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Attilio Brilli e l’avvento del viaggiatore

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Attilio Brilli e l’avvento del viaggiatore

Attilio Brilli e l’avvento del viaggiatore

Chi meglio di Attilio Brilli, anglista ed esperto di letteratura di viaggio, autore dell’introduzione dei Racconti di Chanterbury, il “romanzo” di Chaucer con cui inizia il genere (e l’intera letteratura inglese) poteva scrivere questo libro su pellegrini e pellegrinaggi? Il pellegrinaggio è un viaggio in cui la componente religiosa è dominante ma si intreccia inevitabilmente con quella economica, culturale, scientifica, politica e psicologica. Quello dei pellegrini è un popolo variegato, fatto di fedeli e penitenti, adeguatamente vestiti e attrezzati per l’occasione, tra i quali tuttavia si confondono mercanti e conquistatori, briganti ed esploratori, o semplici curiosi che vogliono rompere la monotonia e scoprire un altro mondo. Proprio nell’Introduzione a Chaucer Brilli scriveva: “Il pellegrinaggio è in realtà un’occasione variamente motivata attraverso la quale un mondo chiuso e monotono lacera momentaneamente un’esistenza uniforme… sospettosa dei contatti con culture diverse”. Il tema viene ripreso anche in questo recente libro. Il viaggio, inoltre, come ricongiungimento con le radici spirituali ma anche materiali del proprio credo, come arrivo nei luoghi da cui tutto è, in qualche modo, partito. Il pellegrinaggio come cerchio che si chiude sulle origini delle grandi religioni monoteistiche, quelle che poggiano sul libro, quel libro che proprio il pellegrinaggio consente di verificare. Gerusalemme e la Bibbia, la Mecca e il Corano, Roma, con il percorso delle quattro basiliche o delle sette chiese, e i Vangeli. Ma anche la città dove confluiscono i fasti dell’Impero romano e i luoghi della persecuzione. Oltre questi luoghi principali indicati nel titolo, Brilli considera anche Santiago de Compostela, dove morì San Giacomo, il punto cardinale più a occidente dell’espansione cristiana prima della scoperta dell’America. Ottima bibliografia, fonti di prima mano, scrittura coinvolgente, per un libro attualissimo dal punto di vista geopolitico, che riflette anche su come sono cambiati i pellegrini e su come è cambiato il pellegrinaggio: da cammino di redenzione, di raccoglimento e di speranza (ma anche di illusioni e menzogne, secondo le satire di Erasmo), a percorso “del viaggiatore culturale di stampo baconiano, dotato di senso empirico delle cose, curioso di tutto” (p. 239).

Attilio Brilli, Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e di pellegrini, il Mulino, 2014, pp.278, Euro16

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Pubblicato da nel 4 marzo 2015 alle ore: 17:23. Archiviato sotto Libri,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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