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Fingendoci Rom abbiamo sperimentato il disprezzo

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Fingendoci Rom abbiamo sperimentato il disprezzo

Fingendoci Rom abbiamo sperimentato il disprezzo

(Sara, Alessandra, Carlotta) - Cosa vuol dire essere rom? Un sabato pomeriggio, intorno alle 17, ci siamo riunite davanti al centro commerciale Primavera, a Roma a Centocelle. Eravamo cinque e ci siamo divise in due gruppi: uno da due e l'altro da tre fingendoci ragazze rom.  Avevamo scelto abiti che evocano il mondo rom, orecchini a cerchio, vecchie tute, leggins, scarpe rovinate e solo con un pò di terra sul viso per rendere la pelle più scura. Il gruppo da tre era formato da me, Sara e Carlotta, è rimasto davanti l'uscita del centro commerciale per chiedere l'elemosina. Siamo rimaste lì per circa una mezz'ora e abbiamo notato che buona parte degli italiani incontrati ci osservava con disprezzo e diffidenza. Infatti abbiamo raccolto solo qualche spicciolo offerto soprattutto da gente anziana.  Un episodio che ci è rimasto particolarmente impresso è stato un bambino che ci si è avvicinato e la madre lo ha tirato immediatamente verso di sé. Forse è stato in quel momento che ci siamo sentite ancora più diverse e disprezzate.
Protagoniste e testimoni contemporaneamente di cosa significa chiedere l’elemosina per i rom, ci siamo accorte della mentalità chiusa e limitata che ha gran parte della gente, anche perché non tutti i rom sono uguali come non lo sono tutti gli italiani. L’esperienza ci ha arricchito e ci ha fatto pensare a una famiglia rom, insediata a Roma da un pò di tempo, non povera però da chiedere l'elemosina, dunque lontana dal solito cliché.

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Pubblicato da nel 11 giugno 2016 alle ore: 8:00. Archiviato sotto Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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