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Compagnie telefoniche e cattivi pagatori una storia italiana

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Compagnie telefoniche e cattivi pagatori una storia italiana

Compagnie telefoniche e cattivi pagatori una storia italiana

Alzi la mano chi non ha mai provato la forte tentazione di mandare a quel paese il proprio operatore telefonico. Disservizi, servizi attivati e mai richiesti, bollette contestate e nessuna disponibilità al dialogo ma al contrario arroganza degli operatori che però, come si sa, non rispondono a proprio piacimento ma secondo precisi protocolli messi a punto dalle aziende che li impiegano, difficoltà ad attuare i passaggi di gestore, per non parlare di quell'irritante “dipende dal suo cellulare, dal suo telefono, dalla sua linea, dal suo pc” che ci sentiamo prontamente controbattere quando segnaliamo un problema, mai una volta che partissero da un amichevole “intanto vediamo se è colpa nostra”, e naturalmente questo è solo l'inizio di una lista che sarebbe lunghissima, e chi più ne ha più ne metta.
Di fronte a questa autentica mattanza che colpisce gli utenti, sarebbe lecito aspettarsi che le varie autorità preposte e il legislatore in testa arrivassero finalmente non solo a studiare severissime norme a tutela dei consumatori ma sopratutto a garantire la ferrea applicazione di queste regole. E invece ad aprile dell'anno scorso arriva l'ennesima notizia bomba. Il Garante della Privacy (Link 1) avvia una consultazione pubblica finalizzata alla creazione di una banca dati dei morosi nel settore delle Tlc (Link 2). Detto in parole chiare, su questo registro, che sarà a disposizione delle compagnie telefoniche, finiranno tutti coloro che hanno conti in sospeso con un qualsiasi gestore telefonico. Esattamente come accade nel CRIF (Link 3), la banca dati degli istituti di credito, e come gli istituti di credito, anche le compagnie telefoniche potranno rifiutare agli iscritti nel registro la possibilità di ottenere una utenza. Immediatamente, dopo la pubblicazione della notizia, si è levato il coro di no da parte di tutte le associazioni che difendono i consumatori (Link 4) e di esperti di questioni legali (Link 5). Numerose le obiezioni, cominciando da quelle di metodo, appunto, sul fatto che in un paese nel quale gli utenti vengono vessati dalle compagnie, ci si preoccupa delle seconde invece che dei primi. Certo è che il paragone fra il nascente albo dei cattivi pagatori telefonici e quello utilizzato dagli istituti di credito poggia su basi assai labili. I crediti vantati da banche e istituti di vendita rateale o di prestiti sono dimostrabili e certi, quelli delle Tlc soggetti a contestazioni. Contestazioni che quando arrivano alla definizione vedono gli utenti prevalere in misura molto maggiore delle Tlc. E allora?
Il registro serve a risolvere il problema del turismo telefonico, sostiene Antonello Soro, presidente della Autorità Garante per la privacy (Link 6). Turismo telefonico, cioè la pratica di abbandonare un operatore lasciando bollette insolute più o meno corpose. Un problema che "causa milioni di euro di perdite agli operatori. Perdite che poi ricadono sulle tariffe degli utenti onesti, che pagano regolarmente", insiste Soro. Allora è lecito attendersi che dopo l'istituzione del registro le Tlc, finalmente al riparo da questa emorragia, abbasseranno le tariffe. “Il Garante non ha elementi puntuali per poter valutare l’effetto della banca dati sulle bollette telefoniche (Sit). Si ritiene, però, che con questa riforma i maggiori costi sostenuti dagli operatori a causa dei mancati introiti per gli utenti morosi non saranno più scaricati anche su chi è in regola con i pagamenti”, ci rispondono dagli uffici del Garante. Una risposta diplomatica, ma sappiamo che proprio sul condizionale le Tlc hanno costruito il sistema che conosciamo. Dovrebbero fare in un modo ma fanno regolarmente in un altro. Per cui ci sentiamo di affermare che manco per niente. Le tariffe resteranno invariate. “In realtà le Tlc non sono interessate a colpire i propri clienti, a vessarli”, ci dice l'Avv. Gianluca Di Ascenzo, membro autorevole del Codacons, “Ci confermano che l'albo serve realmente per colpire coloro che magari aderiscono a un'offerta che prevede l'acquisto rateizzato di uno smartphone o di un tablet e poi spariscono senza pagare”. Solo che oggi provate ad aderire a offerte di questo tipo. Vi sarà detto che bisogna accettare di passare per un istituto di vendita rateale. Come avviene per le macchine o per altri elettrodomestici. Cioè la Tlc, nel caso dello smartphone o del tablet, si serve di chi ha già la possibilità di accedere al già citato CRIF per valutare l'acquirente, e, nel caso di risposta positiva, incassa l'intero importo, che poi a chi non paga ci pensi l'istituto rateale. Resterebbero dunque solo coloro che per non pagare una bolletta cambiano operatore da un giorno all'altro. No, decisamente. Non c'è niente da fare. Da qualsiasi parte si guardi la cosa, sembrerebbe che tutte quelle avanzate dalle Tlc sono solo scuse. Nel mirino per ora non ci sono solo i cattivi pagatori, bensì la possibilità stessa di sottrarsi alla persecuzione di una bolletta errata ma nonostante questo strenuamente difesa dall'operatore coinvolto nella contestazione. Chiunque si è trovato ad aver a che fare con una bolletta sbagliata ha potuto verificare non solo la farraginosità dei meccanismi a difesa degli utenti, ma addirittura di come spesso l'operatore tiri diritto nella sua richiesta, impermeabile a ogni obiezione. Molti utenti hanno la fortuna di riuscire a farsi tutelare da una associazione, ma la maggior parte si trova a dover scegliere fra il pagare o l'aprire una causa che seppure di sicuro esito favorevole richiede l'anticipo del costo di un avvocato, anni di attesa e tempo da dedicarle. Chiaro che molti di fronte a tutto questo preferiscano migrare e buonanotte al secchio. Indifeso, lasciato solo a se stesso, l'utente sceglie la strada più veloce. Non vogliamo giustificare queste pratiche, ma nemmeno arrivare a vedere, con l'albo, il classico cornuto e mazziato. Scherzi a parte. Nonostante le tante obiezioni fatte e, anche quelle non fatte ma pensate, il Garante per la privacy, tira diritto. Pochi mesi dopo l'annuncio apre il tavolo di trattativa (Link 7) e alle tante associazioni di difesa dei consumatori non resta che sedercisi e cercare di rendere il più corpose possibili le tutele per gli utenti.
Stiamo cercando di alzare l'importo del debito minimo per finire sull'albo”, ci spiega ancora l'avv. Di Ascenzo, Codacons, “così come il numero di avvisi che l'utente deve ricevere. E ancora di difendere chi non è che non vuole pagare, ma si trova improvvisamente nell'impossibilità di farlo. Proveremo a cercare ancora altre idee, a istituire adeguati controlli sulle modalità di iscrizione e su come il registro verrà gestito”. Tutte cose certamente importanti. Ma resta il fatto che non solo il percorso non si è, come a nostro modo di vedere sarebbe stato giusto, fermato, ma procede sulla falsariga delle affermazioni pretestuose delle Tlc. Sarebbe importante, almeno, che questi tavoli, uno è in programma proprio in queste ore, oggi 17 marzo, rispondessero a una domanda fondamentale: in caso di contestazione di una bolletta, quando e perché si potrebbe finire nell'albo? “Tutti gli utenti che hanno aperto un contenzioso con le società telefoniche, contestando la correttezza di una bolletta, dovrebbero, ad esempio, essere esclusi dall’inserimento nella banca dati”, ci hanno risposto ancora dall'Ufficio del Garante. Ma siamo sempre lì, al condizionale. Nel settore del credito finanziario la percentuale di insolvenze si aggira intorno al 25%, per le Tlc invece si valuta intorno al 5%, dato che se tutti i condizionali diventassero realtà, togli questo, togli quest'altro, dovrebbe scendere ulteriormente. Siamo proprio sicuri che l'albo sia il solo e unico strumento valido per difendersi da questa minima percentuale? Siamo proprio sicuri che le Tlc stiano facendo questo sforzo per colpire ciò che resta della percentuale, tolte tutte le eccezioni ipotizzate? Siamo proprio sicuri che le Tlc, proprio quelle compagnie alle quali non riusciamo in nessun modo a spiegare quando non vogliamo essere disturbati da offerte di qualsiasi tipo e dalle quali non riusciamo a ottenere una assistenza che eviti continui travasi di bile, non forzeranno poi l'uso di questo registro?

1) http://www.garanteprivacy.it/
2) http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3057552
3) http://wikiprestiti.org/crif/
4) http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/27228_sit-consumatori-all-attacco-no-a-banca-dati-tlc-dei-clienti-inaffidabili.htm
5) http://www.laleggepertutti.it/49707_cattivi-pagatori-delle-compagnie-telefoniche-una-banca-dati-come-la-crif
6) http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3645016
7) http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/12/23/news/database_morosi_telefonia-103574197/

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Pubblicato da nel 17 marzo 2015 alle ore: 22:40. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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