Socialize

Marco Lombardi, tra Sant’Agostino e il contemporaneo

Print Friendly, PDF & Email
Marco Lombardi - "Quid est ergo tempus?"

Marco Lombardi - "Quid est ergo tempus?"

"Quasi una cantata" per voce, archi, clavicembalo e percussioni: così si potrebbe definire "Quid est ergo tempus?", l'opera composta da Marco Lombardi e commissionata da laVerdi, che il 4 agosto al Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso a Milano aprirà la rassegna di musica sacra Nutrire lo Spirito. Primo dei 12 appuntamenti a ingresso gratuito previsti dalla rassegna (che si svolge nelle chieste storiche milanesi e fa parte della programmazione pe Expo 2015), l'opera è suddivisa in nove movimenti da eseguire senza soluzione di continuità e propone testi tratti dall'XI Libro delle Confessioni di Sant'Agostino. "Quid est ergo tempus?" verrà eseguita da laBarocca, ensemble specialistico fondato e diretto da Ruben Jais, a cui si aggiungono tre percussionisti e la voce del soprano Giulia Semenzato sia per il canto in latino che per la recitazione dei passaggi in traduzione italiana da Le Confessioni di Sant'Agostino (nella seconda parte del concerto anche lo Stabat Mater di Pergolesi, con il mezzosoprano Benedetta Mazzuccato). Abbiamo incontrato Marco Lombardi per discorrere di musica e dintorni.
La sua carriera sta vivendo un’interessante crescita: questo significa che fare musica può concretamente diventare un lavoro?
In Italia le istituzioni che, districandosi fra mille difficoltà, decidono di commissionare nuove composizioni non sono numerose ma pure esistono. Questa è una delle poche vie attraverso cui chi crea musica per così dire autonoma, cioè svincolata da altre espressioni (penso al canale delle musiche per film o alle musiche di scena), può coniugare il verbo comporre con l'espressione "lavorare dietro remunerazione". All'estero è certo meglio ma anche in realtà considerate fino a ieri molto interessanti (ad esempio la Germania o la Francia) le cose sono cambiate magari a favore di una più o meno latente forma di protezionismo per cui le commissioni sono affidate preferibilmente ad autori locali. D'altra parte da sempre i compositori hanno affiancato al lavoro strettamente creativo altre attività quale ad esempio la stessa direzione d'orchestra (non è il mio caso) l'insegnamento. Ricordiamoci poi che un grande come il compositore americano Charles Ives fece l'assicuratore per tutta la vita!
Dove possono stare le ragioni del successo della musica contemporanea?
Sicuramente in un difficilissimo quasi irraggiungibile punto di equilibrio fra le ragioni della ricerca e quelle della fruizione. Credo che sia doveroso per un compositore seguire il proprio percorso artistico senza compromessi ma anche senza chiusura nei confronti di coloro che alla fin fine raccoglieranno dal mare quella bottiglia nella quale il compositore ha inserito il proprio messaggio (prendendo il termine nel senso più ampio possibile). Cosa so io di loro? Quello che so o credo di sapere è pertinente al mio lavoro?
Volendo dare dei consigli a giovani compositori: come avviene in Italia il contatto fra un artista e il suo committente?
Credo che i consigli siano sempre gli stessi e cioè armarsi di grande pazienza, lavorare sodo e fare anticamera. Alla base di tutto ovviamente deve esserci una profonda convinzione nel valore del proprio lavoro (e non è male se talora essa dovesse risultare venata qua e là da una vena di follia...). Naturalmente è molto utile individuare e fare proprie le eventuali ragioni del committente ossia comprendere che cosa può interessare in quella specifica condizione, avendo poi le capacità di tradurre ed inserire tutto questo nel proprio orizzonte espressivo e linguistico.

Articoli che potrebbero interessarti

  • 72
    Intervista al musicista Nico Catacchio, in occasione dell'album The Second Apple, Fo(u)r 2012. Un album molto intenso e sentito il tuo.  Avremmo la tentazione di dire “quasi autobiografico”, intuendo qualcosa anche dai titoli dei brani… Io credo che sia arrivato di nuovo un momento storico in cui artisti, intellettuali e…
    Tags: è, in, non, per, musica, come, più, i, si, ad
  • 66
    CAP. III Due donne infelici Gregorinne è sveglia dall’alba. Quante volte ha provato a girarsi per cambiare posizione, ma solo dopo vari tentativi andati a vuoto ci è poi riuscita. Fa leva solo sulle sue braccia pur sapendo che neanche queste le danno tanta garanzia di forza, ma rappresentano le…
    Tags: per, si, non, è, in, i, come, nel
  • 66
    Intervista a Francesco Cataldo, in occasione del suo album Spaces (leggi la recensione) Qual è il significato del titolo che hai scelto per il tuo album? L’ idea di “Spaces”, in questo caso “spazi sonori”, mi ha sempre affascinato sin da quando ho cominciato a comporre. “Spazi” significa dare, donare…
    Tags: in, per, è, musica, si, i, proprio, come, delle
Pubblicato da nel 28 luglio 2015 alle ore: 9:21. Archiviato sotto Interviste,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>