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Apple car o non apple car?

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Apple car o non apple car?

Apple car o non apple car?

Il 12 febbraio in poche ore il web si è infiammato: Apple sta lavorando a un nuovo modello di auto elettrica. E, naturalmente, trattandosi di Apple, non poteva che trattarsi di una macchina completamente innovativa, non fino al punto di camminare sul tetto con le ruote per aria, ma quasi.  A lanciare la notizia, tre autorevoli siti, quello del Financial Times, del Wall Street Journal e un'agenzia della Reuters (Link 1). E come sempre quando si tratta della mitica Mela, le analisi approfondite hanno lasciato il posto a commenti entusiasti, finalizzati soprattutto a valutare in quanto tempo la nuova auto avrebbe percorso le nostre strade. Cinque anni, suggerivano i più cauti, quelli meno disposti a seguire l'entusiasmo pubblico. Ma nonostante questi rari inviti alla cautela, gli entusiasti continuavano a prendere il sopravvento quando alle prime voci si è aggiunta la notizia che il progetto, denominato in codice “Titan” era tanto avviato che Apple aveva cominciato ad assumere decine di esperti del settore Automotive portandoli via alle più grandi case automobilistiche e che fra di loro c'era anche il nome di Johann Jungwirth, presidente della divisione ricerca e sviluppo della Mercedes Benz. Nonostante i ripetuti no comment della Apple, si ipotizzava che in “Titan” fossero coinvolte alcune centinaia di persone. (Link 2). Per la verità insieme a questi cori entusiasti, ci sono stati analisti che hanno provato a fare analisi invece che tifo. Certo, provare a ragionare circondati da accesi sostenitori dell'esistenza del nuovo progetto non deve essere stato facile, soprattutto in quelle prime ore. Le prime sommesse obiezioni si domandavano perché una azienda che aveva sempre fatto Pc o comunque prodotti legati a questa area, doveva improvvisamente lanciarsi in un settore così diverso come quello dell'automotive. Ma, ripeto, si trattava di obiezioni appena accennate, poco convinte. A questa domanda si finiva col rispondere, ok, però un auto elettrica che magari si guida anche da sola probabilmente sarà il vero hit del futuro ed è plausibile che dentro questo hit Apple voglia restarci. (Link 3). A questa obiezione si affiancava chi provava a fare dietrologia, ipotizzando che si trattava solo di una notizia diffusa allo scopo di accrescere la fiducia degli investitori e, quindi, il valore delle azioni Apple. Perché è chiaro, se Apple si lancia sulle auto elettriche, una nuova rivoluzione si sta avvicinando. Per fortuna nei giorni seguenti l'esplodere del caso, i rumors si sono calmati e finalmente si è cominciato a fare riflessione seria. Finquando, ieri, si è diffusa la notizia che Apple stava studiando una nuova batteria al litio di innovativa potenza. Ecco allora che fare due più due è stato facile, o almeno così si è voluto credere, e si è immaginato che questa nuova batteria sarebbe semplicemente stata una componente che Apple avrebbe ceduto a caro prezzo ai produttori di autovetture. (Link 4) Contemporaneamente Lance Ulanoff, uno dei maggiori esperti del settore, ha pubblicato un articolo che elenca una serie di ragioni logicamente inattaccabili per le quali Apple non ci penserebbe proprio a costruire una macchina, di qualsiasi tipo. Si tratta di ragioni economiche, di competenza, di vantaggi di mercato e di concorrenza. (Link 5). In questo incrociarsi di voci e di analisi, vogliamo provare a dire la nostra. Le ragioni espresse da Ulanoff sono assolutamente inattaccabili. D'altra parte non si assume il presidente della divisione ricerca e sviluppo della Mercedes Benz se non si sta operando, in qualche modo, nel settore dell'automotive, così come non si costruisce una autovettura solo per testare una batteria, per quando potente la si voglia creare. A nostro avviso alla luce della storia di Apple e del futuro prossimo venturo la ragione di tutto questo movimento nella casa di Cupertino può essere solo una: l'azienda fondata da Jobs si sta preparando a dire la sua nel settore del controllo di flussi di veicoli e oggetti. Per dirla meglio, sappiamo che nessuno ha ancora capito come riuscire a fare in modo che migliaia di autovetture si muovano senza scontrarsi. Per arrivarci, si sta studiando da tempo il volo degli stormi d'uccelli, cioè quelle evoluzioni che vediamo compiere nei nostri cieli, quando centinaia di volatili pur a stretto contatto non entrano mai in collisione. Ecco, a nostro avviso la Apple ha trovato qualcosa o più probabilmente sta lavorando su questo: un sistema che permetta alle auto di procedere da sole senza scontrarsi. Un sistema che non dovrà essere a bordo solo di una ipotetica Apple car ma di ogni dannata autovettura prodotta da qualsiasi brand in qualsiasi parte del mondo. Un sistema che poi si integrerebbe con miliardi di semafori, di lampioni, di strisce pedonali e chissà che altro. Tutto il resto, dai software di bordo ai gadget, dalla super batteria a quello che volete, sarà solo una graziosa ciliegina su una torta che vale miliardi di miliardi di dollari nonché il controllo delle nostre strade e del mercato informatico.

1) http://qz.com/344760/one-radical-theory-behind-apples-sudden-interest-in-cars/
2) http://qz.com/344547/apple-reportedly-has-hundreds-of-employees-working-on-an-electric-car-that-looks-like-a-minivan/
3) http://mashable.com/2015/02/14/apple-car-sense/
4) http://mashable.com/2015/02/19/apple-a123-lawsuit/
5) http://mashable.com/2015/02/18/apple-car-nope/

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Pubblicato da nel 20 febbraio 2015 alle ore: 17:36. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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