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Quando il web spia la nostra salute e vende il nostro profilo clinico

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Quando il web spia la nostra salute e vende il nostro profilo clinico

Quando il web spia la nostra salute e vende il nostro profilo clinico

Avete digitato recentemente il nome di una malattia sul vostro motore di ricerca? Ebbene se un domani nemmeno troppo lontano dovessero rifiutarvi un lavoro o crearvi problemi su quello che avete già, potrebbe dipendere proprio da questa ricerca. E non importa se l'avete fatta per fare un favore a un amico poco pratico di Internet, per semplice curiosità o perché a essere colpito è stato un vostro familiare. Su quelle ricerche qualcuno potrebbe aver costruito una cartella clinica su di voi e averla venduta alle grosse agenzie che cercano personale per le aziende o alle quali le aziende si rivolgono per selezionare fra i Cv pervenuti. A lanciare l'allarme è stato il sito di informazioni web Motherboard, alla fine di febbraio, con una dettagliata e completa analisi della situazione americana (Link 1). Ma è chiaro che quanto esposto da Motherboard potrebbe essere esteso agli utenti italiani. Fino ad ora chiunque avesse voluto raccogliere violando la privacy informazioni sanitarie su una o più persone aveva due sole strade. Violare o il Sistema nazionale sanitario, in particolare il Fascicolo sanitario elettronico (Link 2) nelle regioni dove è già operativo, o una delle tante applicazioni create per aiutarci a gestire le attività di fitness ed evolutesi fino al punto di diventare molto più che un semplice Fascicolo sanitario (Link 3,4 e 5 ). Da qualche tempo, invece, pare che si sia aggiunta una nuova possibilità, quella di utilizzare, appunto, le ricerche che ormai quasi tutti noi facciamo sul web sia per ragioni, purtroppo, serie, sia solo in preda a crisi di ipocondria dopo aver letto o sentito parlare di malattie meglio ancora se rare ed esotiche. Il tutto senza entrare nel pericoloso terreno del furto di dati ma restando nei limiti della meno grave violazione della privacy. Perché, in un certo senso, si può quasi dire che a metterle nelle loro mani queste informazioni siete stati proprio voi. Come? È presto detto. Quando gli sviluppatori allestiscono un sito, spesso più per facilità d'uso che altro, si servono di alcuni tools (Link 6), come per esempio Google Analytics (Link 7) o Add-This, che prevedono l'invio a terze parti di informazioni in forma anonima. Detto ancora più semplicemente questo significa che se cercate, sempre per esempio, informazioni su Ebola e cliccate sul primo sito che trovate in testa al risultato, molto probabilmente questo sito invierà a terze parti la vostra visita. È il meccanismo, per intenderci, che permette alle aziende di inviarvi pubblicità mirata. Solo che nel caso che ci interessa, quello delle vostre ricerche in campo medico, chi poi riceve queste informazioni, potrebbe forzare la mano e mettere in pratica ulteriori azioni volte a identificarvi con tanto di nome e cognome. Dopo, basta avere un po' di pazienza e il dossier su di voi sarebbe pronto a essere venduto ad acquirenti che possono andare da compagnie assicurative, che devono valutare se e a che prezzo farvi una polizza, alle grandi aziende in cerca di manager e personale specializzato. E dunque che fare? Nel dubbio che tutto questo sia vero, ovviamente la prima cosa è smettere di effettuare ricerche di carattere sanitario sul vostro Pc. Se proprio dovete, recatevi a un centro Internet e ricordatevi di non dare nessun tipo di riferimento personale nel corso della navigazione. Oppure, cosa ancora migliore, in questo momento ricorrere a qualcuna delle applicazioni che abbiamo citato prima. Ce ne sono di ottime, come Health Vault di Windows, Dossia e Web Md (Vedere ancora link 3, 4 e 5). Fino al 2013 c'era anche Google, con Google Health, ma non riuscendo a dare all'applicazione la diffusione sperata, Mountain View ha deciso di sopprimere il servizio (Link 9). Grazie a queste applicazioni, infatti, è possibile non solo tracciare la nostre attività di fitness ma anche costruire un dossier sanitario completo su di noi e sulla nostra famiglia nonché di servirsi di una serie di funzioni aggiuntive per ottenere set completi di informazioni sulle patologie inserite, elenchi di medici e ospedali in grado di intervenire al meglio e altro ancora. Non è invece utile, per questo tipo di ricerche, laddove esiste già, il Fascicolo Sanitario Elettronico (Link 10), uno strumento istituito nel quadro della digitalizzazione del sistema sanitario operata dal governo italiano (Link 11) per adeguarsi alle innovazioni portate dall'E-health. Il Fascicolo, infatti, è una pagina web destinata a raccogliere tutti i dati medici di un cittadino e sulla quale ciascuno di noi ha diritto di intervento, potendo anche scegliere di oscurare delle parti che non si ritengono veritiere o che sono sorpassate ma non fornisce risposte dirette come invece succede con le applicazioni citate. Ma proprio al Fascicolo Sanitario Elettronico dedicheremo uno dei prossimi interventi, visto che pone alcune delle problematiche più interessanti vissute dal nostro paese nel suo tentativo di adeguarsi alla modernità.

1) http://motherboard.vice.com/read/looking-up-symptoms-online-these-companies-are-collecting-your-data
2) http://it.wikipedia.org/wiki/Fascicolo_sanitario_elettronic
3) https://www.healthvault.com/it/it
4) http://www.dossia.org/
5) http://www.webmd.com/phr
6) http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_Explorer_Developer_Tools
7) http://www.google.it/intl/it/analytics/
8) http://www.addthis.com/
9) http://www.google.com/intl/it/health/about/
10) http://fse.clusit.it/views/Homepage.html
11) http://www.camera.it/camera/browse/561?appro=257&La+sanit%C3%A0+digitale+-+eHealth#paragrafo1487
12) http://it.wikipedia.org/wiki/E-health

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Pubblicato da nel 24 marzo 2015 alle ore: 21:26. Archiviato sotto Innovazione,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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