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Vajont, una rabbia più grande della pietà

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Vajont, una rabbia più grande della pietà

Vajont, una rabbia più grande della pietà

La tragedia del Vajont, la terribile frana che nella notte del 9 ottobre 1963 distrusse interi paesi della valle del Piave, al confine fra Veneto e Friuli causando quasi 2.000 morti non ha mai smesso di essere ricordata e celebrata per quello che purtroppo è, oltre che uno degli eventi più neri della nostra storia recente come un momento cardine dello sviluppo della speculazione ambientale ed edilizia, cioè di quel crimine che non si preoccupa di rischiare la vita di migliaia di persone pur di realizzare immensi e rapidi profitti. Oltre che nella memoria delle persone, non solo di quelle che l'hanno vissuta direttamente o indirettamente, ma anche di tutti gli italiani, la tragedia del Vajont è stata oggetto di importanti eventi culturali. E su tutti svetta il magnifico e doloroso affresco disegnato da Marco Paolini con il suo spettacolo teatrale. Da qualche tempo, però, un altro spettacolo, decisamente più piccolo ma non per questo meno denso, tanto da meritare parole di apprezzamento proprio dallo stesso Paolini, si sta facendo conoscere, sia pure, per ora, nelle terre strettamente toccate dal disastro. Si tratta di “Vajont, una rabbia più grande della pietà”, spettacolo costruito dal Teatro Del Fiume, una comunità di artisti che sta facendo bene operando fra Veneto e Friuli.
Il titolo dello spettacolo è una frase, ormai celebre, scritta da Tina Merlin, la scrittrice e giornalista che più di ogni altro si batté a suo tempo per portare alla luce la vera origine della tragedia del Vajoint, più che imponderabile evento naturale un vero e proprio crimine compiuto con la complicità di molti amministratori pubblici. Ben consci dei limiti delle proprie possibilità organizzative e della presenza di un mostro sacro come lo spettacolo di Paolini, i ragazzi del Teatro Del Fiume hanno scelto per la loro drammaturgia un versante più intimista. Nel corso della rappresentazione ascolteremo il racconto della tragedia fatto da chi quella sera morì trascinato via dalle acque. Senza però che questa scelta intimista diventi una rinuncia alla denuncia sociale, aspetto che completa lo spettacolo con un puntiglioso ricordo delle responsabilità di chi il crollo del Vajont avrebbe potuto evitare invece di causarlo.
“Vajont, una rabbia più grande della pietà” andrà in scena, ingresso gratuito, la sera del 9 ottobre, anniversario della tragedia, a Caerano di S. Marco, presso il teatro adiacente alla villa Benzi – Zecchini, in via Montello 61.

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Pubblicato da nel 6 ottobre 2015 alle ore: 15:27. Archiviato sotto Politiche Culturali,Teatro. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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