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Gli Alberghi della Gioventù, i contributi di Pessina e Callegarini

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Gli alberghi della gioventù, i contributi di Callegarini e Pessina

Gli alberghi della gioventù, i contributi di Callegarini e Pessina

(Massimiliano Cajola) - Estate, oggi come ieri tempo di incontri,viaggi, turismo, per milioni di giovani di ogni parte del mondo. In questo pacifico flusso migratorio frutto del benessere, un posto non secondario, soprattutto per quanto fatto dagli anni sessanta in poi nel nostro paese, spetta all'organizzazione degli Alberghi della Gioventù che ha festeggiato quest'anno in Italia il settantesimo della fondazione. Lo ha fatto nel modo migliore, intitolando nel marzo scorso a Aldo Franco Pessina (1907-1984), il padre degli ostelli italiani, la nuova struttura di ospitalità inaugurata a Roma in una vecchia sede di via Cavour, “Casa Pessina” appunto. Sono passate vite e generazioni, ma il punto di forza dell'Associazione italiana è sempre quello: un ambiente confortevole, familiare, condiviso, aperto alle esperienze di incontro e di svago senza l'affanno della spesa proibitiva anche in località di alto valore turistico. Era il dicembre del 1945 quando il milanese Pessina, con lo sguardo rivolto al futuro, portava a conclusione il lungo percorso da lui intrapreso nel lontano 1938 per realizzare anche nell'Italia fascista, in tempi che sembravano di pace, una rete di ostelli dedicata ai giovani e a tutti gli escursionisti. Pessina era allora una personalità nota nel mondo dello sport, Presidente del Gruppo milanese canoa e di un' associazione degli escursionisti e campeggiatori. Nel 1939 darà vita alla rivista mensile “Noi canoisti, campeggiatori, nomadi”. Non era fascista e anzi come antifascista in seguito avrebbe passato qualche brutto momento, sebbene, nel solco dell'attenzione che il Regime tributava allo sport e a uno stile di vita esuberante per la gioventù italica, cercasse le leve giuste per dare vita a questa sua visione. Non è fino ad ora però conosciuto l'apporto che in quegli stessi anni diede alla causa degli ostelli un altro pioniere dell'idea, Giuseppe Callegarini (1915-1944), medaglia d'oro della Resistenza nel 1946. Una pagina dimenticata e per nulla conosciuta che merita di essere riscoperta in questa coincidenza che unisce due personalità legate da reciproca stima, nelle celebrazioni del settantesimo degli ostelli italiani e del settantesimo della medaglia d'oro. Giuseppe Callegarini, poco più che ventenne è un appassionato sportivo, canottiere della polese Pietas Julia, socio del CAI e del Touring, ma soprattutto escursionista e cicloturista. A Pola attrezza la sua bicicletta per affrontare lunghe escursioni e autentici tour ciclistici che lo portano in estate a scalare a più riprese le Dolomiti.

Gli Alberghi della Gioventù, i contributi di Pessina e Callegarini

Gli Alberghi della Gioventù, i contributi di Pessina e Callegarini

Nell'estate del 1937, quando Pessina si trovava in Ungheria impegnato in avventurose discese canoistiche, Callegarini si cimenta in un giro dell'Italia del nord di cui dà notizia nelle pagine della rivista del Touring “Le vie d'Italia” di ottobre. Uno dei problemi che deve affrontare con il suo compagno di viaggio è quello dell'alloggio. Sono studenti e spendere in pensioni non se ne parla. Portano con sé la tenda, ma dopo le dure salite alpine è altrettanto duro cercare il posto per accamparsi, montare la tenda e il campo. Nei suoi viaggi in Svizzera e Austria Callegarini aveva avuto modo di provare l'efficienza del sistema degli ostelli per la gioventù di quei paesi, una rete diffusa e accogliente che permetteva ai viaggiatori dopo qualsiasi fatica di avere la sicurezza di un posto dove ripararsi e trovare pasti caldi. Un altro modo di fare turismo che senza togliere nulla al piacere naturale dell'escursione metteva i viaggiatori in condizione di muoversi con tranquillità in ogni tempo. Al suo ritorno a casa è ormai convinto: bisogna realizzare anche in Italia un sistema simile. Giuseppe, che come insegnante ritiene il turismo giovanile altamente educativo così da proporlo attivamente nella scuola per le tante ricadute che può avere sulla formazione dei ragazzi, già dai primi di ottobre prende a scrivere e a stabilire contatti di collaborazione con l'Associazione Svizzera degli Alberghi della Gioventù e il suo presidente Otto Binder : “Je suis très enthousiaste pour votre organization. Envoyez moi, si est possible, beaucoup de materiels de propagande pour mieux faire connaitre à mes élèves et a mes amis la beautè, l'utilitè du tourisme et le charme de votre pays. J'ai envoyè une cheque pour la carte de legitimation, l'abonnement à la Revue “ Auberges Suisses de la Jeunesse”. La risposta di Otto Binder a quella e altra corrispondenza non si fa attendere, e in perfetto italiano :”Sarebbe ottima cosa se anche in Italia potesse sorgere un movimento degli alloggi per giovani escursionisti. Sappiamo che all'estero un'istituzione del genere desterebbe vivo interesse...”. Dunque nella sua iniziativa pionieristica Giuseppe Callegarini comincia ad accreditarsi, nei rapporti con autorevoli rappresentanti del movimento internazionale degli ostelli, come il referente di un'iniziativa italiana in quel senso. Il 1936 è un anno cruciale per l'idea perché il governo per celebrare il ventennale decide di candidare l'Italia all'Esposizione mondiale del 1942. Nel giugno del 1936 è presentata domanda al Boureau International des Expositions e dopo pochi giorni arriva l'approvazione. In dicembre il decreto e l'istituzione dell'Ente EUR con la nomina di Vittorio Cini a commissario per le opere. Nasce Expò 42, che oltre a divenire una gettonata lotteria milionaria è innanzitutto l'avvio delle grandi opere romane e la messa in cantiere di progetti straordinari. Nell'ambiente della GIL si ventila la necessità di predisporre le strutture ricettive per la massa di giovani attesi per l'evento. Si apre dunque anche per l'Italia la possibilità di avere un sistema di ostelli giovanili. Per Callegarini è l'occasione da prendere al volo e proporsi come referente di un progetto così ambizioso. Accelera sui contatti e con la sua personale propaganda che si indirizza soprattutto verso il Touring Club (che adesso ha italianizzato il nome in Confederazione Turistica Italiana) per farne uno degli sponsor dell'iniziativa. Si muove tra Guf e dopolavoro, scrive ai tedeschi, ai francesi, agli ungheresi per acquisire documentazione. Con questo obiettivo in mente si reca nell'aprile1938 alla fiera di Milano. In fiera c'è anche una quantità di stand gestiti da associazioni e enti di ogni tipo, il luogo giusto per prendere contatti e far proseliti a quell'idea. Nel padiglione dello Sport incontra per la prima volta Aldo Pessina e di quell'incontro ci lascia testimonianza diretta di come in quell'occasione abbia appreso che anche Pessina lavorava nella sua stessa direzione, e come anzi lo avesse anticipato di qualche settimana. Comincia tra i due una collaborazione di cui ci resta qualche scambio epistolare conservato oggi nel Fondo Callegarini recentemente recuperato e oggi all'Istituto di Storia del movimento di liberazione di Trieste. Nel dicembre di quello stesso 1938 il quotidiano di Farinacci “Regime Fascista” ospita in terza pagina alcuni interventi di Pessina sulla questione degli alberghi giovanili nonché una significativa intervista al presidente della Gioventù Hitleriana cui competeva anche la gestione della diffusissima rete di ostelli tedeschi che costituiva allora in assoluto il modello da imitare in Europa sotto il profilo della organizzazione, estensione ed efficienza. Da quel momento sarà Pessina a condurre l'iniziativa e Callegarini lo affiancherà per tutto il 1939 cercando adesioni e consensi nonostante le difficoltà e gli ostacoli, finché con la guerra e il venir meno della prospettiva dell'Expò romana il progetto verrà accantonato. Callegarini partirà per il militare nella Guardia alla Frontiera dove otterrà qualche risultato come documentarista finché dopo l'8 settembre entrato nella resistenza sarà arrestato e ucciso dalle SS a Pola nel dicembre del 1944. A fine guerra Pessina troverà la forza di ripartire e coronare nel dicembre successivo l'idea degli ostelli.

foto 1: Giuseppe Callegarini a Padova nel 1936

foto 2: La pagina è tratta dal mensile "Jugend und Heimat" (dal n° 5 del '39). Delegazione della GIL, delegazione Calzolari, che nell'Aprile del '39 si recò in Germania per visitare le realizzazioni della Gioventù Hitleriana ed anche gli ostelli. Dietro il gruppo c'è l'ostello dedicato a Goebbels

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Pubblicato da nel 23 febbraio 2017 alle ore: 21:58. Archiviato sotto Memorie,Politiche Culturali,Scuola & Formazione. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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