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La forza della musica contro l’oscurantismo

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La forza della musica contro l'oscurantismo

La forza della musica contro l'oscurantismo

La musica non ha confini, non conosce il colore della pelle né l'appartenenza ad una fede religiosa. Quando si manifesta brucia il tempo e non ammette repliche, tocca le corde più profonde dell'animo umano oltrepassando barriere, pregiudizi ed ogni altra impalcatura ideologica. Sono proprio queste peculiarità che rendono credibili e autorevoli iniziative come quella promossa dall'ICDO - International Cultural Diversity Organization - nell'ambito dell'incontro "Musica, diversità, diplomazia" svoltosi al Castello di Lerici nell'ambito del festival "Suoni dal Golfo", rassegna musicale che si svolgerà fino all'8 settembre nella cittadina ligure. Tra gli illustri ospiti internazionali presenti all'evento, Gianluca Marcianò, direttore d'orchestra e fondatore insieme al violinista Maxim Novikov dell'Orchestra Excellence, un progetto che ha radunato in questi giorni a Lerici cinquantacinque giovani musicisti emergenti da tutto il mondo per suonare insieme e dimostrare che la musica può aiutare l'incontro tra i popoli, può aiutare a comprendere le diversità, può creare le premesse per scambi interculturali che possano favorire anche il dialogo diplomatico. "Abbiamo selezionato musicisti provenienti da oltre 20 paesi per dare un segnale che parta da Lerici di armonia e comprensione reciproca, che parte dal linguaggio universale che valica ogni confine e non ha bisogno di traduzioni che è la musica" dichiara Gianluca Marcianò "per arrivare ovunque anche dove ci sono conflitti". Ha moderato l'incontro Alfredo Macchi, inviato di guerra di Mediaset, tra gli ospiti intervenuti nel dibattito Josipa Palac, presidente dell'ICDO di Vienna, Paolo Petrocelli, presidente del comitato giovani dell'Unesco Italia e fondatore di EMMA (Euro Mediterranean Music Academy for Peace), il reporter e scrittore britannico Ed Vulliamy, corrispondente di guerra e vincitore di numerosi premi di giornalismo, e Anthony Lowstedt, docente e consulente delle Nazioni Unite per la promozione del dialogo e della democrazia. La fondatrice del ICDO Josipa Palac, ha sottolineato che "la ricchezza dell'umanità è nelle sue diversità e solo facendo incontrare culture diverse, anche attraverso la musica, si possono superare le incomprensioni". Significativo anche l'impegno di Emma for Peace - Euro Mediterranean Music Academy - che, come spiega il suo fondatore Paolo Petrocelli, è impegnata in "diversi progetti in Medioriente e nord Africa... abbiamo dato l'opportunità a giovani migranti e giovani maltesi di imparare insieme a suonare le percussioni. Attraverso l'esperienza musicale hanno imparato a conoscersi". Iniziative che meriterebbero il più ampio sostegno proprio perchè, come sostiene concludendo l'incontro Alfredo Macchi, "la musica è un linguaggio universale e un'espressione di cultura che unisce contro il fanatismo che vuole dividere, per questo i regimi più oscurantisti, come quello dello Stato Islamico, la vietano".

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Pubblicato da nel 2 settembre 2017 alle ore: 7:11. Archiviato sotto Musica,Politiche Culturali. Puoi lasciare una risposta o trackback a questo articolo

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