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Claudio Abbado e il suo impegno sociale

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Claudio Abbado e il suo impegno sociale

Claudio Abbado e il suo impegno sociale

E' notizia di ieri che il ministro Dario Franceschini ha lanciato un appello affinchè l'Unione Europea garantisca “il proseguimento dell’attività della European Union Youth Orchestra, la cui esistenza è a rischio a causa dell’assenza di finanziamenti che non le permettono di operare dal 1° settembre 2016”. Nella lettera, indirizzata al Commissario Europeo Educazione, Cultura Giovani e Sport, Tibor Navracsis, alla vigilia del Consiglio dei Ministri della Cultura UE che si terrà a Bruxelles, si sottolinea anche che “La EUYO costituisce con i suoi 160 elementi l’esemplificazione del comune patrimonio europeo ed un punto di forza della storia musicale dell’Europa unita. Il mio auspicio - prosegue il ministro - è che, in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri della Cultura dell’Unione Europea di domani, si possa trovare un momento per affrontare insieme questo tema urgente ed essenziale”. Ma cos'è la EUYO? E' l'orchestra giovanile europea fondata da Claudio Abbado. Una delle numerose iniziative di un grande artista da sempre impegnato a portare la musica ai più svantaggiati o semplicemente di diffonderne il messaggio tra i giovani. Una giovane studiosa napoletana, Maria Vittoria Arpaia, nel suo saggio appena pubblicato "Claudio Abbado, l'impegno sociale e l'attività culturale" (Aracne editore), pone al centro del suo lavoro non solo il grande direttore, ma l'impegno sociale che ne ha caratterizzato la lunga carriera internazionale. "E'durante il mio percorso di studi", dichiara Arpaia, "che sono stata sollecitata ad approfondire la figura di questo straordinario musicista che si è sempre distinto per il suo impegno tra i più deboli". Sin dagli anni '60 Abbado mostra "una linea di coerenza che lo porterà ad aprire La Scala, di cui era divenuto direttore stabile, ad un pubblico più vasto e non solo alle tradizionali cerchie di cultori che frequentavano da sempre il teatro milanese". Il libro di Arpaia ha l'indubbio merito di aver posto l'attenzione su questo aspetto di questo straordinario artista ma anche di aver cercato fonti testimoniali che potevano raccontare l'Abbado più nascosto e meno noto al pubblico. Un lavoro difficile condotto con pazienza che ha fatto emergere, ancora una volta, la volontà di Abbado nel portare avanti anche in Italia esperienze uniche come il "sistema" Abreu già ben consolidato in Venezuela. Si racconta, come riferisce Arpaia, di quanto "Abbado considerasse paradossale che in Venezuela ci fosse una realtà come quella del sistema Abreu e che in Italia, patria di di Giuseppe Verdi, un approccio del genere alla musica mancasse completamente". Se il libro di Arpaia può far ben sperare, appare altresì inquietante l'allarme lanciato dal ministro Franceschini. Il saggio di Arpaia su Abbado viene presentato proprio nei giorni in cui il ministro lancia il suo allarme all'Europa per non far cessare l'attività dell'orchestra EUYO. Forse i suoi colleghi a Bruxelles dovrebbero leggere il libro di questa giovane studiosa italiana, che parla di un gigante della musica italiano che ha donato la sua passione non solo a chi italiano non è, ma anche a chi ha vissuto ai margini della bellezza e della cultura.

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Pubblicato da nel 30 maggio 2016 alle ore: 21:50. Archiviato sotto Europa,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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