nota 5. http://www.disinformazione.it/controllo%20elettronico.htm

nota 6. http://www.datamanager.it/news/nsa-e-i-big-della-silicon-valley-nemici-amici-56113.html

nota 7. http://qz.com/332059/apple-is-reportedly-giving-the-chinese-government-access-to-its-devices-for-a-security-assessment/

 

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Pubblicato da nel 16 febbraio 2015 alle ore: 14:25. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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