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La cecità evitabile e il lavoro delle ONG

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La cecità evitabile e il lavoro delle ONG

La cecità evitabile e il lavoro delle ONG

Le organizzazione non governative internazionali hanno ormai un ruolo insostituibile nel sostegno concreto a fasce di cittadini più deboli ed esposti oltre ad essere impegnate in zone del mondo spesso teatri di crisi umanitarie. La cronaca ci ricorda spesso i rischi ai quali queste ONG vanno incontro operando spesso al limite delle possibilità logistiche e, talvolta, nell’avversione dei paesi nei quali svolgono la propria missione. Tra le organizzazioni impegnate nella salvaguardia della salute dei cittadini più deboli, ma anche in grado di offrire gratuitamente interventi medici, CBM è forse quella che meglio rappresenta questo particolare settore dell’associazionismo. CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura delle forme evitabili di cecità e disabilità nei Paesi del Sud del mondo. All’interno di questo organismo internazionale, opera CBM Italia Onlus una ONG senza scopo di lucro attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono nei Paesi più poveri. I paesi nei quali presta la sua opera CBM sono naturalmente l’Africa, l’Asia e l’America Latina dove il concreto supporto e la proficua collaborazione con partner locali consente un proficuo ed efficace intervento nei settori specialistici della ONG: medico-sanitario, riabilitativo ed educativo. La mission di CBM Italia è impegnarsi per costruire una società migliore in cui ciascuna persona con disabilità possa avere un sostegno concreto che gli consenta di sviluppare le propire capacità e vivere la vita con serenità e al meglio delle proprie possibilità. Parte integrante del lavoro di CBM è anche lo sviluppo delle procedure che consentano ai cittadini nei Paesi in Via di Sviluppo di poter accedere ai servizi sanitari educativi e riabilitativi di qualità. Per conseguire questi obiettivi CBM non lavora solo con i progetti sul campo, ma anche attraverso campagne d’informazione utili a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della disabilità evitabile. Un tema che, evidentemente, è assai poco conosciuto dalla grande massa della popolazione. Lo scorso anno, tra il 10 e il 14 maggio, CBM ha commissionato ad AstraRicerche una ricerca sull’advocacy in Italia effettuando 1.574 interviste on line allo scopo di verificare l’opinione degli Italiani in merito a tematiche come l’ingiustizia, l’emarginazione e il disagio sociale. Il sondaggio ha fatto emergere un quadro interessante che conferma ancora una volta quanto l’impegno di CBM sia sempre più indispensabile. Gli italiani nella classifica della Buone Cause in cui è giusto impegnarsi collocano al primo posto le categorie vulnerabili (bambini, donne, anziani, persone con disabilità) e subito dopo i Paesi in Via di Sviluppo (lotta alla povertà, interventi nelle situazioni di crisi ed emergenze, prevenzione sanitaria, progetti educativi e formativi). È interessante notare come all’intervento di carattere sanitario si accompagna sempre anche l’esigenza di formazione ed educazione. Ma in base a cosa gli italiani scelgono una ONG piuttosto che un’altra? L’indagine condotta evidenzia che la scelta è determinata dai sentimenti che l’immagine stessa comunicata dall’Associazione a scopo benefico è in grado di comunicare al pubblico, primi tra tutti: sentimenti di solidarietà, desiderio di rendere la società migliore. Un altro elemento di grande interesse che emerge dal sondaggio riguarda l’attività di fund raising che le ONG svolgono normalmente per sopravvivere. Ebbene, gli italiani hanno dichiarato che i motivi principali per i quali non effettuano donazioni sono rappresentati principalmente dalla diminuzione dei guadagni/redditi, determinata dalla crisi, e la sfiducia circa il modo in cui vengono investiti i fondi raccolti. Tuttavia, è anche vero che ormai tutte le grandi ONG affiancano all’attività di fund raising anche una capillare opera di informazione su come vengono spesi i soldi raccolti. Anche il singolo, e piccolo, donatore sarà informato su come la sua piccola cifra è stata spesa.

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Pubblicato da nel 6 marzo 2016 alle ore: 21:57. Archiviato sotto Politiche Culturali,Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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