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Smartwatch, una figata utile o una figata e basta?

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Smartwatch, una figata utile o una figata e basta?

Smartwatch, una figata utile o una figata e basta?

E con questo direi che siamo al completo. In occasione della presentazione delle novità primaverili, evento svoltosi allo Yerba Buena Center di San Francisco il 9 marzo, Tim Cook, CEO di Apple, insieme alla nuova versione dell'I-Phone 6 e al nuovo Mac Book ha mostrato per la prima volta anche l'Apple Watch (Link 1), l'orologio con cui la Mela entra nel nuovo mercato degli smartwatch (Link 2). Con l'arrivo dell'azienda di Cupertino, infatti, la galleria dei produttori di smartwatch saluta l'arrivo del concorrente più temibile, quello abituato a sbancare i mercati grazie anche alla potenza di innovazioni sempre in anticipo sui tempi e ci da così la possibilità di fare un bilancio sia pure, come sempre per i gadget elettronici, aperto a future possibili evoluzioni, sulla reale utilità di questo particolare oggetto. Partiamo allora da un dato di fatto che a pochi giorni dall'evento targato Apple appare ormai chiaro. Questa volta non solo Cupertino non ha inventato un mercato, proponendo un oggetto fino ad allora inesistente, come è successo con l'I-Phone e con il l'I-Pad, non solo non ha superato di colpo tutti gli avversari, come è accaduto con i suoi celebri Mac Book ma addirittura si è limitato a entrare nel settore quasi in punta di piedi. L'Apple Watch, infatti, non offre nessun particolare vantaggio pratico rispetto ai concorrenti (Link 3). Svolge le stesse identiche funzioni e, per ora, non fa rivoluzioni nemmeno laddove era lecito attendersi qualcosa di più degli altri, cioè nelle applicazioni (Link 4). L'apple watch ha numerose applicazioni dedicate ma nessuna capace veramente di rispondere alla domanda chiave: perché dovremmo comperare anche uno smartwatch dopo lo smartphone?  Se nemmeno la mitica Apple è riuscita a differenziare realmente il suo smartwatch, dal punto di vista delle funzioni, da un qualsiasi smartphone, per quale ragione dovremmo accollarci il pensiero di un altro gadget elettronico da curare, di un altro carica batterie da portarci dietro, spendere altri soldi e così via? La risposta oggi è finalmente arrivata: non c'è nessuna ragione valida per farlo. Se i gadget elettronici hanno il compito di facilitarci la vita, lo smartwatch per ora non fa niente di tutto questo.  Tuttavia se dal punto di vista smart Apple non è riuscita a risolvere nessuno dei dubbi che hanno accompagnato gli orologi elettronici connessi a Internet fin dal loro apparire, cioè dal 2011, quando Motorola per prima propose il concpet, non si può negare che, come sempre, l'operato di Cupertino non abbia una sua forza e uno scopo ben preciso. Uno scopo, questa volta, puramente commerciale. Gli analisti sono pronti a scommettere che utile o no, lo smartwatch venderà in poco tempo oltre 20 milioni di pezzi.
Con il suo smartwatch la Apple punta sulla forza del brand per entrare per la prima volta nel settore della moda. Avere uno smartwatch Apple al polso non servirà poi a molto, ma sarà figo. Per questa ragione è stato particolarmente curato il design, come sempre, chiaro, ma operando al limite delle possibilità offerte dall'oggetto e schiacciando tutti i concorrenti, per questo è stato tenuto alto il prezzo, non solo più alto della media, e anche questa non è una novità, ma decisamente più alto, e per questo le modalità di vendita sono state rese simili a quelle di un abito di alta moda. Gli smartwatch Apple potranno essere acquistati esclusivamente, almeno per ora, in un limitato numero di punti di vendita, proprio come accade per gli abiti griffati nelle show room. Comprensibile quindi che Vogue abbia subito sposato il nuovo gadget con una serie di tweet entusiasti. Tanto più che è previsto anche un modello laminato in oro dal prezzo superiore ai 1.000 euro, contro i quasi 400 del modello base.
Tuttavia ai più pratici fra i nostri lettori, possiamo dire che di fronte a smartwatch non particolarmente attraenti e con nessuna vera funzione aggiuntiva rispetto agli smartphone e a un applewatch che mai come oggi punta sull'immateriale, sul fascino della mela e poco sulla sostanza, la cosa sensata è non farsi prendere dalla smania e stare alla finestra. Lasciando che a preoccuparsi siano i fabbricanti di orologi, in particolare di quelli svizzeri (Link 5), o qualche analista che vede nella strada intrapresa da Apple addirittura l'inizio di un possibile incubo (Link 7).  Ma mi raccomando: tenendo sempre le orecchie aperte. Perché se poi improvvisamente per gli smartwatch dovessero aprirsi strade particolari e dedicate, per esempio nel campo della medicina Link 7 e 8), ecco allora che varrebbe anche la pena di affrontare una spesa rilevante.

1) https://www.apple.com/it/watch
2) http://tecnologia.uncome.it/articolo/che-cos-e-uno-smartwatch-11832.html
3) http://www.wired.it/gadget/accessori/2015/03/11/i-rivali-di-apple-watch/
4) http://www.iphoneitalia.com/scopriamo-tutte-le-app-pre-installate-su-apple-watch-569719.html
5) http://www.iphoneitalia.com/lapple-watch-potrebbe-causare-la-crisi-dellindustria-svizzera-orologiera-569758.html
6) http://mashable.com/2015/03/10/my-apple-watch-nightmare/
7) http://www.dday.it/redazione/15905/apple-entra-nella-ricerca-medica-con-researchkit-ed-e-open-source
8) http://www.intelligonews.it/articoli/21-agosto-2014/19096/uno-smartwatch-per-conoscere-e-combattere-il-parkinson

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Pubblicato da nel 12 marzo 2015 alle ore: 16:04. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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