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Premio Poggio Bustone: i PERSONИE, tra Battisti e Pessoa

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PersonneSi sono classificati al secondo posto all'ultima edizione del Premio Poggio Bustone, organizzato come ogni anno nella cittadina che ha dato i natali al mitico Lucio Battisti: sono gli abruzzesi Andrea Astolfi e Manuel Borgia, alias i PERSONИE, che venerdì scorso alla finale del concorso hanno convinto la giuria capitanata dal musicista Marco Testoni con la loro canzone "Signore, Signora". Li abbiamo incontrati per farci raccontare la loro storia.

Come è stata l’esperienza del Premio Poggio Bustone, per te Andrea che l’hai vissuta in prima persona e per te Manuel che invece hai potuto viverla solo da lontano?
A: Un’esperienza bellissima, un percorso lo chiamerei. Dall’invio delle tracce audio delle canzoni, all’audizione a Grottaferrata, fino alla finale insolita – dato il tempaccio, quello atmosferico naturalmente – ed il secondo posto da noi conquistato. La famiglia Lafiandra, organizzatrice del Premio è stata davvero cortesissima e professionale in ogni aspetto e momento del Premio. davvero tanto onore per Lucio Battisti, a cui il Premio mira. E' stata un’occasione di crescita, conoscenza e nuove amicizie! Che dire.. nel segno di Lucio Battisti “tu chiamale se vuoi emozioni”.
M: "..La tua assenza è un assedio.." diceva il grande Piero Ciampi...
Cosa pensate sia piaciuto della vostra canzone?
A: Credo l’originalità e la freschezza. La musica di “Signore, Signora” respira (quanto meno tende) le atmosfere dell’ultimo Battisti, quello panelliano ed essendo a Poggio Bustone, il paese natale di Lucio, era azzeccatissima la cosa. Poi la bellezza del testo di Manuel. Infine la mia voce e l’interpretazione credo abbiano funzionato. Abbiamo fatto bene. Questo credo.
M: La sincerità. E dunque la semplicità, accompagnata tuttavia da un certo spessore. Si sente che dietro ci sia stato un grande lavoro. La gente non è sciocca.
E’ vero che dovete la nascita di Personne a Lucio Battisti? Come è andata? E perché la scelta di questo nome?
A: Siamo nati grazie all’ascolto di “Don Giovanni” di Battisti. Io conoscevo benissimo il Battisti-Mogol ma non bene il “periodo bianco” di Battisti. Manuel mi fece ascoltare l’album di “Don Giovanni” di Battisti e me ne innamorai. Abbiamo ascoltato quell’album non so quante volte, nei pomeriggi grigi invernali, alla sera, al mattino appena in piedi. è stata un’iniziazione fortissima per noi. una possibilità. uno slancio vigoroso. Sul nome abbiamo riflettuto molto. Io ho proposto il nome PERSONИE a Manuel ed è piaciuto subito. Abbiamo passato al setaccio altri ipotetici nomi, ma poi abbiamo deciso appunto per PERSONИE. Mi piace il gioco che si crea attorno a questo nome. Personne di fatti è una parola francese che significa a seconda dei casi: nessuno o persona. Ma Personne, come la parola italiana Persona, deriva dalla parola latina Persona-ae che significa a sua volta maschera. AQindi: nessuno, persona, maschera. Una bella triade. E in che successione? Alla parola “maschera” poi l’occhio salta subito a Pirandello “uno, nessuno e centomila”. Il che non è sbagliato; tuttavia, person(n)almente preferisco la voce del grande poeta Pessoa. Lui direbbe così: “una sola moltitudine”.
M: La scelta del duo la dobbiamo a Qualcun altro: Colui o Colei che abbiamo cantato... Certamente la passione per Lucio (soprattutto quello del "periodo bianco" con Panella) ci influenza tuttora nella musica che realizziamo. Il nome poi è stato l'ultimo di una lista smisurata. Ma quello più vero: Siamo Tutti Nessuno...
Siete entrambi autodidatti e non avete un passato musicale: questo è un punto di forza o una debolezza?
A: L’essere autodidatti è stata fin da subito la nostra forza, e credo, per contro, sia anche la nostra debolezza. Tuttavia questo ci permette di scavalcare facilmente i triti luoghi comuni del settore, rispetto a chi (per quanto sia bene) ha una formazione accademica alle spalle. Io credo (e da quanto ne so anche Manuel) fortemente alla naturalezza delle cose, al loro dispiegamento necessario. Nel mondo della canzone poi, non credo si troppo utile una formazione accademica fitta o di alcun tipo. Basta guardarsi attorno o addietro. O meglio, avanti – che è il massimo –. Non c’è, fortunatamente, nessuna scuola in proposito. Ma c’è tanto tanto da ascoltare, capire, osservare. L’accademia spesso educa e così facendo distorce. Io non ho mai creduto nell’insegnamento di tipo accademico. Credo che chi abbia da dire qualcosa, prima o poi dirà. Il resto sono chiacchiere.
M: Sicuramente entrambi, dipende dalla circostanza specifica. Ma io ho sempre avuto un debole per i "cani sciolti". La Saggezza del Profano...
Non pensate che a lungo andare forse la mancanza di tecnica (sia per la musica che per il canto) possa essere un limite?
M: A volte è proprio la consapevolezza a costituire un limite. Detto questo, non è certo un alibi questa "mancanza". Ma solo un punto di partenza.
In cosa siete diversi dagli altri?
A: Semplice: non siamo come gli altri. Siamo semplicemente noi stessi. Poco?
M: Chiediamolo agli altri...
Quali sono i vostri riferimenti musicali?
A: Dalla, Battisti. Un grandissimo amore per Piero Ciampi, un occhio tesissimo alla vera musica odierna: l’elettronica. E poi una grande considerazione per il rap italiano underground.
M: Sono profondamente contento che giungano all'ascolto: Battisti "bianco" innanzitutto e poi Dalla, un altro principe. E poi le sonorità elettroniche. Ma Tutto Ciò che abbia comunque eleganza. Ecco, una cosa la posso dire, e senza presunzione: è l'Eleganza la nostra lingua madre.
Quanto è difficile occuparsi al tempo stesso sia della produzione artistica sia della promozione (e quali obiettivi vi ponete)?
A: E' molto difficile. Ma più che difficile, costa tante energie. E quindi spesso si finisce per impiegare più energie nell’organizzazione che nella creazione, che comunque è il momento più reale e prometeico. L’organizzazione è tutto. La creazione è il tutto.
M: Una grande faticaccia, ma estremamente necessaria. Si fa di necessità virtù, come si suol dire.
Dopo questa bella conferma del Premio Poggio Bustone, quali sono i vostri progetti?
A: Abbiamo registrato altri 4 singoli a giugno. Dovrebbe uscire il nostro primo E.P. a breve. E poi vorremmo partecipare ad altri concorsi e premi. Questo è solo l’inizio e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Ad Maiora!
M: La Grande Meta è Sanremo... Intanto, si medita e si canta... Sul nostro profilo fb vi aggiorneremo, seguiteci!

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Pubblicato da nel 11 settembre 2015 alle ore: 0:34. Archiviato sotto Interviste,Musica. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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