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Net neutrality chi vince chi perde

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Net neutrality chi vince chi perde

Net neutrality chi vince chi perde

Grande rilievo ha avuto nei giorni passati, sulla stampa specializzata ma non solo su quella, la notizia che la la statunitense FCC (Federal Communications Commission Link 1), l'agenzia che si occupa delle trasmissioni via etere e quindi anche di Internet, ha votato a favore della Net Neutrality (Link2), cioè da oggi negli Stati Uniti i Provider dovranno garantire a tutti la stessa qualità di servizio. In altre parole, le TLC non potranno offrire ai loro clienti, siano esse imprese intenzionate ad operare sul web, siano essi singoli utenti o consumatori, servizi differenziati a seconda del prezzo pagato. Si tratta, per ora di una decisione che ha valore solo sul mercato americano, ma la speranza dei tanti sostenitori della Net Neutrality, un fronte che parte dagli Over the Top, Google, Facebook e le maggiori società operanti sul web, passa per le imprese di piccole e medie dimensioni per arrivare a coinvolgere milioni di singoli cittadini, è che la decisione della FCC possa rappresentare un precedente e forzare la mano anche alla Unione Europea, la cui commissione proprio in questo periodo sta esaminando la questione, nonché allo stesso governo italiano, attraverso l'AGCOM (Link 3 e 4).  Il pronunciamento della FCC sintetizza la Net Neutrality in tre brevi concetti. Le TLC non potranno 1) impedire agli utenti l'accesso ai contenuti presenti sul web (anche se l'inserimento della parola “legali” pone già qualche problema di interpretazione) 2) rallentare in qualsiasi modo il passaggio di dati favorendo così una impresa o utenza ai danni di un'altra 3) far pagare imprese o utenti (Link 5). Se la decisione della FCC non è passata inosservata in Europa, negli Stati Uniti ha scatenato una vera e propria tempesta di reazioni (Link 6), fra le quali la più singolare è stata quella della Verizon (Link 7), una delle principali TLC americane. Verizon ha pubblicato sul proprio sito la notizia e un commento utilizzando un font molto usato negli anni '30 del secolo scorso, rinforzando così la sua opinione che si tratti di una scelta che riporta il paese indietro nel tempo.  Tuttavia a fronte del commento pungente della Verizon e di quelli seccati delle altre TLC, ci sono stati milioni di commenti positivi, fra i tanti quello del cantante Hip-Hop Jaziri X (Link 8), che ha precisato come la battaglia per la libertà di Internet sia in particolare per i neri e per le minoranze etniche una necessità per mantenere aperta la comunicazione e una possibilità di partecipazione attiva alla vita sociale.  Certo è che da anni mai si era vista una partecipazione attiva così massiccia dei singoli cittadini (Link 9). Nelle settimane precedenti il voto, l FCC e il suo presidente, Tom Wheeler, hanno ricevuto oltre 4 milioni di E-mail di supporto alla Net Neutrality. Cosa che ha contribuito a spingere Wheeler ad andare alla conta interna alla FCC nonostante i tentativi dei suoi membri di minoranza di ottenere un rinvio con la scusa di permettere un ulteriore approfondimento dell'argomento e l'apertura di un tavolo con i principali operatori del settore. Così, forte anche dell'endorsement dello stesso Obama, decisamente schierato a favore della Net Neutrality (Link 10), Wheeler è andato diritto all'obiettivo spaccando in due la FCC, visto che la mozione, che pone la Net Neutrality sotto il Titolo II del Communication Act (Link 11), è stata approvata con 3 voti favorevoli e 2 contrari, a testimonianza del fatto che si tratta di una decisione politica, visto che il voto rispecchia la spartizione della FCC fra Democratici, tre membri, e Repubblicani, 2 membri. Naturalmente per ora siamo solo al primo atto di un percorso durissimo. La decisione del FCC sarà sicuramente impugnata dalle TLC, che nel 2010 sullo stesso tema in corte d'appello avevano già vinto una causa contro la FCC. Inoltre prima che la decisione della FCC diventi operativa bisognerà attendere che la stessa venga pubblicata sull'equivalente americano della Gazzetta Ufficiale e poi ancora altri 60 giorni. E c'è da scommettere che in questo periodo di tempo ne vedremo delle belle. Se la decisione della FCC è stata salutata da cori di evviva da milioni di persone e da tantissime piccole imprese che vedono così riconosciuta la possibilità di battersi ad armi pari con i colossi del settore, non ci sono state reazioni ufficiali da parte degli Over the Top. D'altra parte quella del profilo più che basso, bassissimo, è stata la strada scelta da Google e dagli altri big. Una strada molto diversa da quella percorsa in occasione del round precedente, appunto nel 2010, quando proprio Google assunse Austin Schlick, uno dei maggiori avvocati della FCC e con lui e insieme agli altri Over the Top condusse una intensissima operazione di lobby che finì col far apparire quella sulla Net Neutrality una semplice battaglia commerciale invece che di libertà (Link 12). Adesso però resta da vedere come la guerra sulla Net Neutrality si trasferirà nel nostro continente. La Net Neutrality, infatti, pone un importante problema, cioè a chi spetta il compito di garantire la modernizzazione e l'ampliamento della rete? Se questo compito, come è accaduto fino ad ora, è delle TLC, è difficile comprendere come poi gli si possa negare di rendere produttivo l'investimento, e ricordiamo che stiamo parlando di miliardi di dollari o di euro.  Negli Stati Uniti questo problema è stato già compreso, tanto che sia Google sia Zuckenberg hanno attivato programmi per ampliare le reti e l'uso che di esse si fa (Link 13 e 14). Cioè, detto in parole chiare, stanno provando a invadere il territorio della costruzione e gestione della rete, da sempre appannaggio delle TLC. Ma se le cose stanno così negli Stati Uniti, la situazione è molto diversa in Europa, dove non esistono colossi come gli Over The Top capaci di farsi carico di investimenti tanto cospicui. Un investimento ancora più necessario nel nostro paese, in ritardo cronico rispetto agli altri. E allora se in Inghilterra mettono già le mani avanti ipotizzando di non aver bisogno della Net Neutrality (Link 15), sarà interessante vedere come il problema verrà affrontato in Italia, per di più a pochi giorni da una decisa presa di posizione di Renzi che per la realizzazione della banda larga sta premendo come non mai per un coinvolgimento delle TLC (Link 17). E volete che quelle stesse TLC non chiedano qualcosa in cambio? D'altra parte a cancellare le già poche illusioni che gli europei potrebbero essersi fatti sulla Net Neutrality è proprio di queste ore la decisione della Commissione Europea di rinviare al 2018 ogni decisione sul Roaming internazionale (Link 17), cioè sui prezzi maggiorati per parlare o collegarsi a Internet quando si esce dal proprio paese. E che cosa è questa differenziazione di prezzo se non una chiara, netta violazione della Net Neutrality?

1) http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Communications_Commission
2) http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralit%C3%A0_della_rete
3) http://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_per_le_garanzie_nelle_comunicazioni
4) http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Communications_Commission
5) http://qz.com/351963/what-americas-historic-net-neutrality-rules-mean-in-plain-english/
6) http://techcrunch.com/2015/02/26/come-and-get-your-net-neutrality-hot-takes/
7) http://mashable.com/2015/02/26/verizon-morse-code/
8) http://www.yesmagazine.org/people-power/the-internet-is-my-lifeline-hip-hop-artist-jasiri-x-on-the-fccs-net-neutrality-vote
9) http://www.wired.it/attualita/politica/2015/02/27/neutralita-rete-vittoria-dellattivismo-dei-cittadini/
10) http://www.hwupgrade.it/news/web/obama-a-favore-della-net-neutrality-internet-come-servizio-pubblico_54841.htm
11) http://www.hwupgrade.it/news/web/obama-a-favore-della-net-neutrality-internet-come-servizio-pubblico_54841.html
12) http://www.wired.com/2015/02/google-net-neutrality/
13) http://www.improntaunika.it/2014/06/internet-per-tutti-google-investe-1-mld-dollari-satelliti/
14) http://www.lastampa.it/2014/02/24/tecnologia/zuckerberg-porteremo-internet-a-tutti-NSbBatfDnzD7bL9GC6XKuI/pagina.html
15) http://qz.com/355998/europe-doesnt-need-net-neutrality-because-broadband-market-anarchy-is-working/
16) http://www.lastampa.it/2015/03/01/economia/banda-larga-renzi-preme-per-un-accordo-tra-i-privati-eDYOrX0FMojiOIRPQOJpGK/premium.html
17) http://www.internazionale.it/opinione/gian-paolo-accardo/2015/03/05/roaming-telefoni-europa

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Pubblicato da nel 5 marzo 2015 alle ore: 21:12. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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