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Un velo di pudore

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Un velo di pudore

Un velo di pudore

(Chantal Benedetti) - Nella sala della parrocchia, spartana e un po' fredda, Suor Lucia ci accoglie con cordiale disponibilità. E' una donna all'apparenza di circa sessant'anni, bassa, robusta e con un sorriso simpatico. Indossa un velo nero che le copre il capo. E' sudamericana, ma parla molto bene l'italiano, perché è venuta diverse volte nel nostro paese; ci dice che nei prossimi giorni tornerà in Venezuela.
- Buonasera, suor Lucia, grazie per questa possibilità che ci offre.
- Buonasera, ragazze, sono contenta di potervi essere utile, dite pure...
- Stiamo portando avanti un progetto per il nostro liceo. E' un periodo in cui si parla tanto di Islam e di donne coperte dal velo. Ci può aiutare a capire se ci sono differenze tra il velo di una donna musulmana e quello di una suora?
- Beh, il nostro abito caratterizza il nostro ordine, è come una divisa e il velo ne è parte.
- Non Lucia suora ma Lucia donna, che cosa prova a indossare il velo?
- E' la stessa cosa, perché io ho semplicemente seguito la mia vocazione, è stata una scelta libera e poi... ci sono le regole e si seguono.
- Ma lei è convinta dell'opportunità di queste regole?
- Beh, i capelli fanno parte della bellezza di una donna e quindi sono motivo di vanità. Con il velo siamo meno appariscenti e ci ricordiamo che non è sulla bellezza esteriore che dobbiamo fare conto. Noi non siamo sottomesse, ma comunichiamo che Dio vale di più di tutto.
- Dunque, il vostro velo può essere paragonato a quello di una donna araba?
- Forse in un certo senso sì, i motivi sono diversi, ma per entrambe significa pudore.
- Grazie, suor Lucia, buon rientro in Venezuela

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Pubblicato da nel 12 giugno 2016 alle ore: 8:53. Archiviato sotto Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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