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La battaglia di Manuela

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La battaglia di Manuela

La battaglia di Manuela

(Chiara Graziani) - Quanto è difficile integrarsi in un paese diverso dal proprio? Tutti noi, in un mondo multietnico, siamo portati a farci domande di questo tipo, cercando di darci risposte nel miglior modo possibile. Io me lo chiedo incontrando Manuela, una ragazza di quasi 18 anni arrivata in Italia dalla Romania con il sogno di lavorare nell'Esercito e il desiderio di difendere le persone. Manuela si trasferisce in Italia per raggiungere la mamma, poco prima di compiere 10 anni, con l’impellente necessità di un intervento chirurgico. Quando arriva a Roma è affetta dalla sindrome di Klippel-Feil (palatoschisi). Quando si rimette comincia a frequentare le scuole di Roma e si imbatte nelle prime amicizie e quindi nelle prime difficoltà. Difficoltà dovute in primo luogo alla lingua.
“Non riuscivo a parlare italiano, quindi non mi capivano, è abbastanza difficile perché sono tante parole, tanti tempi verbali, quindi potresti sbagliare coniugazione” mi racconta Manuela. Dopo varie “esperienze di bullismo” ,come le definisce Manuela, “contraddistinte dall'indifferenza dei professori”, il difficoltoso approccio con i suoi nuovi amici e compagni cambia. Dopo aver sperimentato il disprezzo per le sue origini, conosce persone nuove, che si mostrano curiose nei suoi confronti. Nascono così in lei necessità e voglia di sentirsi italiana a tutti gli effetti, anche sotto l'aspetto burocratico. “Ho preso la cittadinanza da un mese circa, mi sento più integrata, più tranquilla. Prima non mi sentivo accettata” spiega Manuela. Come ben sappiamo non è facile acquisire la cittadinanza italiana, è un processo lungo e complesso che richiede determinati requisiti. Occorre aspettare dieci anni ma ci sono pratiche che velocizzano l'iter, come per esempio il matrimonio con un cittadino italiano. È andata così per Manuela, che grazie al matrimonio della mamma, ha raggiunto anche questo obiettivo, rappresentante un passo avanti nella sua integrazione in Italia.
Tuttavia la storia di Manuela non è solo composta da battaglie, attese e dolori, ma anche da esperienze positive ed emozionanti, come quando ha visto per la prima volta il mare. “È stata un'emozione fortissima!”

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Pubblicato da nel 9 giugno 2016 alle ore: 7:53. Archiviato sotto Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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